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Tu che oggi parli male di me ... Ieri sparlavi degli altri .... Minkia, si veru infami
SCIENZA
26 dicembre 2011
Lo squalo bianco salta sulla barca

 

 

A Mossel Bay, vicino Città del Capo in Sudafrica, un gruppo di ricercatori la scorsa settimana era impegnato in un'attività di routine: identificare gli squali presenti nella zona, attirandoli con esche e fotografando le loro pinne, che sono l'equivalente delle impronte digitali per gli esseri umani.

"Il nostro team aveva già identificato quattro squali, tra cui Pasella, una vecchia conoscenza, e da alcuni minuti l'attività era ferma. All'improvviso un gran frastuono: uno squalo bianco di circa tre metri e pesante mezza tonnellata con un balzo è saltato lateralmente rispetto alla barca piombando a poppa, sfiorando una paio di persone", racconta Enrico Gennari, biologo italiano raggiunto telefonicamente, e direttore di Oceans Research, un istituto indipendente che svolge ricerche sugli squali e che collabora con università e centri studi (in passato ha collaborato anche alla realizzazione di documentari per National Geographic).

"Dibattendosi lo squalo è rimasto bloccato a poppa, distruggendo varie apparecchiature. La ricercatrice Dorien Schroder dopo aver messo in salvo i sei membri dell'equipaggio, tra cui tirocinanti e biologi in visita, ci ha chiamato", continua Gennari.

"Io e Ryan Johnson ci siamo precipitati. Abbiamo subito gettato acqua sulle branchie dello squalo per tenerlo in vita. Non pensavamo fosse così grande e quindi non disponevamo di strumentazione particolare. I primi tentativi di rimetterlo in acqua con delle corde sono falliti".

Gli squali di queste zone sono famosi per gli enormi balzi che compiono fuori dall'acqua.

Chris Fallows, che da anni fotografa gli squali in queste regioni (sua è la foto sopra e la fotogalleria sugli squali che compiono balzi fino a tre metri), ricorda due precedenti, entrambi nel 1976, che coinvolsero barche da pesca. In un caso un pescatore rimase ferito e in entrambi gli squali morirono.

Comunque gli squali di queste acque abitualmente compiono questi grandi balzi (Fallows ne ha contati a centinaia in un anno). Le ragioni per cui lo fanno sono diverse. In primo luogo per catturare prede, ma Fallows ha notato che a volte lo fanno anche per altri motivi quando sono presenti altri squali, forse anche per "ragioni sociali".

Quindi è raro ma è possibile che con uno di questi balzi uno squalo possa saltare in barca.

Dopo il fallimento dei primi tentativi Gennari e il suo team cercano l'aiuto di un peschereccio, alla ricerca di un argano in grado di poter riportare lo squalo in acqua.

"Nel frattempo", racconta Gennari, "abbiamo coperto gli occhi dello squalo con un paio di pantaloni bagnati (nella foto sul muso dello squalo) perché abbiamo visto nella nostra attività che con gli occhi chiusi si rilassano maggiormente e pompato acqua di mare nelle fauci dello squalo, sempre nel disperato tentativo di farlo sopravvivere".

Sono così riusciti a rimetterlo in acqua ancora vivo. Ma l'avventura dello squalo non è finita qui.

"Dopo circa trenta minuti ci hanno richiamato perché lo squalo, probabilmente confuso dall'incidente, era rimasto incagliato sulla spiaggia", continua Gennari.

Lui e Ryan Johnson (nella foto con il berretto) sono così scesi in acqua per spingere lo squalo lungo tre metri.

"Siamo abituati a lavorare con gli squali e prendiamo sempre tutte le precauzioni necessarie, ma non consiglio a nessuno di rifare quello che si vede nella foto, a meno che non sia preparato. Non c'era tempo da perdere, lo squalo era confuso, ma con loro non si è mai sicuri di niente", ricorda Gennari.

Nonostante la mole e la pericolosità del predatore, i due ricercatori hanno spinto lo squalo verso il largo, ma continuava a tornare verso la riva.

"Allora abbiamo legato lo squalo per la coda e il muso a una barca e siamo usciti pian piano dal porto in modo che l'acqua riempisse le branchie e potesse rianimare lo squalo", racconta Gennari.

"Ha funzionato: lo squalo ha dato energici segnali di vita e allora abbiamo tagliato i cavi e lui si è allontanato e sembrava completamente ripresosi".

Ovviamente non si sa dove sia andato lo squalo ma la foto delle sue pinne (la sua "foto segnaletica") è stata distribuita a tutti i ricercatori della zona ed è possibile quindi che in futuro venga riavvistato.

 

Tratto da http://www.nationalgeographic.it/

SCIENZA
4 dicembre 2011
National Geographic, esperimento squali pericolosi

Nella foto uno squalo grigio di barriera

 

Gli squali sono veramente pericolosi? Incredibilmente National Geographic ha voluto dare risposta a questa domanda facendo dei veri e propri esperimenti pericolosissimi.. Mostrati in diretta il 25 novembre su National Geopgrahic (in inglese) ma disponibili anche (in parte) sul web….
 L’incredibile esperimento di National Geographic
 A 18 anni dall’incredibile e insensato attacco al cameraman di National Geographic, la famosa organizzazione mondiale scientifica ha mostrato in diretta il 25 novembre una serie di esperimenti avvenuti in Sud Africa che hanno messo in pericolo la vita di 8 esperti di National Geographic. Gli esperimenti, a cui Nat Geo ha dedicato una pagina apposita, hanno visto 8 esperti di National Geographic eseguire una serie di test pratici, tra cui lo splash test (ovvero nuotare bruscamente sull’acqua), il test con materiali luccicanti oppure persino il test in bikini. Puoi vedere ben 19 video in questa pagina dedicata allo speciale.
 Tutti i test hanno dato esito positivo, ovvero nessuno squalo ha attaccato, e ovviamente non c’è stato alcun trucco. E allora come mai si dice che gli squali siano così pericolosi? Lo scopo di National Geographic è stato proprio quello di rassicurare la gente riguardo la pericolosità degli squali, ovvero che gli squali attaccano solo in condizioni di necessità, e quindi attaccano quando nell’area in cui si trovano non c’è più pesce da mangiare, mirando così agli umani. Il problema della mancanza di pesce è causato principalmente dalla pesca eccessiva, che avviene in molti mari infestati da squali. Non a caso gli esperimenti sono stati fatti in Sud Africa, dove non sono presenti molti pesci mangiati dagli umani (in Sud Africa gli squali si cibano prevalentemente di pinguini e foche) e dove comunque la pesca è limitata. Poi ci possono essere altri problemi, ad esempio in Egitto nel 2010 gli squali che hanno ucciso una tedesca e ferito gravemente quattro russi non sono stati spinti dalla mancanza di cibo, bensì gli attacchi sono stati causati dalla festa islamica avvenuta in Egitto a base di carne di montone, dopo la festa infatti le carcasse della carne sono state gettate in mare.
 Conosco personalmente dei sub che si sono immersi tranquillamente senza gabbia in Sud Africa e posso confermare che, secondo le loro esperienze, se gli squali attaccano è per un preciso motivo e non per pura casualità. E “il preciso motivo” spesso è causato da un comportamento degli umani.


