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SCIENZA
26 dicembre 2011
Lo squalo bianco salta sulla barca

 

 

A Mossel Bay, vicino Città del Capo in Sudafrica, un gruppo di ricercatori la scorsa settimana era impegnato in un'attività di routine: identificare gli squali presenti nella zona, attirandoli con esche e fotografando le loro pinne, che sono l'equivalente delle impronte digitali per gli esseri umani.

"Il nostro team aveva già identificato quattro squali, tra cui Pasella, una vecchia conoscenza, e da alcuni minuti l'attività era ferma. All'improvviso un gran frastuono: uno squalo bianco di circa tre metri e pesante mezza tonnellata con un balzo è saltato lateralmente rispetto alla barca piombando a poppa, sfiorando una paio di persone", racconta Enrico Gennari, biologo italiano raggiunto telefonicamente, e direttore di Oceans Research, un istituto indipendente che svolge ricerche sugli squali e che collabora con università e centri studi (in passato ha collaborato anche alla realizzazione di documentari per National Geographic).

"Dibattendosi lo squalo è rimasto bloccato a poppa, distruggendo varie apparecchiature. La ricercatrice Dorien Schroder dopo aver messo in salvo i sei membri dell'equipaggio, tra cui tirocinanti e biologi in visita, ci ha chiamato", continua Gennari.

"Io e Ryan Johnson ci siamo precipitati. Abbiamo subito gettato acqua sulle branchie dello squalo per tenerlo in vita. Non pensavamo fosse così grande e quindi non disponevamo di strumentazione particolare. I primi tentativi di rimetterlo in acqua con delle corde sono falliti".

Gli squali di queste zone sono famosi per gli enormi balzi che compiono fuori dall'acqua.

Chris Fallows, che da anni fotografa gli squali in queste regioni (sua è la foto sopra e la fotogalleria sugli squali che compiono balzi fino a tre metri), ricorda due precedenti, entrambi nel 1976, che coinvolsero barche da pesca. In un caso un pescatore rimase ferito e in entrambi gli squali morirono.

Comunque gli squali di queste acque abitualmente compiono questi grandi balzi (Fallows ne ha contati a centinaia in un anno). Le ragioni per cui lo fanno sono diverse. In primo luogo per catturare prede, ma Fallows ha notato che a volte lo fanno anche per altri motivi quando sono presenti altri squali, forse anche per "ragioni sociali".

Quindi è raro ma è possibile che con uno di questi balzi uno squalo possa saltare in barca.

Dopo il fallimento dei primi tentativi Gennari e il suo team cercano l'aiuto di un peschereccio, alla ricerca di un argano in grado di poter riportare lo squalo in acqua.

"Nel frattempo", racconta Gennari, "abbiamo coperto gli occhi dello squalo con un paio di pantaloni bagnati (nella foto sul muso dello squalo) perché abbiamo visto nella nostra attività che con gli occhi chiusi si rilassano maggiormente e pompato acqua di mare nelle fauci dello squalo, sempre nel disperato tentativo di farlo sopravvivere".

Sono così riusciti a rimetterlo in acqua ancora vivo. Ma l'avventura dello squalo non è finita qui.

"Dopo circa trenta minuti ci hanno richiamato perché lo squalo, probabilmente confuso dall'incidente, era rimasto incagliato sulla spiaggia", continua Gennari.

Lui e Ryan Johnson (nella foto con il berretto) sono così scesi in acqua per spingere lo squalo lungo tre metri.

"Siamo abituati a lavorare con gli squali e prendiamo sempre tutte le precauzioni necessarie, ma non consiglio a nessuno di rifare quello che si vede nella foto, a meno che non sia preparato. Non c'era tempo da perdere, lo squalo era confuso, ma con loro non si è mai sicuri di niente", ricorda Gennari.

Nonostante la mole e la pericolosità del predatore, i due ricercatori hanno spinto lo squalo verso il largo, ma continuava a tornare verso la riva.

"Allora abbiamo legato lo squalo per la coda e il muso a una barca e siamo usciti pian piano dal porto in modo che l'acqua riempisse le branchie e potesse rianimare lo squalo", racconta Gennari.

