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Tu che oggi parli male di me ... Ieri sparlavi degli altri .... Minkia, si veru infami
SCIENZA
13 agosto 2011
Squali nel Mediterraneo

Nel Mediterraneo sono presenti 45 specie di squali di cui 14 potenzialmente pericolose per l’uomo, ma nella pratica, solo il famoso Squalo Bianco è annoverato nella statistica per attacchi all’uomo.

La specie più grande presente nel Mediterraneo è il Cethorinus Maximus, ovvero squalo elefante, che raggiunge i 9/10 metri di lunghezza. Si nutre esclusivamente di plancton. Sono 15 le specie “nostrane” che possono raggiungere i 3 metri di lunghezza.

Il Mediterraneo contiene il famoso triangolo, sede della nursey degli squali bianchi, si trova nel Canale di Sicilia ed è il luogo dove si riproducono.

Proprio nelle acque vicine a Malta fu pescato l’esemplare femmina più grande del mondo.

Nonostante questo, l’incontro con uno squalo bianco è rarissimo, e anche a cercarlo hai pochissime probabilità di incontrarlo, questo perché è una specie molto schiva, così come un po’ tutte le specie di squalo, e anche per l’eliminazione sistematica di questo predatore che lo ha ormai portato sull’orlo dell’estinzione. A questo proposito vorrei citare la ricerca del dott. Ferretti, secondo la quale gli squali nel Mediterraneo stanno ormai scomparendo, alcuni hanno un deficit del 99,99%!!!


SPORT
6 luglio 2011
"TAG & release" nella pesca sportiva in mare

Per Tag and release si intende la marchiatura e il rilascio di squali e tonni per favorire la ricerca scientifica e per monitorare la migrazione di tali specie.

 

COME PROGREDISCE LA RICERCA SCIENTIFICA:


le frequenti ricatture degli squali marcati consentono ai biologi di confrontare i dati rilevati al momento della ricattura con quelli riportati sulla cartolina compilata da voi.
Si ricavano così importantissime informazioni: per esempio sappiamo che uno squalo marcato a Pesaro, in 405 giorni ha percorso 513 miglia, raggiungendo malta, e si è accresciuto di ben 63 cm.

CONSIGLI UTILI PER DIVENTARE UN:

OTTIMO TAGGER-TEAM

Abituatevi a usare l'attrezzatura per marcare, fate delle prove su pesci di pescheria, chiedete consiglio a chi marca già da anni;
Pianificate le uscite, suddividetevi i compiti;
Non scoraggiatevi se le prime volte avrete degli insuccessi: per diventare bravi occorre un pò di pratica e di attenzione, una punzonatura fatta con cura garantisce ottimi risultati;
Ferrate prontamente in modo che lo squalo non ingoi l'amo, altrimenti ha meno probabilità di sopravvivere;
Evitate di combattere a lungo con lo squalo perché potrebbe morire, usate fili pesanti: eviterete la possibilità di perdere lo squalo;
Se dovete marcare piccoli squali, non dimenticate che sono dei neonati!
Attenzione a non ferire gli squali nella zona addominale, non utilizzare assolutamente raffi per immobilizzare l'animale durante la marcatura, una piccola ferita interna può provocare la morte anche di un grosso squalo;
Avete catturato uno squalo marcato? Tagliatelo e tenete il vecchio punzone ed inseritene uno nuovo;
Tagliate sempre il terminale, tentare di estrarre l'amo provocherebbe danni certi all'animale;
Prestate la massima cura nel compilare la cartolina di marcatura. Consultare il fac simile che vi verrà fornito con l'attrezzatura per marcare.
Non mescolate cartoline e punzoni numerati;
Imparate a riconoscere la specie;
Non sovrastimate la lunghezza;
Rilevate i dati durante la mercatura e compilate la cartolina immediatamente dopo il rilascio. Consultatevi sempre durante la compilazione.
QUESTI PROGETTI HANNO COME FINE....

1) La determinazione dell'età degli squali relativamente alle loro dimensioni somatiche, lunghezza totale e peso corporeo;
2) La determinazione delle loro rotte migratorie;
3) La scoperta delle aree riproduttive e delle zone parto nel mediterraneo;
4) La conservazione di questi animali e quindi dell'ambiente marino.

COSA SERVE PER MARCARE:
Sono necessari punzoni numerati (tags) di dimensioni diverse, le relative cartoline, un asta porta punzoni e il piccolo applicatore per il mini tag, su richiesta dei pescatori il materiale sarà fornito dal Big Game Italia.
Ogni punzone è costituito da una parte metallica (il punzone vero e proprio) e da una capsula in plastica contenete un piccolo foglietto, con un numero (lo stesso che è stampato sulla cartolina) e un breve messaggio con le istruzioni per restituire il punzone.

COME SI MARCA:
1) L'angler dopo la ferrata, tira lo squalo sotto bordo senza stancarlo eccessivamente ....
2) Lo skipper mantiene la barca in leggero movimento, così che lo squalo possa respirare e rimanere calmo;
3) Nel frattempo il tagger prepara l'attrezzatura, infilando la parte metallica del punzone nell'apposita fessura dell'ago porta punzoni in cima all'asta;
4) Dopodiché sferrando con l'asta un colpo secco all'animale vicino alla prima pinna dorsale il tagger inserisce sottopelle la parte metallica del punzone, marcando in questo modo lo squalo.

IMPORTANTE SE POTETE FOTOGRAFATE GLI SQUALI CHE MARCATE E FOTOCOPIATE LA CARTOLINA PRIMA DI SPEDIRLA

 

DOVE SI RICHIEDONO I TAGS:

Ecco l'indirizzo dove si possono richiedere i tags per la marcatura degli squali.


Apex Predators Program
NOAA / National Marine Fisheries Service
28 Tarzwell Drive
Narragansett,RI 02882-1199 USA.


Tratto dal sito www.biggame.it


Pescatori e biologi, binomio indispensabile
per lo studio di squali e tonni
Pescatori sportivi che effettuano il tag & release, e biologi marini impegnati nello studio degli squali, hanno intrapreso una proficua collaborazione nei progetti di ricerca MED-TAG (per la marcatura degli squali nel mediterraneo) e BABY-SHARK (per la marcatura degli squali neonati).

