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Surfcasting invernale in medio adriatico

Foto rappresentativa che ho trovato su internet

 

Spiagge formate da sabbia fine, spesso sono presenti i frangiflutti ad una distanza che va dai 50 ai 100 metri dalla riva.
I frangiflutti per  descriverli meglio sono linee discontinue di scogli artificiali paralleli alla costa, sono interrotti per tratti
che vanno dai 15 ai 50 metri, una vera barriera alla forza del mare.
Parliamo del fondale che si presenta sabbioso anch'esso, basso con poca profondita circa 1-2 metri fino alle barriere artificiali, all'altezza
delle stesse si forma un piccolo gradino, poi il mare degrada molto molto lentamente.

In condizioni di mare mosso, l'acqua si presenta paonazza, torbidissima, con schiuma in superfice.
In scaduta il mare perde la schiuma, diventa più paonazzo.

Sappiamo che ci sono orate, spigole, mormore, triglie, saraghi, gronghi, pesci piatti.

la tipologia di spiagge è quella tipica in cui si può creare un impianto da surfcasting da manuale.

Le barriere flangiflutti in sè rappresentano due frangenti dove la mareggiata va a creare la schiuma ed il deposito sabbioso ricco di alimenti. Il tratto libero rappresenta il corridoio di ingresso del pesce che va a ripararsi dalla furia delle correnti, seguito a ruota dai predatori.
Le due stesse barriere possono inoltre rappresentare un pascolo per grufolatori e ulteriore richiamo per predatori. L'acqua opaca, sempre che non sia color caffelatte, è un'altra alleata della nostra strategia in quanto fa abbassassare la guardia ai pinnuti. Nel periodo invernale c'è sempre qualche spigola a caccia oltre agli onnipresenti saraghi (a ridosso delle barriere flangiflutti).

Esche più usate : cannolicchio, la seppia, il calamaro, il fasolare e la sarda e, in fatto di vermi, americani e bibi belli cicciotti.

 

Per questo articolo ringrazio il sito www.calabriapescaonline.it da dove ho preso spunto e che invito tutti a visitare.

Pubblicato il 25/1/2013 alle 16.1 nella rubrica Diario.

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