Tratto da http://insidelife.mondoraro.org/

SCIENZA
3 ottobre 2011
Dagli squali uno scudo «antivirus»

Contengono una sostanza che potrebbe combattere epatite, febbre gialla e Dengue


MILANO- Dagli squali una speranza per la salute umana. Proprio una sostanza chimica trovata nello Squalus acanthias, meglio noto come spinarolo, si è rivelata un'arma potente e sicura contro i virus che attaccano l'uomo. La ricerca, pubblicata su 'Pnas', è partita dalla potente l'immunitá naturale dello squalo contro le infezioni virali. È noto che questo pesce produce un composto chiamato squalamina, che utilizza per combattere i batteri.

VIRUS KILLER- Ora i test in laboratorio hanno rivelato che la squalamina è anche un buon candidato antivirale, capace di uccidere un ampio spettro di virus umani e animali. Non solo: la squalamina sintetica è già stata somministrata a un gruppo di pazienti all'interno di studi clinici per fermare la crescita dei vasi sanguigni nei tumori, senza che abbia provocato effetti collaterali importanti. Considerato il profilo di sicurezza e la facilità di produzione di questa sostanza, le ultime ricerche mostrano ora che potrebbe essere testata come nuovo trattamento di malattie virali come la Dengue e la febbre gialla, ma anche l'epatite, spiegano gli scienziati della Georgetown University Medical Center di Washington (Usa). Il loro lavoro, infatti, mostra che la squalamina interrompe le interazioni di membrana necessarie per la replicazione virale. Testata in coltura, la sostanza inibisce l'infezione delle cellule dei vasi sanguigni con il virus Dengue, e delle cellule di fegato con epatite B e D. Gli studi sugli animali hanno dimostrato inoltre che la squalamina blocca l'infezione controllata con febbre gialla, encefalite equina e citomegalovirus, e in alcuni casi gli animali contagiati sono guariti.

 

SISTEMA IMMUNITARIO EFFICACE - «Mi interessavano gli squali - spiega il ricercatore Michael Zasloff - a causa del loro sistema immunitario apparentemente primitivo, ma efficace. Nessuno poteva spiegare perchè lo squalo è così tosto». Ebbene, il segreto sembra proprio essere nella squalamina. Una sostanza con «ampie proprietà antivirali», che secondo il ricercatore è «estremamente interessante». «La squalamina sembra proteggere contro i virus che attaccano i tessuti del fegato e del sangue. Altri composti simili che sappiamo esistere nello squalo probabilmente sono mirati contro infezioni respiratorie virali, e così via. Potremmo essere in grado di sfruttare l'innovativo sistema immunitario dello squalo per trasformare tutti questi composti antivirali in agenti che proteggono gli esseri umani contro un'ampia varietà di virus. Sarebbe rivoluzionario». Infatti, se è vero che esistono già «molti agenti antibatterici, i medici hanno pochi farmaci antivirali per aiutare i loro pazienti». In ogni caso occorrono ulteriori ricerche per arrivare a testare questo nuovo candidato farmaco.

 

(Fonte: Adnkronos Salute)

SCIENZA
25 agosto 2011
Ritrovato uno piccolo squalo spiaggiato nell'Area Marina Protetta Torre del Cerrano (Abruzzo)

Ecco la foto dello squaletto spiaggiato in Abruzzo qualche giorno fa in provincia di Teramo

 

 

La Capitaneria di Porto-Guardia Costiera è intervenuta nella mattinata del 16 agosto, nel pieno della stagione balneare, per il recupero di una Verdesca (Prionace glauca), purtroppo già morta, in prossimità del Lido "Nettuno" di Silvi. La Verdesca è un piccolo squalo inoffensivo per l'uomo particolarmente importante, come tutti gli squali, per l'ecosistema marino, essendo al vertice della catena alimentare.

Il Veterinario del Centro Studi Certacei, il Dr. Vincenzo Olivieri, profondo conoscitore di questa specie, al momento del recupero della carcassa ha parlato di come la verdesca fosse fino a qualche tempo fa uno dei piccoli squali più diffusi in Adriatico pur essendo specie cosmopolita che vive in tutti i mari temperati del mondo. Parlava purtroppo al passato perchè ha dichiarato "è stata una delle specie più sottoposta a pressione di pesca commerciale ed anche sportiva con circa 20 milioni di esemplari catturati ogni anno". Il ritrovamento non è stato quindi un momento felice per gli esperti del nostro mare ma è comunque una dimostrazione della importante vita che le profondità dell'Adriatico ancora conservano.
 Allo stato attuale, tra l'altro, in tutto il mondo la pesca della Verdesca viene praticata anche per le pinne molto ricercate nei mercati asiatici mettendo così a repentaglio la conservazione della specie talvolta senza neanche utilizzare l'intero animale.
 Nel Medio Adriatico, in Abruzzo in particolare, tra Guardia Costiera, Centro Studi Cetacei, Museo del Mare e, ultimo aggiunto, Area Marina Protetta Torre del Cerrano, è in atto un ottimo sistema di lavoro sinergico che, pensato e sperimentato per i Cetacei e le Tartarughe marine dal 1985, permette il monitoraggio costante anche di altri eventi riguardanti la fauna ittica in generale.

 

SCIENZA
13 agosto 2011
Squali nel Mediterraneo

Nel Mediterraneo sono presenti 45 specie di squali di cui 14 potenzialmente pericolose per l’uomo, ma nella pratica, solo il famoso Squalo Bianco è annoverato nella statistica per attacchi all’uomo.

La specie più grande presente nel Mediterraneo è il Cethorinus Maximus, ovvero squalo elefante, che raggiunge i 9/10 metri di lunghezza. Si nutre esclusivamente di plancton. Sono 15 le specie “nostrane” che possono raggiungere i 3 metri di lunghezza.

Il Mediterraneo contiene il famoso triangolo, sede della nursey degli squali bianchi, si trova nel Canale di Sicilia ed è il luogo dove si riproducono.

Proprio nelle acque vicine a Malta fu pescato l’esemplare femmina più grande del mondo.

Nonostante questo, l’incontro con uno squalo bianco è rarissimo, e anche a cercarlo hai pochissime probabilità di incontrarlo, questo perché è una specie molto schiva, così come un po’ tutte le specie di squalo, e anche per l’eliminazione sistematica di questo predatore che lo ha ormai portato sull’orlo dell’estinzione. A questo proposito vorrei citare la ricerca del dott. Ferretti, secondo la quale gli squali nel Mediterraneo stanno ormai scomparendo, alcuni hanno un deficit del 99,99%!!!


