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SOCIETA'
7 giugno 2011
Il "finning", distruzione degli squali per un prodotto inutile


IL “FINNING” OVVERO LA SISTEMATICA DISTRUZIONE DEGLI SQUALI A LIVELLO GLOBALE PER L’OTTENIMENTO DI UN PRODOTTO INUTILE

La “zuppa di pinne di pescecane” è un piatto Cinese di origini antichissime, ma solo in tempi relativamente recenti ha avuto una grande diffusione nell’intero Oriente e nel resto del mondo. Viene preparata utilizzando le fibre di collagene presenti nelle pinne degli squali. La parte della pinna che viene utilizzata contribuisce a dare alla zuppa una consistenza gelatinosa, aggiunge cioè “corpo ” a questo piatto, ma è di sapore pressoché nullo, di conseguenza la zuppa viene insaporita con altri ingredienti quali pollo, granchio, abalone.

In origine tale delicatezza era considerata un cibo riservato alle classi più ricche essendo molto costosa, sia a causa delle difficoltà di ottenere la materia prima su ampia scala, sia per il fatto che il processo di preparazione per il consumo è di una certa complessità. Ai nostri giorni purtroppo la situazione è assai mutata.

Con i moderni mezzi di pesca su larga scala, la materia prima per questo piatto può essere ottenuta in quantità immense ed in tempi brevissimi. La zuppa di pinne di pescecane continua a venire considerata uno status symbol, molto utilizzata soprattutto per pranzi ufficiali e cerimonie, ed il suo prezzo è più che mai elevato (in un ristorante di Hong Kong si può spendere dai 10 ai 100 dollari per questo piatto a seconda della quantità e del tipo di pinne utilizzate).

Tuttavia il miglioramento della qualità di vita in Cina ha fatto sì che un ampio spettro di persone possa oggi permettersi di consumare questo cibo, e la domanda del mercato continua ad aumentare.

La produzione ed il commercio di pinne sono massimi in Cina, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Giappone, ma i dati disponibili circa l’effettivo ammontare di questo mercato sono spesso lacunosi.

 

L’insieme di questi fattori ha portato a conseguenze disastrose per numerose popolazioni di molte specie di squali, che sono state e continuano ad essere decimate selvaggiamente per ottenere le pinne. Il fatto che le pinne abbiano un valore sul mercato altamente più elevato di quello che ha la carne del corpo, ha portato al cosidetto “finning”, che potremmo tradurre coniando il termine di “spinnamento”, ossìa alla pratica della pesca dello squalo con immediata asportazione delle pinne e conseguente scaricamento a mare dell’animale così orrendamente menomato. Coloro cbe praticano questa pesca preferiscono riempire le loro navi di sole pinne o con altri pesci di maggior valore, quali tonni e pesci spada, piuttosto cbe con i corpi degli squali. Si tratta ovviamente di uno spreco di cibo inaccettabile oltre che di una pratica moralmente intollerabile e assolutamente non necessaria.

Tutta la carne del corpo, pari al 95-99% dello squalo, è infatti buttata via, e l’animale privato delle pinne, se non è già morto quando viene tirato a bordo è comunque destinato ad una inutile agonìa.

Gli squali sono animali estremamente vulnerabili, soprattutto a ragione del fatto che hanno dei meccanismi di riproduzione delicati. Impiegano diversi anni per raggiungere la maturità sessuale; hanno periodi di gestazione lunghi, che giungono fino ad un massimo di due anni; infine producono un numero di piccoli basso o comunque relativamente ridotto per volta, da uno ad alcune decine di individui, anziché migliaia o milioni come avviene invece nei pesci ossei.

Per le pinne vengono cacciate numerose specie, senza fare alcuna discriminazione di taglia, anche perché un giovane squalo è spesso comunque un grosso pesce.