Il BIG GAME ITALIA, dunque, prescrive ai suoi associati il TAG and RELEASE. Cioè, la marchiatura dei pesci ed il loro immediato rilascio. La marchiatura che avviene mediante un punzone, quasi indolore, fermato con un'opportuna asta sotto la pinna dorsale di squali e tonni. Il punzone è collegato ad un piccolo contenitore di plastica dove c’é inserito un numero di codice.
Pescato il pesce, i soci del BIG GAME ITALIA ne stimano le dimensioni ed il sesso che trascrivono, insieme al luogo ed alla data della cattura, su una scheda destinata agli archivi scientifici del BIG GAME ITALIA stesso ed alla NOAA (National 0ceanic and Atmospheric Administration) del Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti. Quando il pesce sarà ripescato, tramite il numero della punzonatura sarà analizzata la scheda corrispondente e confrontata con la nuova, compilata da chi ha fatto la seconda cattura. Si avranno così importanti dati per studiare la crescita e la migrazione dei pesci.

Per le finalità suddette, il BIG GAME ITALIA persegue il PROGETTO MED-TAG (Mediterranean Tagging) che si realizza, fra l'altro, in una "giornata delle catture e “punzonature'' quando tutti i soci, al largo delle coste d'appartenenza, celebreranno il "Tagging Day''.

Al progetto "Med Tag" parteciperanno gli istituti scientifici ICRAP (Istituto Centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca marina) e l'istituto TETHIS (Difesa Ambiente Marino); importante è anche la collaborazione con le principali riviste del settore.

La collaborazione scientifica perseguita dal BIG GAME ITALIA determina, come si é scritto, il suo impegno ecologico: i soci si battono ed operano per il risanamento del mare dagli inquinamenti. Infatti, con il patrocinio dell'Acquario Civico di Milano, il più importante d'Italia, svolgono il progetto PRIONACE per lo studio della nutrizione degli squali che permette di determinare utilissime nozioni sullo stato e sul tipo degli inquinamenti.


Tratto dal sito www.biggameitalia.it

 

 

 

SPORT
22 giugno 2011
Surfcasting a Capo Verde

Le spiagge sono il vero pezzo forte di Boavista. Sessanta sono i chilometri di lunghissime spiagge deserte, spesso battute dal vento, alcune miste a roccia, che rappresentano le condizioni ideali per questa disciplina, con risultati davvero eccezionali.
 
Gli amanti del surf, trovano in Boavista un paradiso sia per praticare il loro sport preferito, che per ammirare la verginità e la purezza di questo eden. La quantità e la varietà di pesce presente è davvero notevole. Molte specie di grufolatori si spostano lungo lo scalino di battigia, mentre appena un po' più fuori predatori grandi e piccoli si aggirano alla ricerca di pesci in difficoltà, una catena alimentare che non conosce tregua sia di giorno sia di notte. Numerosi i pesci serra, anche di dimensioni notevoli, si aggirano costantemente lungo la riva e la loro proverbiale voracità qui sembra essere ancora maggiore: gli attacchi che abbiamo sulle nostre esche, sia sul vivo che sulla trancia, sono, infatti, imponenti. Spesso dopo l'abboccata si esibiscono in spettacolari ed esaltanti acrobazie fuori dell'acqua che ci lasciano senza fiato e ci regalano delle fantastiche emozioni. Ma tanta voracità non è sinonimo di stupidità, è questo, infatti, uno dei pesci più scaltri che possiamo incontrare, e anche qui in queste zone, dove sicuramente la pressione di pesca è praticamente zero, la loro furbizia rasenta l'incredibile, inoltre la vista acutissima di cui sono dotati gli permette di tranciare le nostre esche a pochi millimetri dall'amo.
 
Un pesce su tutti è presente in gran quantità e gira incontrastato lungo le spiagge: lo squalo. Principalmente grigi di scogliera e pinna nera, questi predatori sono qui comunissimi, praticamente non esiste tratto di mare in cui non si possa notare la loro presenza. Pescando dalla spiaggia si possono effettuare catture di dimensioni notevoli. Quest'ultimi si spostano in piccoli branchi alla ricerca di cibo, e nelle ore del tardo pomeriggio è più facile realizzare molte catture in poco tempo. Sicuramente, però, pescando nelle ore notturne le possibilità di imbattersi in esemplari di taglia sono decisamente maggiori. L'attrezzature vengono messe a dura prova dai grandi squali pinna nera e nutrice. La taglia di questi predatori che si pescano dalla spiaggia è modesta e può arrivare fino ed otre i 30 kg. Altre prede di medie dimensioni e molto combattivi sono le ombrine e gli shareu (carangidi). Naturalmente ancora più elettrizzante è la pesca a surfcasting con il vivo. Dopo aver catturato il vivo con attrezzatura superleggera, lo si può innescare su canna ed attrezzatura più robusta, e lanciare più lontano possibile nell'attesa di qualche bel "serra" che può arrivare anche oltre i sette chilogrammi; altrimenti potrebbe capitare qualche ricciola scura del luogo "shareu", qualche altro carangide o il solito voracissimo squalo.
 
Per gli amanti del beach leagering queste spiagge offrono numerose specie: saraghi pizzuti e maggiori, mormore, lecce stella, barbi, triglie, pappagalli, rari ma presenti i bonefish, ed altre specie locali. Lungo certi tratti di spiagge, è assai facile fare una ventina di chili di questi pesci in poche ore, catturandone anche due o tre per volta.

Tratto da :  www.boavista2000.com

cinema
7 giugno 2011
SHARK NIGHT 3D

Trailer del film che uscirà presto nei cinema italiani "SHARK NIGHT 3D"

http://www.youtube.com/watch?v=R--gReLlkT4

SOCIETA'
7 giugno 2011
Il "finning", distruzione degli squali per un prodotto inutile


IL “FINNING” OVVERO LA SISTEMATICA DISTRUZIONE DEGLI SQUALI A LIVELLO GLOBALE PER L’OTTENIMENTO DI UN PRODOTTO INUTILE

La “zuppa di pinne di pescecane” è un piatto Cinese di origini antichissime, ma solo in tempi relativamente recenti ha avuto una grande diffusione nell’intero Oriente e nel resto del mondo. Viene preparata utilizzando le fibre di collagene presenti nelle pinne degli squali. La parte della pinna che viene utilizzata contribuisce a dare alla zuppa una consistenza gelatinosa, aggiunge cioè “corpo ” a questo piatto, ma è di sapore pressoché nullo, di conseguenza la zuppa viene insaporita con altri ingredienti quali pollo, granchio, abalone.