SPORT
6 luglio 2011
"TAG & release" nella pesca sportiva in mare

Per Tag and release si intende la marchiatura e il rilascio di squali e tonni per favorire la ricerca scientifica e per monitorare la migrazione di tali specie.

 

COME PROGREDISCE LA RICERCA SCIENTIFICA:


le frequenti ricatture degli squali marcati consentono ai biologi di confrontare i dati rilevati al momento della ricattura con quelli riportati sulla cartolina compilata da voi.
Si ricavano così importantissime informazioni: per esempio sappiamo che uno squalo marcato a Pesaro, in 405 giorni ha percorso 513 miglia, raggiungendo malta, e si è accresciuto di ben 63 cm.

CONSIGLI UTILI PER DIVENTARE UN:

OTTIMO TAGGER-TEAM

Abituatevi a usare l'attrezzatura per marcare, fate delle prove su pesci di pescheria, chiedete consiglio a chi marca già da anni;
Pianificate le uscite, suddividetevi i compiti;
Non scoraggiatevi se le prime volte avrete degli insuccessi: per diventare bravi occorre un pò di pratica e di attenzione, una punzonatura fatta con cura garantisce ottimi risultati;
Ferrate prontamente in modo che lo squalo non ingoi l'amo, altrimenti ha meno probabilità di sopravvivere;
Evitate di combattere a lungo con lo squalo perché potrebbe morire, usate fili pesanti: eviterete la possibilità di perdere lo squalo;
Se dovete marcare piccoli squali, non dimenticate che sono dei neonati!
Attenzione a non ferire gli squali nella zona addominale, non utilizzare assolutamente raffi per immobilizzare l'animale durante la marcatura, una piccola ferita interna può provocare la morte anche di un grosso squalo;
Avete catturato uno squalo marcato? Tagliatelo e tenete il vecchio punzone ed inseritene uno nuovo;
Tagliate sempre il terminale, tentare di estrarre l'amo provocherebbe danni certi all'animale;
Prestate la massima cura nel compilare la cartolina di marcatura. Consultare il fac simile che vi verrà fornito con l'attrezzatura per marcare.
Non mescolate cartoline e punzoni numerati;
Imparate a riconoscere la specie;
Non sovrastimate la lunghezza;
Rilevate i dati durante la mercatura e compilate la cartolina immediatamente dopo il rilascio. Consultatevi sempre durante la compilazione.
QUESTI PROGETTI HANNO COME FINE....

1) La determinazione dell'età degli squali relativamente alle loro dimensioni somatiche, lunghezza totale e peso corporeo;
2) La determinazione delle loro rotte migratorie;
3) La scoperta delle aree riproduttive e delle zone parto nel mediterraneo;
4) La conservazione di questi animali e quindi dell'ambiente marino.

COSA SERVE PER MARCARE:
Sono necessari punzoni numerati (tags) di dimensioni diverse, le relative cartoline, un asta porta punzoni e il piccolo applicatore per il mini tag, su richiesta dei pescatori il materiale sarà fornito dal Big Game Italia.
Ogni punzone è costituito da una parte metallica (il punzone vero e proprio) e da una capsula in plastica contenete un piccolo foglietto, con un numero (lo stesso che è stampato sulla cartolina) e un breve messaggio con le istruzioni per restituire il punzone.

COME SI MARCA:
1) L'angler dopo la ferrata, tira lo squalo sotto bordo senza stancarlo eccessivamente ....
2) Lo skipper mantiene la barca in leggero movimento, così che lo squalo possa respirare e rimanere calmo;
3) Nel frattempo il tagger prepara l'attrezzatura, infilando la parte metallica del punzone nell'apposita fessura dell'ago porta punzoni in cima all'asta;
4) Dopodiché sferrando con l'asta un colpo secco all'animale vicino alla prima pinna dorsale il tagger inserisce sottopelle la parte metallica del punzone, marcando in questo modo lo squalo.

IMPORTANTE SE POTETE FOTOGRAFATE GLI SQUALI CHE MARCATE E FOTOCOPIATE LA CARTOLINA PRIMA DI SPEDIRLA

 

DOVE SI RICHIEDONO I TAGS:

Ecco l'indirizzo dove si possono richiedere i tags per la marcatura degli squali.


Apex Predators Program
NOAA / National Marine Fisheries Service
28 Tarzwell Drive
Narragansett,RI 02882-1199 USA.


Tratto dal sito www.biggame.it


Pescatori e biologi, binomio indispensabile
per lo studio di squali e tonni
Pescatori sportivi che effettuano il tag & release, e biologi marini impegnati nello studio degli squali, hanno intrapreso una proficua collaborazione nei progetti di ricerca MED-TAG (per la marcatura degli squali nel mediterraneo) e BABY-SHARK (per la marcatura degli squali neonati).

Il BIG GAME ITALIA, dunque, prescrive ai suoi associati il TAG and RELEASE. Cioè, la marchiatura dei pesci ed il loro immediato rilascio. La marchiatura che avviene mediante un punzone, quasi indolore, fermato con un'opportuna asta sotto la pinna dorsale di squali e tonni. Il punzone è collegato ad un piccolo contenitore di plastica dove c’é inserito un numero di codice.
Pescato il pesce, i soci del BIG GAME ITALIA ne stimano le dimensioni ed il sesso che trascrivono, insieme al luogo ed alla data della cattura, su una scheda destinata agli archivi scientifici del BIG GAME ITALIA stesso ed alla NOAA (National 0ceanic and Atmospheric Administration) del Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti. Quando il pesce sarà ripescato, tramite il numero della punzonatura sarà analizzata la scheda corrispondente e confrontata con la nuova, compilata da chi ha fatto la seconda cattura. Si avranno così importanti dati per studiare la crescita e la migrazione dei pesci.

Per le finalità suddette, il BIG GAME ITALIA persegue il PROGETTO MED-TAG (Mediterranean Tagging) che si realizza, fra l'altro, in una "giornata delle catture e “punzonature'' quando tutti i soci, al largo delle coste d'appartenenza, celebreranno il "Tagging Day''.

Al progetto "Med Tag" parteciperanno gli istituti scientifici ICRAP (Istituto Centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca marina) e l'istituto TETHIS (Difesa Ambiente Marino); importante è anche la collaborazione con le principali riviste del settore.

La collaborazione scientifica perseguita dal BIG GAME ITALIA determina, come si é scritto, il suo impegno ecologico: i soci si battono ed operano per il risanamento del mare dagli inquinamenti. Infatti, con il patrocinio dell'Acquario Civico di Milano, il più importante d'Italia, svolgono il progetto PRIONACE per lo studio della nutrizione degli squali che permette di determinare utilissime nozioni sullo stato e sul tipo degli inquinamenti.