 

Tra le molte specie che vengono pescate per il finning, vi sono verdesche (Prionace glauca), squali mako (Isurus sp.), pesci martello (Sphyrna sp.), longimani (Carcharhinus longimanus), squali grigi (Carcharhinus plumbeus), squali bruni (Carcharhinus obscurus), squali limone (Negaprion brevirostris), spinaroli (Squalus sp.), squali bianchi (Carcharodon carcharias), squali tigre (Galeocerdo cuvier), pesci volpe (Alopias sp.), cetorini (Cetorhinus maximus) e squali balena (Rhincodon typus). Le pinne ritenute di maggiore valore sono la prima dorsale, le pettorali ed il lobo inferiore della caudale. Il finning rende tralaltro impossibile qualsiasi studio del pescato, essendo arduo quando non ineffettuabile il calcolo relativo alle effettive catture di individui come pure qualsiasi altra osservazione sugli esemplari. Non si vuole affermare che gli squali non debbano venire pescati: al contrario, lo sfruttamento di questa risorsa alimentare è, per molti Paesi, fondamentale. Quello che è necessario è sfruttare questa risorsa in maniera corretta, per impedirne l’esaurimento nel giro di breve tempo: la diminuzione delle popolazioni di molte specie di squali è ormai fin troppo chiara ovunque. Il finning dovrebbe pertanto venire proibito in tutti Paesi, e la pesca degli squali in genere dovrebbe venire regolamentata. Purtroppo, malgrado le ripetute richieste da parte della FAO e gli allarmi lanciati da molti ricercatori, solo pochi Paesi hanno delle leggi esaustive in merito e gli sforzi che vengono fatti per mutare la situazione sono del tutto insufficienti.

Il finning è attualmente proibito in Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia e Oman. In Italia vengono consumate grandi quantità di carne di pesci cartilaginei in genere, per lo più provenienti da altri Paesi, tanto che, secondo i dati pubblicati dalla FAO, che pur devono essere considerati ampiamente lacunosi, saremmo i maggiori importatori a livello mondiale. Fortunatamente il nostro non è tra i Paesi che praticano il “finning”, e da noi le pinne al contrario vengono scartate.
 
L’Italia è comunque purtroppo da includere tra quelle Nazioni in cui non sono stati sino ad oggi raccolti dati esaurienti sulle specie oggetto di pesca, che sono invece necessari per istituire corretti piani di conservazione.

 


Per queste ragioni, Peter Knights, direttore dell’organizzazione statunitense WildAid, ha deciso di dare il via allo Shark Conservation Program, una campagna volta da una parte alla sensibilizzazione del grande pubblico su questo tema di drammatica immediatezza, dall’altra a spronare le autorità competenti dei diversi Paesi a svolgere le necessarie indagini sulla pesca di questi animali e a porre infine una regolamentazione agli sfruttamenti scorretti. Come testimonial dell’iniziativa è stato scelto lo scrittore Peter Benchley, autore del celebre romanzo “Jaws” (“Lo squalo”), dal quale il regista Steven Spielberg trasse il film omonimo.

Alla fine di Febbraio, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma, alla quale hanno preso parte anche l’autore ed il fotografo subacqueo Alberto Luca Recchi, WildAid ha presentato il rapporto “The end of the line?”. In tale pubblicazione, redatta da Susie Watts con l’ausilio di molti tra i maggiori ricercatori specializzati nello studio degli squali a livello mondiale, vengono esposti con chiarezza i maggiori problemi inerenti alla pesca dei Pesci cartilaginei. Nel corso di tale incontro è stata anche fatta presente al rappresentante dell’ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare, il principale organo italiano deputato allo svolgimento delle ricerche nel campo della biologia marina e della pesca) la necessità di un maggiore sforzo per il raggiungimento di una corretta gestione degli squali delle nostre acque.

 


Tratto da  www.apneamagazine.com


www.stopsharkfinning.net/

DIARI
28 maggio 2009
IL RAPPORTO CHE AVEVA IL JAZZ CON L'EROINA E ALTRI ECCESSI
Articolo scritto da me, mie personali riflessioni.....

Secondo me e secondo le opinioni di molti critici musicali, l'eroina ha fatto il suo ingresso nel mondo del jazz per distruggerlo.
Altrimenti chiedetevi perchè ad esempio Billy Holiday e Lester Young che erano amanti, morirono a distanza di pochi mesi tra loro.

Un tempo il 90% dei jazzisti si drogava soprattutto di eroina. Ma non c'era solo la droga, a farla da padrone, c'era anche l'alcool, quest'ultimo consumato in abbondanza in grandi bicchieroni nei locali più malfamati, nelle bische e nei bordelli, tutti luoghi dove il jazz o meglio lo swing ha mosso i suoi primi passi.