In origine tale delicatezza era considerata un cibo riservato alle classi più ricche essendo molto costosa, sia a causa delle difficoltà di ottenere la materia prima su ampia scala, sia per il fatto che il processo di preparazione per il consumo è di una certa complessità. Ai nostri giorni purtroppo la situazione è assai mutata.

Con i moderni mezzi di pesca su larga scala, la materia prima per questo piatto può essere ottenuta in quantità immense ed in tempi brevissimi. La zuppa di pinne di pescecane continua a venire considerata uno status symbol, molto utilizzata soprattutto per pranzi ufficiali e cerimonie, ed il suo prezzo è più che mai elevato (in un ristorante di Hong Kong si può spendere dai 10 ai 100 dollari per questo piatto a seconda della quantità e del tipo di pinne utilizzate).

Tuttavia il miglioramento della qualità di vita in Cina ha fatto sì che un ampio spettro di persone possa oggi permettersi di consumare questo cibo, e la domanda del mercato continua ad aumentare.

La produzione ed il commercio di pinne sono massimi in Cina, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Giappone, ma i dati disponibili circa l’effettivo ammontare di questo mercato sono spesso lacunosi.

 

L’insieme di questi fattori ha portato a conseguenze disastrose per numerose popolazioni di molte specie di squali, che sono state e continuano ad essere decimate selvaggiamente per ottenere le pinne. Il fatto che le pinne abbiano un valore sul mercato altamente più elevato di quello che ha la carne del corpo, ha portato al cosidetto “finning”, che potremmo tradurre coniando il termine di “spinnamento”, ossìa alla pratica della pesca dello squalo con immediata asportazione delle pinne e conseguente scaricamento a mare dell’animale così orrendamente menomato. Coloro cbe praticano questa pesca preferiscono riempire le loro navi di sole pinne o con altri pesci di maggior valore, quali tonni e pesci spada, piuttosto cbe con i corpi degli squali. Si tratta ovviamente di uno spreco di cibo inaccettabile oltre che di una pratica moralmente intollerabile e assolutamente non necessaria.

Tutta la carne del corpo, pari al 95-99% dello squalo, è infatti buttata via, e l’animale privato delle pinne, se non è già morto quando viene tirato a bordo è comunque destinato ad una inutile agonìa.

Gli squali sono animali estremamente vulnerabili, soprattutto a ragione del fatto che hanno dei meccanismi di riproduzione delicati. Impiegano diversi anni per raggiungere la maturità sessuale; hanno periodi di gestazione lunghi, che giungono fino ad un massimo di due anni; infine producono un numero di piccoli basso o comunque relativamente ridotto per volta, da uno ad alcune decine di individui, anziché migliaia o milioni come avviene invece nei pesci ossei.

Per le pinne vengono cacciate numerose specie, senza fare alcuna discriminazione di taglia, anche perché un giovane squalo è spesso comunque un grosso pesce.

 

Tra le molte specie che vengono pescate per il finning, vi sono verdesche (Prionace glauca), squali mako (Isurus sp.), pesci martello (Sphyrna sp.), longimani (Carcharhinus longimanus), squali grigi (Carcharhinus plumbeus), squali bruni (Carcharhinus obscurus), squali limone (Negaprion brevirostris), spinaroli (Squalus sp.), squali bianchi (Carcharodon carcharias), squali tigre (Galeocerdo cuvier), pesci volpe (Alopias sp.), cetorini (Cetorhinus maximus) e squali balena (Rhincodon typus). Le pinne ritenute di maggiore valore sono la prima dorsale, le pettorali ed il lobo inferiore della caudale. Il finning rende tralaltro impossibile qualsiasi studio del pescato, essendo arduo quando non ineffettuabile il calcolo relativo alle effettive catture di individui come pure qualsiasi altra osservazione sugli esemplari. Non si vuole affermare che gli squali non debbano venire pescati: al contrario, lo sfruttamento di questa risorsa alimentare è, per molti Paesi, fondamentale. Quello che è necessario è sfruttare questa risorsa in maniera corretta, per impedirne l’esaurimento nel giro di breve tempo: la diminuzione delle popolazioni di molte specie di squali è ormai fin troppo chiara ovunque. Il finning dovrebbe pertanto venire proibito in tutti Paesi, e la pesca degli squali in genere dovrebbe venire regolamentata. Purtroppo, malgrado le ripetute richieste da parte della FAO e gli allarmi lanciati da molti ricercatori, solo pochi Paesi hanno delle leggi esaustive in merito e gli sforzi che vengono fatti per mutare la situazione sono del tutto insufficienti.

Il finning è attualmente proibito in Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia e Oman. In Italia vengono consumate grandi quantità di carne di pesci cartilaginei in genere, per lo più provenienti da altri Paesi, tanto che, secondo i dati pubblicati dalla FAO, che pur devono essere considerati ampiamente lacunosi, saremmo i maggiori importatori a livello mondiale. Fortunatamente il nostro non è tra i Paesi che praticano il “finning”, e da noi le pinne al contrario vengono scartate.
 
L’Italia è comunque purtroppo da includere tra quelle Nazioni in cui non sono stati sino ad oggi raccolti dati esaurienti sulle specie oggetto di pesca, che sono invece necessari per istituire corretti piani di conservazione.

 


Per queste ragioni, Peter Knights, direttore dell’organizzazione statunitense WildAid, ha deciso di dare il via allo Shark Conservation Program, una campagna volta da una parte alla sensibilizzazione del grande pubblico su questo tema di drammatica immediatezza, dall’altra a spronare le autorità competenti dei diversi Paesi a svolgere le necessarie indagini sulla pesca di questi animali e a porre infine una regolamentazione agli sfruttamenti scorretti. Come testimonial dell’iniziativa è stato scelto lo scrittore Peter Benchley, autore del celebre romanzo “Jaws” (“Lo squalo”), dal quale il regista Steven Spielberg trasse il film omonimo.