"Ha funzionato: lo squalo ha dato energici segnali di vita e allora abbiamo tagliato i cavi e lui si è allontanato e sembrava completamente ripresosi".

Ovviamente non si sa dove sia andato lo squalo ma la foto delle sue pinne (la sua "foto segnaletica") è stata distribuita a tutti i ricercatori della zona ed è possibile quindi che in futuro venga riavvistato.

 

Tratto da http://www.nationalgeographic.it/

SCIENZA
4 dicembre 2011
National Geographic, esperimento squali pericolosi

Nella foto uno squalo grigio di barriera

 

Gli squali sono veramente pericolosi? Incredibilmente National Geographic ha voluto dare risposta a questa domanda facendo dei veri e propri esperimenti pericolosissimi.. Mostrati in diretta il 25 novembre su National Geopgrahic (in inglese) ma disponibili anche (in parte) sul web….
 L’incredibile esperimento di National Geographic
 A 18 anni dall’incredibile e insensato attacco al cameraman di National Geographic, la famosa organizzazione mondiale scientifica ha mostrato in diretta il 25 novembre una serie di esperimenti avvenuti in Sud Africa che hanno messo in pericolo la vita di 8 esperti di National Geographic. Gli esperimenti, a cui Nat Geo ha dedicato una pagina apposita, hanno visto 8 esperti di National Geographic eseguire una serie di test pratici, tra cui lo splash test (ovvero nuotare bruscamente sull’acqua), il test con materiali luccicanti oppure persino il test in bikini. Puoi vedere ben 19 video in questa pagina dedicata allo speciale.
 Tutti i test hanno dato esito positivo, ovvero nessuno squalo ha attaccato, e ovviamente non c’è stato alcun trucco. E allora come mai si dice che gli squali siano così pericolosi? Lo scopo di National Geographic è stato proprio quello di rassicurare la gente riguardo la pericolosità degli squali, ovvero che gli squali attaccano solo in condizioni di necessità, e quindi attaccano quando nell’area in cui si trovano non c’è più pesce da mangiare, mirando così agli umani. Il problema della mancanza di pesce è causato principalmente dalla pesca eccessiva, che avviene in molti mari infestati da squali. Non a caso gli esperimenti sono stati fatti in Sud Africa, dove non sono presenti molti pesci mangiati dagli umani (in Sud Africa gli squali si cibano prevalentemente di pinguini e foche) e dove comunque la pesca è limitata. Poi ci possono essere altri problemi, ad esempio in Egitto nel 2010 gli squali che hanno ucciso una tedesca e ferito gravemente quattro russi non sono stati spinti dalla mancanza di cibo, bensì gli attacchi sono stati causati dalla festa islamica avvenuta in Egitto a base di carne di montone, dopo la festa infatti le carcasse della carne sono state gettate in mare.
 Conosco personalmente dei sub che si sono immersi tranquillamente senza gabbia in Sud Africa e posso confermare che, secondo le loro esperienze, se gli squali attaccano è per un preciso motivo e non per pura casualità. E “il preciso motivo” spesso è causato da un comportamento degli umani.


Tratto da http://insidelife.mondoraro.org/

fotografia
7 ottobre 2011
Delfini che cavalcano l'onda

 

Ecco una bellissima foto scattata da Sarah Jones, tratta dal sito del National Geographic

La foto è molto più grande, io per postarla l'ho dovuta ridimensionare

SCIENZA
29 marzo 2011
National Geographic Society

La National Geographic Society (NGS), la cui sede si trova a Washington, D.C. negli Stati Uniti, è una delle più grandi istituzioni scientifiche ed educative no-profit.

I suoi interessi comprendono svariate discipline come la geografia, l'archeologia e le scienze naturali, ma anche la cura per la conservazione dell'ambiente e dei patrimoni storici, ed infine lo studio delle civiltà e della loro storia.