Prendiamo Charlie Parker, il più grande alto sassofonista di tutti i tempi. Una vita di eccessi. Lui praticamente stava fatto di eroina e di alcool dalla mattina alla sera tanto che durante alcune sue esibizioni si addormentava sul palco rannicchiato su se stesso. Era capace di non cambiarsi i vestiti per giorni e andava a dormire con tutte le scarpe e i vestiti addosso.
Aveva un appetito smisurato....i suoi eccessi non conoscevano tregua: nel mangiare, nel drogarsi, nel bere, nel sesso. Si nel sesso, infatti aveva fantasie sessuali stravaganti e da un lato anche deviate e bizzarre. Infatti per causa di tutti questi eccessi "Bird" morì a 35 anni soltanto a causa di un infarto mentre stava ridendo guardando uno show comico televisivo a casa sua.

Molti jazzisti e soprattutto sassofonisti, dopo la morte di Parker ma anche quando questi era ancora in vita, cercarono erroneamente di imitarlo credendo che bucandosi sarebbero riusciti a diventare bravi come lui nel suonare il sax.

Questo di Charlie Parker è solo un esempio ma ve ne sono miriadi come ad esempio Miles Davis che odiava fumare gli spinelli ma in compenso all'età di 15 anni circa iniziò a sniffare cocaina e anche a spacciarla fino anche a diventare un "pappone" di alcune prostitute, queste ultime adoravano Miles perchè le trattava come ragazze normali e la sera andavano a cena insieme e anche a fare sesso insieme.
Miles Davis inizò con l'eroina dopo il tour in Europa, quando a Parigi conobbe una bellissima ragazza e ci si innamorò talmente tanto che quando fu costretto a ritornare a New York dal dispiacere di non poterla più rivedere iniziò pesantemente con l'eroina, questo all'età di circa 25 anni o giù di li. Instaurò il diabete e durante gli ultimi suoi anni ci fu un periodo in cui riuscì a disintossicarsi dall'eroina ma non dalla cocaina, infatti per 5 anni che trascorse in solitudine senza toccare mai la sua amata tromba, iniziò a spendere anche 500 dollari al giorno per la cocaina. Interpretò negli anni 80 anche la parte di uno spacciatore in una puntata del telefilm "Miami Vice".

Di altri jazzisti che usarono drogarsi pesantemente ve ne sono a bizzeffe come ad esempio Chet Baker, quest'ultimo fu trovato morto una mattina sul ciglio di una strada sotto la finestra della stanza d'albergo in cui stava. Molti dicono che si sia buttato da solo e altri dicono che un pusher lo aveva buttato dalla finestra perchè non gli aveva pagato l'eroina.

Poi vi posso citare anche Sonny Rollins, John Coltrane, Philly Jo Jones, Elvin Jones, Dexter Gordon, Stan Getz e tantissimi ma davvero tantissimi altri.

E queste persone non è che si sparavano una dose ogni tanto....questi ci davano sotto alla grandissima con l'eroina, la maggior parte di loro erano sempre strafatti.

Anche tra le donne del jazz troviamo la cantante Billy Holiday che si dice che oltre a drogarsi di eroina da piccola si prostituiva pure.

Se osserviamo il panorama jazz di oggi invece quasi nessuno fa uso di droghe, anzi potrei definire i jazzisti di oggi dei puristi.

Perchè alcuni decenni fa il mondo del jazz era costellato dalla droga, dall'eroina, dall'alcool, da tutti questi eccessi mentre oggi è totalmente il contrario. Perchè....ve lo siete mai domandati?

Però bisogna dire che se anche allora stavano fatti di brutto e le loro vite private facevano schifo, però erano dei grandissimi artisti con una umanità immensa come ad esempio Charlie Parker e John Coltrane che era una persona molto spirituale e religiosa.

Oggi siamo abituati a vedere i tossici eroinomani trasandati, malmessi, squattrinati che per guadagnarsi la droga devono rubare perchè la maggior parte non ha un lavoro, in preda alla solitudine.....I jazzisti di una volta invece, quelli che si drogavano di eroina, li vedevi sempre tutti in tiro, con abiti griffati, macchinoni e pieni di soldi. Allora se avevano tutto perchè arrivare a drogarsi?