Alla fine di Febbraio, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma, alla quale hanno preso parte anche l’autore ed il fotografo subacqueo Alberto Luca Recchi, WildAid ha presentato il rapporto “The end of the line?”. In tale pubblicazione, redatta da Susie Watts con l’ausilio di molti tra i maggiori ricercatori specializzati nello studio degli squali a livello mondiale, vengono esposti con chiarezza i maggiori problemi inerenti alla pesca dei Pesci cartilaginei. Nel corso di tale incontro è stata anche fatta presente al rappresentante dell’ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare, il principale organo italiano deputato allo svolgimento delle ricerche nel campo della biologia marina e della pesca) la necessità di un maggiore sforzo per il raggiungimento di una corretta gestione degli squali delle nostre acque.

 


Tratto da  www.apneamagazine.com


www.stopsharkfinning.net/

cinema
24 maggio 2011
"Shark Night 3D" - un nuovo film sugli squali presto al cinema

Sopra la locandina del film

 

Dopo i Piranha ad Hollywood potevano lasciarsi scappare l’occasione di tornare a sfruttare il predatore numero uno del mare? Certo che no. Shark Night 3D nasce proprio con questi intenti. Rilanciare un’ipotetica saga su Lo Squalo, appoggiandosi alla spettacolarità della terza dimensione.

Diretto da David R. Ellis, regista di Snakes on a Plane, Final Destination 4 (e seconda unità ne La Tempesta Perfetta), e in uscita nei cinema americani il prossimo 2 settembre, il film si mostra quest’oggi attraverso la prima locandina ufficiale. Sara Paxton, Dustin Milligan, Katharine McPhee, Chris Carmack, Alyssa Diaz, Joel David Moore, Donal Logue, Sinqua Mura e Chris Zylka i protagonisti, per una trama avvolta per il momento nel totale mistero.

Ma l’idea di fondo è molto semplice quanto ovvia. Squali come se piovessero. Feroci, assassini, assetati di sangue, e ovviamente in 3D. Per la gioie dei produttori. Ad occuparsi degli squali Walt Conti, esperto di animatronics in passato già visto all’opera con le creature acquatiche di Deep Blue Sea, Anaconda e Free Willy.


tratto da www.cineblog.it

SCIENZA
5 marzo 2011
Squali pericolosi

Squalo Tigre

I tre squali più temuti del mondo sono il grande squalo bianco, noto anche come cacciatore bianco, lo squalo tigre e il carcarino. La Costa della California negli Stati Uniti ha il record di attacchi più numerosi da parte di grandi squali bianchi. Tra il 1950 e il 1982 questa regione registrò una media di 1,3 attacchi all'anno. Tuttavia ci furono anche subacquei che raccontarono che erano stati avvicinati dagli squali bianchi senza essere attaccati.
Gli squali Tigre si trovano nelle acque calde intorno all'America. Sono robusti nuotatori e si spostano su lunghe distanze. I denti affilati e le enormi mascelle rendono questi squali particolarmente pericolosi. Sia gli squali Tigre che i grandi squali bianchi arrivano a 6 metri di lunghezza. Gli squali Tigre hanno questo nome non perchè siano così feroci, ma perchè i giovani sul dorso hanno delle strisce, come quelle delle tigri, che sbiadiscono negli adulti.
I carcarini sono più piccoli dei Tigre e dei grandi squali bianchi e arrivano a 3,5 metri di lunghezza. Diversamente dagli altri squali, i carcarini possono vivere in acqua dolce. Sono gli squali più pericolosi nelle acque tropicali e forse i più pericolosi in generale.


 

cinema
25 febbraio 2011
Un elenco di tutti i film sugli squali

Blu Profondo - 1999, regia Thomas Jane

Blood Surf - 2000

Blue Demon - 2005 

Cyclone - 1978

Cruel Jaws - 1995 

Dark Waters - 2003 

Hammerhead - 2005 

Il cacciatore di squali - 1979

Il terrore viene dagli abissi 

Jaws of Death - 1976 

Kizmo lo squalo della morte 

La grande morte bianca - 1989

La Notte Degli Squali - 1987

Lo squalo - 1975

Lo squalo 2 - 1978

Lo squalo 3 - 1983

Lo squalo 4 - La vendetta - 1987

L'ultimo squalo - 1981 

Mako, lo squalo della morte - 1976

Mare blu morte bianca - 1971

Megalodon - 2002 

Night of the Sharks 

Open Water - 2004 

Red Water - 2003

Raging Sharks o Shark Invasion - 2005 

SHARK!, conosciuto anche come MANEATER - 1969

Shark Hunter - 2001

Shark Attack - Squali all'attacco - 1999, regia Bob Misiorowski

Shark Attack 2 - 2001, regia David Worth

Shark Attack 3 - Emergenza squali - 2002, regia David Worth

Shark attack in the med - 2006

Shark - Rosso nell'oceano - 1984, regia Lamberto Bava

Shark Swarm - Squali all'attacco - 2008, regia James A. Contner

Shark Zone - 2003

She Gods of Shark Reef - 1958

Spring Break Shark Attack - 2005 

Tintorera - 1977

Twelve Days of Terror - 2004 

Viaggio in fondo al mare - 1961 

SCIENZA
21 febbraio 2011
VIDEO : I Misteri e le Bellezze delle Galapagos

Un tuffo in Oceania. Così si apre la terza puntata di Missione Natura. Vincenzo Venuto, biologo e conduttore del programma e lo "snakemaster" Austin Stevens, l'uomo dei serpenti, ci condurranno alla scoperta dell'Australia.
In questa terra bagnata da ben tre oceani, una stupenda femmina di squalo tigre si farà catturare e studiare da vicino. Una nuova carta d'identità applicata sulla pinna dorsale dell'animale potrà forse salvarle la vita dal suo nemico più pericoloso: l'uomo.

http://www.youtube.com/watch?v=7c_mYhYOUj8&feature=channel

 

www.squali.com

arte
21 febbraio 2011
Ho scoperto un sito internet fantastico ... adesso ve ne parlo ...

www.larcadinoe.com è un sito specializzato nella vendita di  insetti, conchiglie, fossili, minerali, animali imbalsamati e attrezzature.