 

Lo storico obiettivo che la National Geographic Society si è da sempre prefissato è di "incrementare e diffondere la conoscenza geografica e allo stesso tempo di promuovere la protezione della cultura dell'umanità, della storia e delle risorse naturali" - "to increase and diffuse geographic knowledge while promoting the conservation of the world's cultural, historical, and natural resources".[1] Il suo stesso presidente e direttore generale - CEO (chief executive officer) - dal marzo 1998, John M. Fahey, Jr., afferma che lo scopo della NGS è quello di portare le persone a prendersi cura del proprio pianeta. La società è gestita da ventitré membri del consiglio degli amministratori fiduciari costituito da un gruppo di esimi educatori, uomini d'affari, importanti funzionari governativi, e conservazionisti. L'organizzazione sponsorizza e promuove l'esplorazione e la ricerca scientifica. La società pubblica inoltre una rivista, chiamata National Geographic Magazine e altre riviste, libri, pubblicazioni scolastiche, mappe, filmati e inserti web in numerose lingue e paesi di tutto il mondo. La NGS ha un fondamento educativo attraverso il quale dona concessioni alle organizzazioni a fine didattico con lo scopo di valorizzare l'educazione geografica.[2] Lo stesso Comitato per la Riscerca e l'Esplorazione ha offerto concessioni per la ricerca scientifica, e recentemente le ha conferito la sua nove millesima donazione; le varie proprietà comprendono una fascia di 360 milioni di persone al mese in tutto il mondo.[3] Infatti, il National Geographic mantiene un museo aperto per il pubblico nella stessa città di Washington, D.C., ed ha aiutato la sponsorizzazione di importanti esposizioni itineranti come la "King Tut", mostra che ha esposto meravigliosi reperti povenienti dalla tomba del giovane faraone dell'Antico Egitto, che coinvolse numerose città americane, concludendosi con l'esposizione al Franklin Institute a Philadelphia. La mostra "King Tut" è attualmente presente a Londra. La National Geogrphic Society ha inoltre contribuito alla mostra dei "Tesori culturali dell'Afghanistan", che fu inaugurata nel maggio2008 alla National Gallery of Art a Washindton D.C.. L'esposizione si sposterà nei seguenti diciotto mesi all'"Houston Museum of Fine Arts", all'"Asian Art Museum" a San Francisco, ed infine al "Metropolitan Museum" a New York City.

 

Il 13 Gennaio del 1888 si raggrupparono 33 persone tra esploratori e scienziati al Cosmos Club, un club privato situato in Lafayette Square a Washington, D.C., con l'obbiettivo di creare "una società per migliorare e diffondere le conoscenze geografiche". Dopo aver stabilito un regolamento e un piano per l'organizzazione, il National Geographic Society venne creato il 27 gennaio. Gardiner Greene Hubbard fu il primo presidente e gli succedette alla guida il genero, Alexander Graham Bell, nel 1897 dopo la sua morte. Il genero di Bell, Gilbert Hovey Grosvenor, venne nominato editore a tempo pieno del National Geographic Magazine e servì l'organizzazione per 55 anni, altri membri della famiglia Grosvenor ricoprirono importanti ruoli nella società. Bell e suo genero elaborarono il concetto di marketing all'interno della società e utilizzarono intensamente le fotografie nei libri per descrivere le storie. L'attuale presidente dell'organizazione è Gilbert Melville Grosvenor che ha ricevuto nel 2005 la Medaglia presidenziale della libertà per la sua guida della società all'educazione geografica. Nel 2004 il quartier generale del National Geographics, a Washington, D.C., divenne una delle prime costruzioni a ricevere la certificazione "Green"[4] dalla Global Green USA.[5] Il National Geographic ha ottenuto il Premio Principe delle Asturie nel campo della Comunicazione ed umanistica nell'ottobre del 2006, a Oviedo in Spagna.

 

Nel corso degli anni la Società ha sponsorizzato molte spedizioni e progetti di ricerca in tutto il mondo:

La Società sostiene inoltre molti progetti sociali tra cui l'AINA: un'organizzazione con base a Kabul che si dedica allo sviluppo del giornalismo locale, fondata da Reza Deghati, uno dei più famosi fotografi della Società.