La droga nel jazz è entrata prepotentemente e non si sa perchè....forse per distruggere il jazz e quello che avevano creato questi grandi personaggi che con la loro meravigliosa musica suscitavano interesse e ammirazione ovunque andavano.....


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SOCIETA'
12 marzo 2009
THE PRISON - Il film sulla storia vera della strage del 1971 nel carcere di Attica - il più violento degli Stati Uniti


Una prigione dura, ad altissimo tasso di violenza dove i detenuti vengono stipati, ingabbiati come bestie e ridotti a vivere in uno stato di miseria e abbandono... la rabbia, la repressione con il passare del tempo si trasformano in odio e violenza... ora i detenuti sono pronti a far valere le proprie leggi e fanno esplodere una sommossa brutale, sanguinaria che travolge chiunque si trovi sulla loro strada.

COME HO SPIEGATO NEL POST PRECEDENTE QUESTO FILM E' BASATO SU FATTI REALMENTE ACCADUTI E PERSONALMENTE HO APPENA FINITO DI VEDERE IL FILM E LEGGENDO I DOCUMENTI DEL 1971, IL FILM NON ESAGERA AFFATTO, ANZI, RIPRODUCE FEDELMENTE E NEI MINIMI PARTICOLARI TUTTO MA VERAMENTE TUTTO CIO' CHE E' ACCADUTO QUEL DISGRAZIATO GIORNO.

E' giusto che ci sia la giornata della memoria per ricordare una volta l'anno l'olocausto ma sarebbe anche giusto ricordare per non dimenticare tantissimi altri episodi e carneficine avvenuti a causa di sistemi adottati sbagliati, aventi tutti una radice comune: l'odio razziale, la supremazia dei bianchi, maltrattamenti, torture e pressioni da parte di chi possiede il potere. Per ciò io non dimentico e credo fortemente che l'integrazione e la tolleranza sono le uniche "armi" in grado di evitare danni molto gravi che invece provocano l'intolleranza e il razzismo. Prendiamo ad esempio una cosa che non c'entra niente: Palestina e Israele. Questi due popoli sono in guerra perchè non possono comunicare tra di loro, non si conoscono, non c'è un'interazione fra loro, uno scambio di idee ma si IGNORANO VOCE DEL VERBO IGNORARE - IGNORANZA  e l'ignoranza genera sempre violenza. Invece prima di giudicare un uomo impariamo prima a parlarci, a conoscerlo, ascoltiamo quello che lui ha  da dirci, parliamo e vedrete che c'è un avvicinamento, un'interazione, una RIAPPACIFICAZIONE e questo perchè?....Perchè siamo stati capaci di comunicare e saper ascoltare e conoscerci a vicenda, a venirci incontro.


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15 settembre 2007
Palle al piede














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SOCIETA'
5 settembre 2007
New Orleans (la culla del jazz)

A New Orleans circola una storiella di quelle che gli adulti raccontano quando i bambini sono già andati a letto. Tre uomini bendati palpano un elefante senza sapere di che animale si tratta. Il primo gli sfiora i fianchi e dice che è una mucca, il secondo afferra la proboscide e dice che è un serpente, il terzo, beh, afferra i genitali dell’elefante e dice che è un rinoceronte. Ecco, forse il paragone è goliardico ma descrive perfettamente come è oggi New Orleans, una città che ciascuno descrive a seconda delle proprie sensazioni sapendo che comunque non tornerà più come era una volta.
di
Bianca Cerri