Tratto dal sito www.biggameitalia.it

 

 

 

SOCIETA'
7 giugno 2011
Il "finning", distruzione degli squali per un prodotto inutile


IL “FINNING” OVVERO LA SISTEMATICA DISTRUZIONE DEGLI SQUALI A LIVELLO GLOBALE PER L’OTTENIMENTO DI UN PRODOTTO INUTILE

La “zuppa di pinne di pescecane” è un piatto Cinese di origini antichissime, ma solo in tempi relativamente recenti ha avuto una grande diffusione nell’intero Oriente e nel resto del mondo. Viene preparata utilizzando le fibre di collagene presenti nelle pinne degli squali. La parte della pinna che viene utilizzata contribuisce a dare alla zuppa una consistenza gelatinosa, aggiunge cioè “corpo ” a questo piatto, ma è di sapore pressoché nullo, di conseguenza la zuppa viene insaporita con altri ingredienti quali pollo, granchio, abalone.

In origine tale delicatezza era considerata un cibo riservato alle classi più ricche essendo molto costosa, sia a causa delle difficoltà di ottenere la materia prima su ampia scala, sia per il fatto che il processo di preparazione per il consumo è di una certa complessità. Ai nostri giorni purtroppo la situazione è assai mutata.

Con i moderni mezzi di pesca su larga scala, la materia prima per questo piatto può essere ottenuta in quantità immense ed in tempi brevissimi. La zuppa di pinne di pescecane continua a venire considerata uno status symbol, molto utilizzata soprattutto per pranzi ufficiali e cerimonie, ed il suo prezzo è più che mai elevato (in un ristorante di Hong Kong si può spendere dai 10 ai 100 dollari per questo piatto a seconda della quantità e del tipo di pinne utilizzate).

Tuttavia il miglioramento della qualità di vita in Cina ha fatto sì che un ampio spettro di persone possa oggi permettersi di consumare questo cibo, e la domanda del mercato continua ad aumentare.

La produzione ed il commercio di pinne sono massimi in Cina, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Giappone, ma i dati disponibili circa l’effettivo ammontare di questo mercato sono spesso lacunosi.

 

L’insieme di questi fattori ha portato a conseguenze disastrose per numerose popolazioni di molte specie di squali, che sono state e continuano ad essere decimate selvaggiamente per ottenere le pinne. Il fatto che le pinne abbiano un valore sul mercato altamente più elevato di quello che ha la carne del corpo, ha portato al cosidetto “finning”, che potremmo tradurre coniando il termine di “spinnamento”, ossìa alla pratica della pesca dello squalo con immediata asportazione delle pinne e conseguente scaricamento a mare dell’animale così orrendamente menomato. Coloro cbe praticano questa pesca preferiscono riempire le loro navi di sole pinne o con altri pesci di maggior valore, quali tonni e pesci spada, piuttosto cbe con i corpi degli squali. Si tratta ovviamente di uno spreco di cibo inaccettabile oltre che di una pratica moralmente intollerabile e assolutamente non necessaria.

Tutta la carne del corpo, pari al 95-99% dello squalo, è infatti buttata via, e l’animale privato delle pinne, se non è già morto quando viene tirato a bordo è comunque destinato ad una inutile agonìa.

Gli squali sono animali estremamente vulnerabili, soprattutto a ragione del fatto che hanno dei meccanismi di riproduzione delicati. Impiegano diversi anni per raggiungere la maturità sessuale; hanno periodi di gestazione lunghi, che giungono fino ad un massimo di due anni; infine producono un numero di piccoli basso o comunque relativamente ridotto per volta, da uno ad alcune decine di individui, anziché migliaia o milioni come avviene invece nei pesci ossei.

Per le pinne vengono cacciate numerose specie, senza fare alcuna discriminazione di taglia, anche perché un giovane squalo è spesso comunque un grosso pesce.

 

Tra le molte specie che vengono pescate per il finning, vi sono verdesche (Prionace glauca), squali mako (Isurus sp.), pesci martello (Sphyrna sp.), longimani (Carcharhinus longimanus), squali grigi (Carcharhinus plumbeus), squali bruni (Carcharhinus obscurus), squali limone (Negaprion brevirostris), spinaroli (Squalus sp.), squali bianchi (Carcharodon carcharias), squali tigre (Galeocerdo cuvier), pesci volpe (Alopias sp.), cetorini (Cetorhinus maximus) e squali balena (Rhincodon typus). Le pinne ritenute di maggiore valore sono la prima dorsale, le pettorali ed il lobo inferiore della caudale. Il finning rende tralaltro impossibile qualsiasi studio del pescato, essendo arduo quando non ineffettuabile il calcolo relativo alle effettive catture di individui come pure qualsiasi altra osservazione sugli esemplari. Non si vuole affermare che gli squali non debbano venire pescati: al contrario, lo sfruttamento di questa risorsa alimentare è, per molti Paesi, fondamentale. Quello che è necessario è sfruttare questa risorsa in maniera corretta, per impedirne l’esaurimento nel giro di breve tempo: la diminuzione delle popolazioni di molte specie di squali è ormai fin troppo chiara ovunque. Il finning dovrebbe pertanto venire proibito in tutti Paesi, e la pesca degli squali in genere dovrebbe venire regolamentata. Purtroppo, malgrado le ripetute richieste da parte della FAO e gli allarmi lanciati da molti ricercatori, solo pochi Paesi hanno delle leggi esaustive in merito e gli sforzi che vengono fatti per mutare la situazione sono del tutto insufficienti.

Il finning è attualmente proibito in Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia e Oman. In Italia vengono consumate grandi quantità di carne di pesci cartilaginei in genere, per lo più provenienti da altri Paesi, tanto che, secondo i dati pubblicati dalla FAO, che pur devono essere considerati ampiamente lacunosi, saremmo i maggiori importatori a livello mondiale. Fortunatamente il nostro non è tra i Paesi che praticano il “finning”, e da noi le pinne al contrario vengono scartate.
 
L’Italia è comunque purtroppo da includere tra quelle Nazioni in cui non sono stati sino ad oggi raccolti dati esaurienti sulle specie oggetto di pesca, che sono invece necessari per istituire corretti piani di conservazione.

 


Per queste ragioni, Peter Knights, direttore dell’organizzazione statunitense WildAid, ha deciso di dare il via allo Shark Conservation Program, una campagna volta da una parte alla sensibilizzazione del grande pubblico su questo tema di drammatica immediatezza, dall’altra a spronare le autorità competenti dei diversi Paesi a svolgere le necessarie indagini sulla pesca di questi animali e a porre infine una regolamentazione agli sfruttamenti scorretti. Come testimonial dell’iniziativa è stato scelto lo scrittore Peter Benchley, autore del celebre romanzo “Jaws” (“Lo squalo”), dal quale il regista Steven Spielberg trasse il film omonimo.