 

Hubbard Medal

 
La medeglia personalizzata di
Anne Morrow Lindbergh che mostra la sua rotta di volo.

La Medaglia Hubbard è un premio della National Geographic Society per chi si è distinto nell'esplorazione, nelle scoperte e nella ricerca. La medaglia prende il nome da Gardiner Greene Hubbard, il primo presidente della Società. Questo riconoscimento finora (2000) è stato assegnato 34 volte.

 

 

 

  1. ^ National Geographic Online. National Geographic Society
  2. ^ National Geographic Education Foundation. National Geographic Society
  3. ^ National Geographic Society. U.S. Department of State
  4. ^ http://news.nationalgeographic.com/kids/2004/04/greenbuilding.html
  5. ^ Global Green
  6. ^ Explorer-in-Residence

 

 

Bibliografia

  • Robert M. Poole, Explorers House: National Geographic and the World it Made. Penguin, New York, 2004. ISBN 1-59420-032-7.

 

www.nationalgeographic.com/

www.nationalgeographic.it/

SCIENZA
21 giugno 2010
Nuotare con lo squalo bianco senza protezione


Oggi vi propongo un breve documentario del National Geographic tratto da youtube.

Comunicare con i grandi squali bianchi immergendosi in acqua senza protezione!!.

Il video ha una durata di 5:30 minuti ed è in italiano.

Ecco il link al video  http://www.youtube.com/watch?v=EleQN9zFz-c

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Mi danno dei pezzi pieni d'accordi e io non li so suonare. Nel jazz sta prendendo piede una tendenza ad allontanarsi dal giro convenzionale degli accordi, e una rinnovata enfasi delle varizioni melodiche e armoniche. La musica e la vita sono solo questioni di stile. Non temere gli errori. Non ce ne sono. Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è. È stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C'è e non mi faccio domande. Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori? Un mito è un vecchio col bastone che viene ricordato per quello che faceva una volta. Io lo sto ancora facendo. Non esistono note sbagliate. ----------- Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai. Louis Armstrong ----------- In genere, il jazz è sempre stato simile al tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia. Duke Ellington ----------- Il jazz non è morto, ha solo un odore un po' curioso. Frank Zappa ----------- La musica è la tua propria esperienza,i tuoi pensieri,la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà MAI fuori dal tuo strumento Charlie Parker ----------- Il Jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata in ogni serata, ma sempre in modo diverso. Ornette Coleman ----------- Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato John Coltrane ----------- Devi amare per poter suonare. Louis Amstrong ----------- Suona , suona sempre anche senza strumento. Lee Koniz ----------- Un giovane sassofonista si lamentava con me del fatto che ascoltare Coleman Hawkins lo innervosiva. Gli ho risposto: "Coleman Hawkins deve renderti nervoso! 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Art Blakey ----------- Ci ho messo tutta la vita ad imparare cosa non si deve suonare. dizzy Gillespie ----------- Il blues non serve a far stare meglio te,serve a far star peggio ki ti ascolta!!! Gengive sanguinanti Murphy- Simpson - Lisa sogna il Blues ----------- se gradite uno strumento che canta,suonate il sassofono.relativamente è come la voce umana. Stan Getz ----------- "Come nuovo, uno dei migliori fegati contemporanei. A bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute". paul desmond il giorno in cui gli diagnosticarono un tumore al polmone ----------- "e in culo anche il jazz" Novecento A. Baricco ----------- "io non sono quello che faccio, faccio quello che sono". Miles Davis ----------- "la vita senza la musica sarebbe un errore, ma anche la musica senza la vita sarebbe un errore!" Wayne Shorter ----------- L'unica rabbia che posso provare è verso di me, quando non riesco a suonare quello che voglio (J. 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Questo blog lo dedico alla memoria
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nella quasi indifferenza. Eppure è stato
e rimarrà sempre il più grande
sassofonista che abbiamo avuto in Italia
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specialmente le nuove generazioni.










 



 


























 

 

 

 



 


 

 

 

 

 




























 



























 

 






































IL CANNOCCHIALE