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Visualizzazione ingrandita della mappa --------------------------------- Il jazz è molto più di una semplice forma musicale....il jazz è arte, cultura, conoscenza (me stesso) ----------- Miles Davis was the "Picasso of Jazz," reinventing himself and his sound endlessly in his musical quest. He was an artist that defied (and despised) categorization, yet he was the forerunner and innovator of many distinct and important musical movements. ----------- Il pugilato è come il jazz: più è buono e meno la gente l'apprezza. ~ George Foreman ----------- l'arte è espressione di sè. Se stai esprimendo la personalità di qualcun altro non è arte. Bennie Wallace ----------- L'improvvisazione è l'abilità di parlare a se stessi Cecil Taylor ----------- Il jazz è quel genere musicale che può assorbire un sacco di cose ed essere ancora jazz. Sonny Rollins ----------- AFORISMI DI MILES DAVIS: Prima lascia che io lo suoni, poi più tardi te lo spiegherò. La musica è diventata densa. Mi danno dei pezzi pieni d'accordi e io non li so suonare. Nel jazz sta prendendo piede una tendenza ad allontanarsi dal giro convenzionale degli accordi, e una rinnovata enfasi delle varizioni melodiche e armoniche. La musica e la vita sono solo questioni di stile. Non temere gli errori. Non ce ne sono. Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è. È stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C'è e non mi faccio domande. Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori? Un mito è un vecchio col bastone che viene ricordato per quello che faceva una volta. Io lo sto ancora facendo. Non esistono note sbagliate. ----------- Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai. Louis Armstrong ----------- In genere, il jazz è sempre stato simile al tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia. Duke Ellington ----------- Il jazz non è morto, ha solo un odore un po' curioso. Frank Zappa ----------- La musica è la tua propria esperienza,i tuoi pensieri,la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà MAI fuori dal tuo strumento Charlie Parker ----------- Il Jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata in ogni serata, ma sempre in modo diverso. Ornette Coleman ----------- Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato John Coltrane ----------- Devi amare per poter suonare. Louis Amstrong ----------- Suona , suona sempre anche senza strumento. Lee Koniz ----------- Un giovane sassofonista si lamentava con me del fatto che ascoltare Coleman Hawkins lo innervosiva. Gli ho risposto: "Coleman Hawkins deve renderti nervoso! Hawkins ha innervosito tutti i sassofonisti degli ultimi quarant'anni!". Cannonball Adderley ----------- "Il sassofono non è solo qualcosa in cui soffiare; esso è qualcosa con cui cantare" Paul Brodie ----------- Mi voltai e c'era Bird, conciato peggio di una merda, con la faccia gonfia, gli occhi arrossati e l'aria di aver dormito nei suoi vestiti spiegazzati per giorni. Ma era fico, con quell'aria hip che gli riusciva di avere anche quando era ubriaco e drogato Miles Davis ----------- La musica lava via la polvere della vita quotidiana Art Blakey ----------- Il jazz è conosciuto in tutto il mondo come una forma d'arte musicale americana e così è. Niente America, niente jazz. Ho visto persone cercare di collegarlo ad altri paesi, per esempio all'Africa, ma non ha niente a che fare con l'Africa. Art Blakey ----------- Ci ho messo tutta la vita ad imparare cosa non si deve suonare. dizzy Gillespie ----------- Il blues non serve a far stare meglio te,serve a far star peggio ki ti ascolta!!! Gengive sanguinanti Murphy- Simpson - Lisa sogna il Blues ----------- se gradite uno strumento che canta,suonate il sassofono.relativamente è come la voce umana. Stan Getz ----------- "Come nuovo, uno dei migliori fegati contemporanei. A bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute". paul desmond il giorno in cui gli diagnosticarono un tumore al polmone ----------- "e in culo anche il jazz" Novecento A. Baricco ----------- "io non sono quello che faccio, faccio quello che sono". Miles Davis ----------- "la vita senza la musica sarebbe un errore, ma anche la musica senza la vita sarebbe un errore!" Wayne Shorter ----------- L'unica rabbia che posso provare è verso di me, quando non riesco a suonare quello che voglio (J. Coltrane) ----------- 'Play it in the key of your soul' "Suonala nella chiave della tua Anima" Charles Mingus ----------- "Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un'espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C'è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra" John Coltrane -----------

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Questo blog lo dedico alla memoria
di Fausto Papetti, scomparso nel 1999
nella quasi indifferenza. Eppure è stato
e rimarrà sempre il più grande
sassofonista che abbiamo avuto in Italia
e che pochi hanno saputo apprezzare,
specialmente le nuove generazioni.










 



 


























 

 

 

 



 


 

 

 

 

 




























 



























 

 






































IL CANNOCCHIALE