Alla fine di Febbraio, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma, alla quale hanno preso parte anche l’autore ed il fotografo subacqueo Alberto Luca Recchi, WildAid ha presentato il rapporto “The end of the line?”. In tale pubblicazione, redatta da Susie Watts con l’ausilio di molti tra i maggiori ricercatori specializzati nello studio degli squali a livello mondiale, vengono esposti con chiarezza i maggiori problemi inerenti alla pesca dei Pesci cartilaginei. Nel corso di tale incontro è stata anche fatta presente al rappresentante dell’ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare, il principale organo italiano deputato allo svolgimento delle ricerche nel campo della biologia marina e della pesca) la necessità di un maggiore sforzo per il raggiungimento di una corretta gestione degli squali delle nostre acque.

 


Tratto da  www.apneamagazine.com


www.stopsharkfinning.net/

SCIENZA
29 marzo 2011
National Geographic Society

La National Geographic Society (NGS), la cui sede si trova a Washington, D.C. negli Stati Uniti, è una delle più grandi istituzioni scientifiche ed educative no-profit.

I suoi interessi comprendono svariate discipline come la geografia, l'archeologia e le scienze naturali, ma anche la cura per la conservazione dell'ambiente e dei patrimoni storici, ed infine lo studio delle civiltà e della loro storia.

 

Lo storico obiettivo che la National Geographic Society si è da sempre prefissato è di "incrementare e diffondere la conoscenza geografica e allo stesso tempo di promuovere la protezione della cultura dell'umanità, della storia e delle risorse naturali" - "to increase and diffuse geographic knowledge while promoting the conservation of the world's cultural, historical, and natural resources".[1] Il suo stesso presidente e direttore generale - CEO (chief executive officer) - dal marzo 1998, John M. Fahey, Jr., afferma che lo scopo della NGS è quello di portare le persone a prendersi cura del proprio pianeta. La società è gestita da ventitré membri del consiglio degli amministratori fiduciari costituito da un gruppo di esimi educatori, uomini d'affari, importanti funzionari governativi, e conservazionisti. L'organizzazione sponsorizza e promuove l'esplorazione e la ricerca scientifica. La società pubblica inoltre una rivista, chiamata National Geographic Magazine e altre riviste, libri, pubblicazioni scolastiche, mappe, filmati e inserti web in numerose lingue e paesi di tutto il mondo. La NGS ha un fondamento educativo attraverso il quale dona concessioni alle organizzazioni a fine didattico con lo scopo di valorizzare l'educazione geografica.[2] Lo stesso Comitato per la Riscerca e l'Esplorazione ha offerto concessioni per la ricerca scientifica, e recentemente le ha conferito la sua nove millesima donazione; le varie proprietà comprendono una fascia di 360 milioni di persone al mese in tutto il mondo.[3] Infatti, il National Geographic mantiene un museo aperto per il pubblico nella stessa città di Washington, D.C., ed ha aiutato la sponsorizzazione di importanti esposizioni itineranti come la "King Tut", mostra che ha esposto meravigliosi reperti povenienti dalla tomba del giovane faraone dell'Antico Egitto, che coinvolse numerose città americane, concludendosi con l'esposizione al Franklin Institute a Philadelphia. La mostra "King Tut" è attualmente presente a Londra. La National Geogrphic Society ha inoltre contribuito alla mostra dei "Tesori culturali dell'Afghanistan", che fu inaugurata nel maggio2008 alla National Gallery of Art a Washindton D.C.. L'esposizione si sposterà nei seguenti diciotto mesi all'"Houston Museum of Fine Arts", all'"Asian Art Museum" a San Francisco, ed infine al "Metropolitan Museum" a New York City.

 

Il 13 Gennaio del 1888 si raggrupparono 33 persone tra esploratori e scienziati al Cosmos Club, un club privato situato in Lafayette Square a Washington, D.C., con l'obbiettivo di creare "una società per migliorare e diffondere le conoscenze geografiche". Dopo aver stabilito un regolamento e un piano per l'organizzazione, il National Geographic Society venne creato il 27 gennaio. Gardiner Greene Hubbard fu il primo presidente e gli succedette alla guida il genero, Alexander Graham Bell, nel 1897 dopo la sua morte. Il genero di Bell, Gilbert Hovey Grosvenor, venne nominato editore a tempo pieno del National Geographic Magazine e servì l'organizzazione per 55 anni, altri membri della famiglia Grosvenor ricoprirono importanti ruoli nella società. Bell e suo genero elaborarono il concetto di marketing all'interno della società e utilizzarono intensamente le fotografie nei libri per descrivere le storie. L'attuale presidente dell'organizazione è Gilbert Melville Grosvenor che ha ricevuto nel 2005 la Medaglia presidenziale della libertà per la sua guida della società all'educazione geografica. Nel 2004 il quartier generale del National Geographics, a Washington, D.C., divenne una delle prime costruzioni a ricevere la certificazione "Green"[4] dalla Global Green USA.[5] Il National Geographic ha ottenuto il Premio Principe delle Asturie nel campo della Comunicazione ed umanistica nell'ottobre del 2006, a Oviedo in Spagna.

 

Nel corso degli anni la Società ha sponsorizzato molte spedizioni e progetti di ricerca in tutto il mondo:

La Società sostiene inoltre molti progetti sociali tra cui l'AINA: un'organizzazione con base a Kabul che si dedica allo sviluppo del giornalismo locale, fondata da Reza Deghati, uno dei più famosi fotografi della Società.

 

Hubbard Medal

 
La medeglia personalizzata di
Anne Morrow Lindbergh che mostra la sua rotta di volo.

La Medaglia Hubbard è un premio della National Geographic Society per chi si è distinto nell'esplorazione, nelle scoperte e nella ricerca. La medaglia prende il nome da Gardiner Greene Hubbard, il primo presidente della Società. Questo riconoscimento finora (2000) è stato assegnato 34 volte.

 

 

 

  1. ^ National Geographic Online. National Geographic Society
  2. ^ National Geographic Education Foundation. National Geographic Society
  3. ^ National Geographic Society. U.S. Department of State
  4. ^ http://news.nationalgeographic.com/kids/2004/04/greenbuilding.html
  5. ^ Global Green
  6. ^ Explorer-in-Residence

 

 

Bibliografia

  • Robert M. Poole, Explorers House: National Geographic and the World it Made. Penguin, New York, 2004. ISBN 1-59420-032-7.

 

www.nationalgeographic.com/

www.nationalgeographic.it/

SCIENZA
14 marzo 2011
National Geographic : "Squali - La verità sui killer dei mari"

Oggi facendo un giretto per Mediaworld alla ricerca di qualche documentario, mi sono imbattuto in questo fantastico DVD realizzato dal National Geographic.

Lasciate stare tutti gli altri documentari sugli squali, perchè questo secondo me è il migliore e più completo mai realizzato. Non si tratta del solito noioso documentario sugli squali.


Veniamo ai contenuti:

Il DVD si suddivide in 2 documentari: uno sullo squalo bianco e l'altro sullo squalo martello.

Due spettacolari documentari sul grande terrore dei mari.