 


Ad esempio:

Nella sezione "squali, denti e mascelle"

1)  1 lotto di 50 denti veri di squalo a 9,70 euro (provenienza Madagascar) 

  
http://www.larcadinoe.com/scheda/Chondroichthyes%20(squali%20e%20denti)/1+lotto+50+denti+di+squalo/16073

 

2)  Mascella squalo toro a 79,00 euro

  
http://www.larcadinoe.com/scheda/Chondroichthyes%20(squali%20e%20denti)/Carcharhinus+leucas+%28mascella+squalo+toro%29+%284%29/15386

 

3)  Squalo imbalsamato "Carcharhinus plumbeus" di 75 cm. a 160 euro

   http://www.larcadinoe.com/scheda/Chondroichthyes%20(squali%20e%20denti)/Carcharhinus+plumbeus+%28squalo%29/14144

 

4)  Squalo martello imbalsamato di 90 cm. a 210 euro 

   http://www.larcadinoe.com/scheda/Chondroichthyes%20(squali%20e%20denti)/Sphirna+lewini+%28squalo+martello%29/15589

 

e molto altro ancora.....

 

Si può pagare anche in contrassegno, l'importo minimo da ordinare è di 15 euro


www.larcadinoe.com

SCIENZA
19 febbraio 2011
Lo squalo pinna nera del reef

Lo squalo pinna nera del reef (Carcharhinus melanopterus Quoy & Gaimard, 1824) è una specie di squalo che appartiene al genere Carcharhinus ed alla famiglia Carcharhinidae. Viene spesso confuso con lo squalo orlato (Carcharhinus limbatus).

Questo squalo può essere facilmente identificato per le vistose chiazze nere all'estremità delle pinne (in particolare della prima dorsale e della caudale). Si tratta di una delle specie più diffuse nelle barriere coralline delle zone tropicali degli Oceani Indiano e Pacifico e predilige leacque poco profonde e sotto costa, al punto che la sua prima pinna dorsale emersa dall'acqua è una visione caratteristica delle aree succitate.

La maggior parte di questi animali abita spianate sabbiose o piattaforme coralline, anche se sono stati osservati mentre entravano in acque salmastre e dolci.

In genere raggiungono lunghezze di 1.6 metri.

Il loro territorio è molto ristretto, e ad esso sono piuttosto fedeli, visto che lo cambiano soltanto una volta che sono trascorsi vari anni dall'ultima volta. Sono predatori attivi di piccoli pesci ossei, cefalopodi, crostacei, ma sembra che si nutrano anche di serpenti d'acqua ed uccelli marini.

 

VIDEO : ACCERCHIATI DA SQUALI PINNA NERA !!!
http://www.youtube.com/watch?v=uW8LedvV0tw

SPORT
24 novembre 2010
Boavista : il paradiso della pesca sportiva

VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=4GL23Isi7lw


Per il Centro Pesca TudCoolFish una meravigliosa stagione di pesca nel 2010:
surf: carangidi, squali, saraghi, murene, xareu, pes de reja (un tipo di ombrina), squalo nutrice.
Traina e traina d'altura: wahoo, lampughe, pesce vela, marlin
Bolentino anche di profondità: cernie, pesci di fondale
Vertical Jigging: ricciole, carangidi
Drifting: tonni

SPORT
5 agosto 2010
Ecco la circolare normativa riguardo la pesca e il rilascio di tonni, squali, razze, mante, etc...
Comunicato F.I.P.S.A.S. obbligo di effettuare il catch and release (tonno squali e razze)

Segreteria Generale
Prot. n. 7277 /UM Roma, 5 agosto 2010

- Ai Comitati Regionali FIPSAS
- Ai Presidenti delle Sezioni Provinciali
convenzionate FIPSAS
= LORO SEDI =
_________________________________
E, p.c. - Ill.stre Ministro delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali
- Ill.stre Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio
- ARCI Pesca
- ENAL Pesca
- ASSOCIAZIONE "PER IL MARE"
- BIG GAME ITALIA
- Al Consiglio Federale FIPSAS
= LORO INDIRIZZI =
_________________________________

Oggetto: Obbligo di rilascio del Tonno Rosso e degli Squali nelle competizioni FIPSAS

- Visto l’attuale, grave depauperamento degli stock di Tonno Rosso che ha portato la Comunità Europea e l’ICCAT a compiere azioni ed a promulgare direttive atte alla salvaguardia di questa specie;

- visto quanto richiesto per le vie brevi dal Dipartimento Pesca del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Dipartimento delle Politiche Europee e Internazionali Direzione Generale della Pesca Marittima e Acquacoltura che ha invitato la Federazione e le Associazioni di pescatori sportivo-ricreativi a mettere in atto tutte le azioni possibili per la salvaguardia del Tonno Rosso;

- vista la qualifica di Associazione di Protezione Ambientale di cui gode la FIPSAS, che le comporta precisi doveri nella protezione di specie a rischio;

E’ PRIORITARIO

che la Federazione sia in prima linea nella lotta per la conservazione e la protezione di esemplari di TONNO ROSSO, di SQUALI e di altre specie in grande rarefazione.

A questo proposito viene quindi disposto che a partire dal momento di ricevimento della presente tutte le competizioni, di qualsiasi ordine e grado, che si svolgono nell’intero territorio nazionale sotto l’egida federale debbano essere obbligatoriamente disputate con la tecnica del Catch and Release o del Tag and Release (vedi modalità operative in Circolare Normativa), cioè senza che possa essere portato a riva e sbarcato alcun esemplare di Tonno Rosso, di Squalo o di Squaliformi, come Razze, Mante, ecc...

Resta naturalmente inteso che la seguente disposizione ha validità solo per la durata ufficiale della competizione, mentre per i giorni di allenamento valgono ovviamente le disposizioni di legge cioè la limitazione di un Tonno Rosso per barca al giorno.

Siamo certi che quanto richiesto rappresenti un sacrificio per i nostri agonisti e che le misure adottate non siano che una goccia nel mare rispetto a quanto viene quotidianamente prelevato da parte di altri, ma siamo altrettanto certi che la FIPSAS, prima Associazione di pesca sportivo-ricreativa come numero di tesserati ed unica a rappresentare il mondo della pesca all’interno del CONI debba costituire un ESEMPIO per tutto il mondo alieutico in un momento di assoluta emergenza per il ripristino degli stock di certe specie di pesci.

Si informa inoltre che tutti coloro che fossero interessati a disputare competizioni Tag and Release possono contattare l’ufficio del Settore Mare per la fornitura di Tag e del materiale relativo e per le informazioni inerenti il programma informatico messo a punto dalla FIPSAS per la registrazione delle catture.

Si chiede, cortesemente, di voler provvedere a dare la massima diffusione del presente documento a tutte le Società affiliate.

Ringraziando per la fattiva collaborazione si inviano cordiali saluti.