1) Lo squalo bianco è in grado di captare i campi elettromagnetici delle prede e può divorare fino a 200 Kg. di carne al giorno. E' il risultato di un sofisticato processo evolutivo durato oltre 400 milioni di anni: i suoi antenati sono apparsi sulla Terra prima degli alberi e dei dinosauri!

2) Il curioso martello invece, comparso 20 milioni di anni fa, è meno aggressivo, ma la sua forma e altri interrogativi ancora irrisolti ne fanno una delle specie più misteriose del mondo animale. Le telecamere di National geographic lo hanno immortalato nel corso delle più imponenti migrazioni nelle profondità marine.


Durata DVD  94 minuti


E le riprese sott'acqua sono di un realismo eccezzionale.


Il DVD fa parte di una collana "National Geographic Collection"

Il DVD è venduto con custodia e all'interno troverete anche un libretto.


Se possedete uno smartphone prima di acquistare il DVD, sul retro della custodia c'è un QR-Code che se viene inquadrato con lo smartphone potete vedere un'anteprima del DVD.


E' un DVD realizzato nel 2010

 

www.nationalgeographic.it

SCIENZA
22 febbraio 2011
Foto di ferite causate da squali e foto di mascelle di vari squali

Ecco alcune foto di ferite causate da morsi di squali (è un orrore ma le ho dovute postare per rendere l'idea)

 

Di seguito invece le foto di alcune mascelle di squalo

mascella squalo bianco

 

mascella squalo Mako

 

mascella squalo Toro

 

Dente di uno squalo bianco

 

SCIENZA
21 febbraio 2011
VIDEO : I Misteri e le Bellezze delle Galapagos

Un tuffo in Oceania. Così si apre la terza puntata di Missione Natura. Vincenzo Venuto, biologo e conduttore del programma e lo "snakemaster" Austin Stevens, l'uomo dei serpenti, ci condurranno alla scoperta dell'Australia.
In questa terra bagnata da ben tre oceani, una stupenda femmina di squalo tigre si farà catturare e studiare da vicino. Una nuova carta d'identità applicata sulla pinna dorsale dell'animale potrà forse salvarle la vita dal suo nemico più pericoloso: l'uomo.

http://www.youtube.com/watch?v=7c_mYhYOUj8&feature=channel

 

www.squali.com

SCIENZA
13 dicembre 2010
Le principali caratteristiche del "Carcharodon carcharias" ovvero del grande squalo bianco


1) Senso della vista molto sviluppato rispetto alle altre specie di squali, infatti il grande squalo bianco è l'unico capace di portare il capo fuori dall'acqua per controllare meglio ciò che lo circonda ed utilizza quindi la sua acuta vista anche attraverso l’ambiente aereo.

2) E' capace di inabissarsi fino a 1200 metri di profondità. Lo squalo bianco ha sviluppato un meccanismo di conservazione del calore che gli permette di avere una temperatura corporea di 4 – 5 C° superiore a quella dell’acqua che lo circonda e fino a 10C° per quanto riguarda la muscolatura più interna.

3) La vita media si aggira tra i 30 e i 40 anni. I piccoli alla nascita hanno una lunghezza di circa 1,20 m, i loro denti sono dotati di piccole cuspidi laterali e quelli della mandibola inferiore sono lisci anziché seghettati.

4) Può imparare a riconoscere oggetti non commestibili utilizzando la memoria di esplorazioni fatte in passato;

5) Lo squalo bianco sembra infine avere la capacità di cooperare insieme ad altri esemplari della sua stessa specie per ottimizzare l’efficacia predatoria; (es: in Sud Africa numerosi squali bianchi sarebbero stati filmati durante il tentativo di spostare insieme la carcassa di una balena in acque più profonde)



Bisognerebbe smettere di credere che lo squalo bianco sia uno squalo assassino. L'uomo non rientra tra le sue prede abituali.
L’80% degli attacchi non provocati all’uomo si sono conclusi dopo il primo morso, quando probabilmente il predatore si rendeva conto che la preda non era di suo gradimento..
Un unico morso dello squalo bianco può però provocare danni di grave entità, a causa della forza e delle dimensioni di questo animale, e portare ugualmente alla morte, soprattutto in assenza di soccorsi immediati..


L'uomo non è mai riuscito a mantenere e studiare uno squalo bianco in cattività.

Solo nel Giugno 2003 per la prima volta il Monterey Bay Aquarium in Monterey, California, è riuscito a mantenere in cattività uno squalo bianco per 10 giorni, dopo i quali purtroppo l’esemplare è morto.

Nel Settembre 2004 una femmina, catturata per sbaglio da pescatori professionisti, viene donata all’acquario e per 198 giorni questo esemplare si adatta perfettamente alla vita in cattività e viene esposta al pubblico con grande successo.

Nel Marzo 2005 questo squalo bianco, per non prolungare eccessivamente la sua permanenza in cattività e proteggerlo da eccessivo stress, viene rilasciato in mare aperto e monitorato per 30 giorni, potendo così acquisire una mole importantissima di dati ed informazioni biologiche.

Dal 31 Agosto 2006 il Monterey Bay Aquarium tiene in cattività un altro esemplare, il quale dimostra di essersi adattato bene alla nuova situazione, alimentandosi normalmente ed aumentando di peso e lunghezza.


Il grande squalo bianco può superare i 7 metri di lunghezza, infatti il più grande esemplare catturato dall'uomo era una femmina di 7,14 metri.

Può raggiungere i 60 Km/h.

E' presente in tutti i mari temperati e sub-tropicali del mondo, presente nel mare Mediterraneo. Si ipotizza l'esistenza di un'area riproduttiva fra la Sicilia e la Tunisia.


Si nutre di squali e razze, pesci ossei (tonni e pesci-spada), molluschi, crostacei, cefalopodi, tartarughe marine, mammiferi marini e carcasse di balene o squali balena.


Molte info le ho ricavate dal sito www.fondali.it

SCIENZA
5 dicembre 2010
La linea laterale nei pesci

Nella foto un sarago pizzuto. La linea laterale si nota benissimo lungo il corpo.

 

 I pesci per individuare la preda e individuare gli ostacoli utilizzano la cosidetta "linea laterale" che sarebbe il loro principale sistema sensoriale.

Essa è composta da una serie di organi ricettori disposti lungo i fianchi dell'animale. Forma una riga visibile ad occhio nudo che parte dalla fine degli opercoli che coprono le branchie e raggiunge la coda.

Le funzioni della linea laterale comprendono l'evitamento della collisione con ostacoli fissi, di predatori (generalmente mobili), l'orientamanto relativamente alle correnti acquatiche. Soprattutto per pesci privi di senso della vista, come ad esempio pesci che vivono in caverne, i neuromasti, presenti anche sulla testa, servono anche per la localizzazione del cibo.

Da studi effettuati sul Pollachius pollachius sembra che la linea laterale sia fondamentale nella formazione dei branchi di pesci.