Il Presidente Federale
Prof. Ugo Claudio Matteoli

SPORT
26 luglio 2010
Novità

Il 21 Novembre compio 31 anni   


Avrei deciso di regalarmi qualcosa per la pesca dato che con i miei stipendiucci sono riuscito a mettermi da parte un bel gruzzoletto



Sono indeciso tra queste 4 soluzioni:

1) il cassone da surfcasting ZEBCO

2) una nuova canna da surfcasting preferibilmente BAD BASS e mulinello SHIMANO

3) una tuta termica per affrontare il mare d'inverno.

4) una bella vacanza di pesca presso qualche bella spiaggia italiana o estera (Corsica, Croazia, Grecia, Egitto, etc. etc.).

Comunque ho ancora molto tempo per pensarci.

Se volessi potrei anche partire subito subito per l'Africa in Boavista a pescare gli squali a surfcasting dalla spiaggia.....ho già chiesto e fatto un preventivo presso l'agenzia di viaggi che organizza battute di pesca a surfcasting agli squali.....l'agenzia in questione è la "Toodcoolfish".....ha anche un sito internet e ne ho parlato anche in precedenti post scrivendo come si pescano gli squali dalla spiaggia a surfcasting......comunque sul sito di TOODCOOLFISH trovate scritto tutto.

CULTURA
6 luglio 2010
Webcam in diretta sugli squali - Trailer de "Lo squalo 5" che deve ancora uscire nelle sale italiane
Vi presento alcune webcam in diretta live di acquari con squali

http://www.riminibeach.it/webcam/webcam-live-squali-parco-le-navi
Questa Webcam Live in streaming riprende 24 ore su 24 la vasca degli Squali al Parco Le Navi, aquario di Cattolica. Nella vasca ci sono squali toro.


http://www.montereybayaquarium.org/efc/efc_outerbay/outerbay_cam.aspx
Webcam puntata sull'acquario di Monterey - nella vasca ci sono squali bianchi

http://www.earthcam.com/uk/england/aquarium/
Questa webcam è puntata sull'acquario di Londra


Infine vi presento il trailer cinematografico del film "Lo squalo 5" che ancora deve uscire nelle sale italiane da non confondere con il film "L'ultimo squalo"

http://www.youtube.com/watch?v=j-R9wniLBzM

Sfreccia sulla superficie dell'acqua per sferrare l'ultimo attacco ad agosto del 2008.
Si tratta del capitolo finale della saga de “Lo Squalo”, iniziata nel 1975 da Steven Spielberg con la realizzazione della prima pellicola tratta dal libro di Peter Benchley.
Da allora sono passati più di 30 anni e altri 3 squali hanno terrorizzato il pubblico nelle sale, anche se con i denti molto meno affilati rispetto al primo.
Jaws 5 Resurface, questo il titolo originale della battaglia finale tra l'uomo e il leviatano che ricomincia la sua caccia all'uomo dalle profondità degli abissi.
Ancora una volta prodotto dalla Universal Pictures (il Trailer e' già disponibile su Youtube) uscita prevista negli Stati Uniti Agosto 2008, in Italia forse si dovrà aspettare qualche mese, per avere paura di andare a nuotare.
La trama, stando alle indiscrezioni che arrivano dagli studios, è ancora ambientata ad Amity, dove ritroviamo, Mat Hooper (ancora interpretato da Richard Dreyfuss) l'esperto oceanografico del primo squalo, accennato nel sequel diretto da Jannot Szwarc, che questa volta torna per fronteggiare non uno grande bianco solitario ma un branco, sfuggito al controllo di alcuni esperimenti scientifici.
Torna anche il Capitano Martin Brody, (Roy Scheider) personaggio eroe, lo ricordiamo nella celebre scena finale dove fece brillare il “mangiatore di uomini” in mille pezzi sparando alla bombolo d'ossigeno che aveva tra le fauci morto nel 4 capitolo della saga, in questo film, l'attore rientra sullo schermo interpretando solo un cameo.
Adesso si deve solo aspettare, come quando si va a pesca, intanto chi vuole può andarsi a gustare il trailer cinematografico digitando su “youtube” Jaws 5- Resurface e come dice lo slogan finale, fate attenzione ancora una volta, a non entrare in acqua.

Articolo tratto da
www.distopia.it

SPORT
25 giugno 2010
Alcune mie personali considerazioni riguardo la pesca legale degli squali

Molte persone ignoranti e alcune becere persone che hanno il coraggio di definirsi naturalisti o ambientalisti (ma che non sanno neanche cosa significhi essere naturalisti) affermano precipitosamente che catturare squali dalla spiaggia a surfcasting o a rockfishing sia una crudeltà.
Non è così....la sportività e la bravura del pescatore si vede soprattutto in questi frangenti. La legge dice che gli squali possono essere pescati nei modi sopra da me citati ma che una volta pescati devono essere rimessi vivi in libertà.......ridargli quindi la libertà nel mare.
Tutte quelle foto che vedete su internet di squali catturati a surfcasting, appena pescati sono stati con molta cura rimessi in libertà, quindi lo squalo non ha sofferto. Certo i pescatori ignoranti ci sono che non li rimettono in libertà ed è loro che la legge perseguisce, però fortunatamente sono la minoranza.

La pesca degli squali è ammessa anche nelle competizioni mondiali di surfcasting, come quella che si è tenuta ultimamente in Sud Africa dove la nostra nazionale femminile ha vinto proprio il premio come preda più grande con un grosso squalo catturato appunto a surfcasting.

Ricordo che qui da noi in Italia è impossibile catturare squali perchè non si avvicinano così tanto alla riva.....al massimo può capitare qualche gattuccio nelle zone del sud Italia o in sardegna e in Corsica.....ma per pescare squali toro o limone dovete spostarvi in Sud Africa o a capo verde in Boavista (il paradiso per la pesca degli squali).....a Boavista record dell'isola 2009 è stato con uno squalo limone di 120 Kg. catturato a surfcasting dalla spiaggia.

Quindi per concludere la pesca sportiva degli squali è ammessa, l'importante è che dopo vengano subito con molta cura rimessi in libertà.

Se volete potete anche chiedere maggiori informazioni alla FIPSAS (federazione italiana pesca sportiva e attività subaquee).