I neuromasti sono sensibili alle vibrazioni a bassa frequenza e alle onde di pressione generate dal moto di corpi solidi nell'acqua.

 

 

SCIENZA
9 novembre 2010
Jacques Cousteau - Profumo di mare


Scienziato, oceanografo, inventore, regista ed esploratore instancabile degli abissi marini, Cousteau è un uomo che si è sempre distinto per la grande libertà interiore, avendo sempre vissuto la sua vita assecondando i suoi desideri e le sue aspirazioni, a dispetto di tutto e delle eventuali difficoltà.

Jacques Yves Cousteau nacque l'11 giugno 1910 a Saint-Andre-de-Cubzac, nei pressi di Bordeaux. Figlio di un avvocato che viaggiava spesso per lavoro, prese fin da piccolo l'abitudine di girare per il mondo. Nel 1930 entrò nell'Accademia navale, con il preciso scopo di far parte dell'aviazione di marina. Fu un brutto incidente d'auto, all'età di 26 anni, che condizionò completamente la sua vita. Per riabilitare le braccia, infatti, fu spinto dai medici al nuoto. L'utilizzo di un paio di occhialetti di protezione gli permise di scoprire le meraviglie di quello che lui stesso battezzerà "il mondo del silenzio". Durante la guerra Cousteau partecipò alla resistenza coinvolto nello spionaggio. Ciò gli valse la Legione d'Onore attribuitagli dal generale De Gaulle.

Fu proprio durante gli anni della guerra, esattamente nel 1942, che mise a punto con l'ingegner Emile Gagnan il primo erogatore per immersione subacquea. Una invenzione che avrebbe rivoluzionato il modo di scendere sott'acqua e che è rimasta ancora oggi sostanzialmente immutata. Allo stesso tempo Cousteau continuava a coltivare la sua passione per il cinema e metteva a punto una delle prime cineprese sottomarine. Alla fine degli anni '40 ci fu la svolta della sua vita: il miliardario inglese Guiness gli mise a disposizione un dragamine varato pochi anni prima. Cousteau lo battezzerà Calypso.

La prima grande spedizione avvenne proprio nel Mediterraneo, per gli scavi archeologici sul Grand Conglue un antico relitto al largo di Marsiglia. Poi fu la volta del mitico viaggio attraverso l'inesplorato Mar Rosso e l'Oceano Indiano che porterà alla realizzazione del primo grande film: "Il mondo del silenzio", con la regia di Louis Malle. Un film premiato con Oscar e Palma d'Oro. Il libro vendette oltre 5 milioni di copie in 20 lingue differenti. Il "Mondo senza Sole" fu il suo secondo grande successo, mentre si susseguivano le spedizioni e Cousteau rivolgeva sempre di più la sua attenzione al mondo della scienza e della tecnologia dell'esplorazione subacquea. Ciò sfociò con gli esperimenti di Precontinente, dall'inizio degli anni '60, alla realizzazione delle prime immersioni in "saturazione", che consentivano all'uomo di vivere per lunghi periodi di tempo esposti ad alte pressioni. Questo concetto è la pietra miliare nel campo dell'immersione subacquea professionale, soprattutto nel campo della estrazione petrolifera in mare.

In una dichiarazione ha affermato: "Eravamo giovani quando ci siamo dedicati alla scoperta, all'esplorazione. Quando quello che ci interessava era scendere più profondo e vivere sul fondo del mare, recuperare i resti di una grande galera romana, affrontare gli squali, terrificanti e misteriosi mostri marini. E la gioventù è grintosa, entusiasta, totale, egocentrica, estremista, spericolata. Eravamo giovani e pensavamo a noi stessi, alla realizzazione dei nostri sogni."

"Poi siamo diventati adulti. Dunque più altruisti, più riflessivi. Allora l'interesse maggiore è diventato quello di raccontare le nostre esperienze, di coinvolgere gli altri nella nostra avventura. Lo scopo della vita è divenuto quello di infiammare gli animi, di accendere gli entusiasmi. Ci siamo resi conto che un uomo da solo non è nulla, se non si rapporta a quelli che lo circondano. Attraverso le immagini, attraverso i racconti, le esperienze vissute cambiavano forma, acquistavano spessore. Solo attraverso la divulgazione, la crescita dei singoli poteva diventare la crescita dell'intera umanità. Solo così il patrimonio di ognuno poteva entrare a far parte della cultura di tutti".

"Oggi abbiamo percorso il mondo in lungo e largo, ne abbiamo svelato e raccontato i segreti. Ora bisogna impegnarsi per conservare tutto questo. Ora si deve far sì che le immagini dei film, le storie dei libri non rimangano fine a se stesse. Bisogna lottare perché tutti abbiano diritto ad una vita felice in un pianeta ancora integro.

A fronte di queste dichiarazioni di intenti si sono succedute tantissime produzioni, che sarebbero lunghissime da enumerare. Una tappa molto importante per il Comandante fu l'onorificenza di membro dell'Académie Francaise, ottenuta nel 1989.

Cousteau è morto il 25 giugno 1997.

SCIENZA
9 novembre 2010
Grongo leopardo - Poeciloconger fasciatus





Questo nelle foto è un altro tipo di grongo meno diffuso nei nostri mari rispetto al normale grongo.
Si tratta del grongo leopardo.

Grongo : conger conger

Grongo leopardo: Poeciloconger fasciatus

Comunque sulla qualità delle carni del grongo si è detto molto su internet: c'è chi dice che le sue carni non sono buone e c'è invece chi afferma che le sue carni sono pregiate.

Il grongo si può cucinare in diversi modi e ci si può fare anche il sughetto con gli spaghetti. Ha solo una lisca centrale, una specie di colonna vertebrale e non è vero che è pieno di spine, anzi è molto facile pulirlo.

Per quanto mi riguarda posso dire ironicamente parlando di stalking che io sono un vero stalker nei confronti del grongo. Infatti nutro nei suoi confronti un amore sviscerale sia nel piacere di pescarlo che nell'assaporare le sue carni dolci e deliziose a tavola.
Sono ossessionato dalla pesca al grongo. E' una malattia.

SCIENZA
6 luglio 2010
Volete sapere tutto sul mondo degli squali?


www.medsharks.org

MedSharks si occupa di ricerca, divulgazione e conservazione degli squali mediterranei


www.sharknews.org

Un nuovo "giornale" online sul mondo degli squali mediterranei - e non solo - pieno di notizie, informazioni, curiosità e inviti ad agire per la loro protezione.


www.squaloelefante.it

L'Operazione squalo elefante è nata nel 2006, portata avanti dall'associazione di ricerca e conservazione degli squali mediterranei MedSharks.

SCIENZA
21 giugno 2010
Nuotare con lo squalo bianco senza protezione


Oggi vi propongo un breve documentario del National Geographic tratto da youtube.

Comunicare con i grandi squali bianchi immergendosi in acqua senza protezione!!.