SCIENZA
7 giugno 2010
Lo squalo Mako




Classe: Elasmobranchii

Ord. Lamniformes

Fam. Laminidae

Gen. Isurus
 

Ha corpo fusiforme, muso conico e appuntito, peduncolo caudale appiattito dorso-ventralmente e con carene laterali affilate; le fossette codali superiore e inferiore formano un solco trasversale approfondito.
Gli occhi sono tondi e privi di membrana nittitante, le narici sono sottili e vicine al margine anteriore della bocca. Gli spiracoli sono piccoli e posti  all'altezza del margine superiore dell'occhio.
Le fessure branchiali sono 5 e molto ampie. La bocca è lunga e arcuata ed ha  in ogni mascella 24-26 denti a margine liscio e affilato e di cui i primi due di ogni lato sono più grandi degli altri

La pelle è ricoperta di scaglie piccole ed imbricate, con tre-cinque carene e tre dentini diretti posteriormente.
La prima pinna dorsale, ad apice arrotondato,  si inserisce dopo il margine posteriore delle pettorali.
La seconda dorsale è piccola ed in posizione leggermente avanzata rispetto all'anale, che è simile. La codale è grande e abbastanza lunata ed ha il lobo inferiore lungo intorno ai due terzi del superiore.
Le pettorali sono ampie, ad apici arrotondati,  e lunghe circa due volte la prima dorsale.
Le pelviche si trovano a metà strada tra prima dorsale e codale. Queste ultime escono dall'acqua durante il nuoto superficiale.

Il colore, superiormente,  varia dal grigio ardesia scuro al grigio azzurro; ventralmente è bianco candido.
Ha abitudini pelagiche ed è un ottimo nuotatore, frequenta solitario le acque superficiali. E' carnivoro e attacca clupeidi, scomberoidi ed incude timore anche a tonni e pescispada. Si cattura con lenze a mano o con i palangresi da tonni. Può raggiungere  3,70 metri e un peso di oltre di 500 kg. La sua carne, bianca, è considerata ottima.
Si incontra lungo tutte le coste italiane.


Di seguito il link a un video che mostra diverse foto di squalo mako trovato su internet

http://dailymotion.virgilio.it/video/x1hvav_squalo-mako-1997_animals


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permalink | inviato da floppy il 7/6/2010 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SPORT
4 maggio 2010
Foto di alcuni squali catturati a surfcasting


















Tutte foto prese da internet

Surfcasting squalo a Boavista (isola in Sud Africa a 400 Km dalla costa del Senegal)

Surfcasting squalo a Boavista nelle decine di km di coste incontaminate, cosa auspicare di più? Trovare posti ove sia possibile praticare la pesca squalo come a Boavista non ve ne sono tante nel mondo. L’isola è piccola, si, ma la presenza di notevoli quantità di questi predatori ne valorizzano questa particolare e faticosa forma di pesca. TudCoolFish libera tutti gli squali pescati dopo le foto e filmati di rito!

Nel Surfcasting squalo a Boavista si può praticare la pesca a fondo con piombo e bracciolo, al cui amo innescheremo o un'esca viva come saraghi e mormore pescate sul posto, oppure un'esca morta: di solito “trancioni” di sarda e pezzi di calamaro legati da filo elastico di circa 3 hg. Quando pratichiamo il Surfcasting squalo a Boavista le catture più probabili saranno squali pinna nera e grigia, nutrice, ma anche il limone e, in certi casi il temibile e combattivo martello che qui si avvicina di sovente alla costa, raramente è stato pescato anche lo squalo bianco! La forza inesauribile espressa da uno squalo, una volta allamato, mette a dura prova la resistenza del pescatore che, spesso, richiede l’assistenza della guida di pesca. Chi prova per la prima volta la pesca allo squalo a Boavista si renderà conto che esso combatte fino all'ultimo, facendo fischiare non poco i nostri mulinelli, con fughe progressive ed incontenibili.

Nella pesca allo squalo Boavista il problema è di “girargli la testa” verso di noi e, una volta riusciti, mantenerla in quella posizione cercando di portarlo a riva. La pesca allo squalo a Boavista permette strike indimenticabili a squali, anche enormi, che metteranno a dura prova la nostra resistenza fisica! Questo concetto va ripetuto! Nel 2008 il Centro Pesca TudCoolFish ha stabilito, dopo ben oltre 4 ore di indimenticabile fatica, il record dell'Isola, con una cattura di uno squalo limone di 120 Kg. che poi è stato ovviamente liberato (c’erano 4 pescatori a “suddividersi” la fatica, passandosi reciprocamente la canna ogni 10 minuti!!!). Gli amanti del surfcasting squalo a Boavista e chi comunque è attratto da questa pratica che potremmo definire “pesca allo squalo estrema”, potranno realizzare il loro sogno, va ridetto, in spiagge infinite di sabbia bianchissima. Basterà lanciare l'esca appena dopo l'onda ...



SURFCASTING IN BOAVISTA (ECCO TUTTA L'ATTREZZATURA NECESSARIA):

Per praticare il surfcasting a Boavista se lo vorrete, portarvi l’attrezzatura da casa, ma vi consigliamo di utilizzare canne con potenza effettiva 120/130gr abbinate a mulinelli fissi taglia 4000/5000 imbobinati con una treccia in multifibra da 30lb.

Nel surfcasting a Boavista non vi servirà utilizzare lo shock leader e i terminali saranno dello 0,30/0,35 e gli ami a gambo lungo delle misure che vanno dall’8 al 4. Le taglie dei pesci insidiabili con il surfcasting a Boavista variano dai 350gr ai 4kg. E’ possibile poi dedicarsi alla pesca dei predatori medi, sempre a surfcasting a Boavista, che qui sono rappresentati da carangidi, pesci serra e lampughe. Le specie di carangidi presenti sono xareu, trevally ed il raro prata, anche di dimensioni considerevoli. Anche in questi casi raccomandiamo, per il surfcasting a Boavista, attrezzature potenti rispetto alla media: canne da 170/200gr effettivi e mulinelli fissi taglia 8000/10000 caricati con almeno 200mt di treccia in multifibra da 50lb.

Ricordiamoci che nel surfcasting a Boavista si utilizzano montature monoamo, con terminali in nylon dello 0.50 in fluorocarbon e ami a gambo corto molto robusti. Nel caso del pesce serra, un classico del surfcasting a Boavista, è d’obbligo l’uso dello spezzonino di cavetto d’acciaio da 40lb che ci metterà al riparo dai morsi degli squali più piccoli. Esiste poi una terza alternativa, la più impegnativa e spettacolare, quella allo squalo, il grande predatore che staziona in queste acque.

Le specie più insidiate sono lo squalo grigio, lo squalo limone, lo squalo pinna nera e lo squalo nutrice…. Ma in questi casi possiamo tranquillamente parlare di hard surfcasting a Boavista! Catture più occasionali sono lo squalo toro, lo squalo tigre ed il carcarino bronzeo. Queste specie s’insidiano con attrezzature potenti: canne in due e tre pezzi e mulinelli fissi della misura 20000 oppure con mulinelli rotanti. In entrambi i casi vi consigliamo di imbobinarli con una treccia in multifibra da 200lb. Si useranno, sempre per l’hard surfcasting a Boavista, cavi d’acciaio da 600lb e ami 10/0. Il centro pesca TudCoolFish detiene il record dell’Isola sulla pesca allo squalo limone (lemon shark) con una cattura da quasi 2 mt di lunghezza e del peso stimato di oltre 100 kg. Il grande squalo ha prodotto una resistenza incredibile, in un combattimento epico di quasi 5h e nel mulinello Walter aveva nylon di diametro dello 0,50 che ha reso celebre il nostro hard surf a Boavista!!!! Dopo le foto e filmati di rito allo squalo è stata data la libertà… come sempre essendo questo concetto parte integrante del Centro Pesca TudCoolFish!

SPORT
9 marzo 2010
Squali catturati a surfcasting in Boa Vista (Capo Verde)








Solo nel Centro Pesca di Boavista TudCoolFish, il Centro Pesca on-line di Boavista, potrai prenotare direttamente le tue avventure di pesca nell’isola Capoverdiana, comodamente da casa.

Il Centro Pesca TudCoolFish di Boavista è l'unico negozio online che ti fornisce sicurezza nella prenotazione e garanzia di divertimento. Nel Centro Pesca potrai controllare in tempo reale le disponibilità delle barche, delle guide etc. per le tue uscite in spiaggia direttamente on-line.

Il Centro Pesca di Boavista, TudCoolFish, è l’ideale sia per chi ama concepire la pesca specialistica sia quella a 360°, magari in compagnia della famiglia. Sarete alloggiati infatti, in comodi appartamenti a poche decine di metri dal mare o in altre strutture che il Centro Pesca vi mette a disposizione. Prenota on line il tuo pacchetto pesca affidandoti al Centro Pesca di Boavista TudCoolFish che, grazie alla sua professionalità, ti farà vivere un’indimenticabile vacanza di pesca.

www.tudcoolfish.com

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Mi danno dei pezzi pieni d'accordi e io non li so suonare. Nel jazz sta prendendo piede una tendenza ad allontanarsi dal giro convenzionale degli accordi, e una rinnovata enfasi delle varizioni melodiche e armoniche. La musica e la vita sono solo questioni di stile. Non temere gli errori. Non ce ne sono. Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è. È stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C'è e non mi faccio domande. Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori? Un mito è un vecchio col bastone che viene ricordato per quello che faceva una volta. Io lo sto ancora facendo. Non esistono note sbagliate. ----------- Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai. Louis Armstrong ----------- In genere, il jazz è sempre stato simile al tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia. Duke Ellington ----------- Il jazz non è morto, ha solo un odore un po' curioso. Frank Zappa ----------- La musica è la tua propria esperienza,i tuoi pensieri,la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà MAI fuori dal tuo strumento Charlie Parker ----------- Il Jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata in ogni serata, ma sempre in modo diverso. Ornette Coleman ----------- Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato John Coltrane ----------- Devi amare per poter suonare. Louis Amstrong ----------- Suona , suona sempre anche senza strumento. Lee Koniz ----------- Un giovane sassofonista si lamentava con me del fatto che ascoltare Coleman Hawkins lo innervosiva. Gli ho risposto: "Coleman Hawkins deve renderti nervoso! Hawkins ha innervosito tutti i sassofonisti degli ultimi quarant'anni!". Cannonball Adderley ----------- "Il sassofono non è solo qualcosa in cui soffiare; esso è qualcosa con cui cantare" Paul Brodie ----------- Mi voltai e c'era Bird, conciato peggio di una merda, con la faccia gonfia, gli occhi arrossati e l'aria di aver dormito nei suoi vestiti spiegazzati per giorni. Ma era fico, con quell'aria hip che gli riusciva di avere anche quando era ubriaco e drogato Miles Davis ----------- La musica lava via la polvere della vita quotidiana Art Blakey ----------- Il jazz è conosciuto in tutto il mondo come una forma d'arte musicale americana e così è. Niente America, niente jazz. Ho visto persone cercare di collegarlo ad altri paesi, per esempio all'Africa, ma non ha niente a che fare con l'Africa. Art Blakey ----------- Ci ho messo tutta la vita ad imparare cosa non si deve suonare. dizzy Gillespie ----------- Il blues non serve a far stare meglio te,serve a far star peggio ki ti ascolta!!! Gengive sanguinanti Murphy- Simpson - Lisa sogna il Blues ----------- se gradite uno strumento che canta,suonate il sassofono.relativamente è come la voce umana. Stan Getz ----------- "Come nuovo, uno dei migliori fegati contemporanei. A bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute". paul desmond il giorno in cui gli diagnosticarono un tumore al polmone ----------- "e in culo anche il jazz" Novecento A. Baricco ----------- "io non sono quello che faccio, faccio quello che sono". Miles Davis ----------- "la vita senza la musica sarebbe un errore, ma anche la musica senza la vita sarebbe un errore!" Wayne Shorter ----------- L'unica rabbia che posso provare è verso di me, quando non riesco a suonare quello che voglio (J. Coltrane) ----------- 'Play it in the key of your soul' "Suonala nella chiave della tua Anima" Charles Mingus ----------- "Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un'espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C'è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra" John Coltrane -----------

 Questo blog è contro la blacklist
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Questo blog lo dedico alla memoria
di Fausto Papetti, scomparso nel 1999
nella quasi indifferenza. Eppure è stato
e rimarrà sempre il più grande
sassofonista che abbiamo avuto in Italia
e che pochi hanno saputo apprezzare,
specialmente le nuove generazioni.










 



 


























 

 

 

 



 


 

 

 

 

 




























 



























 

 






































IL CANNOCCHIALE