Il video ha una durata di 5:30 minuti ed è in italiano.

Ecco il link al video  http://www.youtube.com/watch?v=EleQN9zFz-c

SCIENZA
15 giugno 2010
Il cannibalismo negli squali



Alcuni squali sono cannibali. Migliaia di uova si sviluppano all'interno del corpo materno. Il primo gruppo che esce dalle uova sopravvive nutrendosi delle uova non ancora schiuse. Stranamente, sappiamo molto poco sul modo di riproduzione del grande squalo bianco, perchè non è mai stata catturata e studiata una femmina gravida.

SCIENZA
9 giugno 2010
Uno squalo svela un caso di omicidio

Nell'Aprile del 1935, vicino a Sydney, in Australia, un pescatore catturò due squali con una sola lenza: uno squalo piccolo, mangiato a metà e l'enorme squalo tigre che stava mangiandolo. Egli trainò lo squalo tigre e lo consegnò a un acquario.
Una settimana più tardi, lo squalo sputò un braccio umano tatuato. Il dottor Victor Coppleson, un esperto di squali, fu chiamato per studiare il braccio. Egli concluse che non era stato morsicato via da uno squalo. Di chi era quel braccio?
La polizia pubblicò una fotografia del tatuaggio e dopo poco tempo un uomo lo riconobbe: era quello di suo fratello scomparso. Le indagini continuarono e la polizia arrestò due persone per l'assassinio dello scomparso. I due colpevoli avevano tagliato il cadavere a pezzi, l'avevano ficcato in un bidone e l'avevano scaricato in mare. Il braccio non ci stava, così l'avevano legato a un peso e gettato in mare. Era rimasto intatto dentro lo stomaco dello squalo almeno per otto giorni.

SCIENZA
4 giugno 2010
Il "Carcharodon megalodon"


L'inquietante ricostruzione della bocca dello squalo "Carcharodon megalodon"

Fino a poco tempo fa gli scienziati pensavano che l'antico squalo Carcharodon megalodon arrivasse fino a 30 metri di lunghezza. Ma quando un palenteologo dilettante, Pete Harmatuk, trovò una serie di denti nella Carolina del Nord, fu un dispiacere per molti scoprire che questo antico squalo probabilmente era lungo solo 12 metri.

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Visualizzazione ingrandita della mappa --------------------------------- Il jazz è molto più di una semplice forma musicale....il jazz è arte, cultura, conoscenza (me stesso) ----------- Miles Davis was the "Picasso of Jazz," reinventing himself and his sound endlessly in his musical quest. He was an artist that defied (and despised) categorization, yet he was the forerunner and innovator of many distinct and important musical movements. ----------- Il pugilato è come il jazz: più è buono e meno la gente l'apprezza. ~ George Foreman ----------- l'arte è espressione di sè. Se stai esprimendo la personalità di qualcun altro non è arte. Bennie Wallace ----------- L'improvvisazione è l'abilità di parlare a se stessi Cecil Taylor ----------- Il jazz è quel genere musicale che può assorbire un sacco di cose ed essere ancora jazz. Sonny Rollins ----------- AFORISMI DI MILES DAVIS: Prima lascia che io lo suoni, poi più tardi te lo spiegherò. La musica è diventata densa. Mi danno dei pezzi pieni d'accordi e io non li so suonare. Nel jazz sta prendendo piede una tendenza ad allontanarsi dal giro convenzionale degli accordi, e una rinnovata enfasi delle varizioni melodiche e armoniche. La musica e la vita sono solo questioni di stile. Non temere gli errori. Non ce ne sono. Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è. È stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C'è e non mi faccio domande. Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori? Un mito è un vecchio col bastone che viene ricordato per quello che faceva una volta. Io lo sto ancora facendo. Non esistono note sbagliate. ----------- Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai. Louis Armstrong ----------- In genere, il jazz è sempre stato simile al tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia. Duke Ellington ----------- Il jazz non è morto, ha solo un odore un po' curioso. Frank Zappa ----------- La musica è la tua propria esperienza,i tuoi pensieri,la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà MAI fuori dal tuo strumento Charlie Parker ----------- Il Jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata in ogni serata, ma sempre in modo diverso. Ornette Coleman ----------- Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato John Coltrane ----------- Devi amare per poter suonare. Louis Amstrong ----------- Suona , suona sempre anche senza strumento. Lee Koniz ----------- Un giovane sassofonista si lamentava con me del fatto che ascoltare Coleman Hawkins lo innervosiva. Gli ho risposto: "Coleman Hawkins deve renderti nervoso! Hawkins ha innervosito tutti i sassofonisti degli ultimi quarant'anni!". Cannonball Adderley ----------- "Il sassofono non è solo qualcosa in cui soffiare; esso è qualcosa con cui cantare" Paul Brodie ----------- Mi voltai e c'era Bird, conciato peggio di una merda, con la faccia gonfia, gli occhi arrossati e l'aria di aver dormito nei suoi vestiti spiegazzati per giorni. Ma era fico, con quell'aria hip che gli riusciva di avere anche quando era ubriaco e drogato Miles Davis ----------- La musica lava via la polvere della vita quotidiana Art Blakey ----------- Il jazz è conosciuto in tutto il mondo come una forma d'arte musicale americana e così è. Niente America, niente jazz. Ho visto persone cercare di collegarlo ad altri paesi, per esempio all'Africa, ma non ha niente a che fare con l'Africa. Art Blakey ----------- Ci ho messo tutta la vita ad imparare cosa non si deve suonare. dizzy Gillespie ----------- Il blues non serve a far stare meglio te,serve a far star peggio ki ti ascolta!!! Gengive sanguinanti Murphy- Simpson - Lisa sogna il Blues ----------- se gradite uno strumento che canta,suonate il sassofono.relativamente è come la voce umana. Stan Getz ----------- "Come nuovo, uno dei migliori fegati contemporanei. A bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute". paul desmond il giorno in cui gli diagnosticarono un tumore al polmone ----------- "e in culo anche il jazz" Novecento A. Baricco ----------- "io non sono quello che faccio, faccio quello che sono". Miles Davis ----------- "la vita senza la musica sarebbe un errore, ma anche la musica senza la vita sarebbe un errore!" Wayne Shorter ----------- L'unica rabbia che posso provare è verso di me, quando non riesco a suonare quello che voglio (J. Coltrane) ----------- 'Play it in the key of your soul' "Suonala nella chiave della tua Anima" Charles Mingus ----------- "Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un'espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C'è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra" John Coltrane -----------

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Questo blog lo dedico alla memoria
di Fausto Papetti, scomparso nel 1999
nella quasi indifferenza. Eppure è stato
e rimarrà sempre il più grande
sassofonista che abbiamo avuto in Italia
e che pochi hanno saputo apprezzare,
specialmente le nuove generazioni.










 



 


























 

 

 

 



 


 

 

 

 

 




























 



























 

 






































IL CANNOCCHIALE