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Tu che oggi parli male di me ... Ieri sparlavi degli altri .... Minkia, si veru infami
SPORT
8 ottobre 2010
Sandro Meloni, il padre del surf casting

Gli anni più belli della storia Italiana della pesca sportiva in mare, raccontati dal Numero Uno.

Sandro, sei considerato da tutti il padre fondatore di quella che è la disciplina del surf casting.  C'è qualcuno che ti ha avvicinato al mondo della pesca ed in particolare a quella dalla spiaggia?
Per il colmo, ‘conobbi’ e rimasi fulminato dal mare da surf casting, proprio in una battuta di pesca a fondo… Chi mi ci portò (Carlo Antinori, oggi scomparso), pensava di trovarci della risacca appena, avevamo con noi piombature ed attrezzi ridicoli per quella forza della natura. Ma strinsi i denti ed il mare mi accolse, donandomi una splendida orata. Cercai da quel momento, opinioni e contatti, ma ne rimasi deluso, quel mare era per tutti una perdita di tempo inaffrontabile; nessuno credeva nel disegno che avevo intravisto tra le onde. Sicuramente un ‘tesoro’ molto più appagante di quella prima pur sempre magnifica cattura.
Solo ‘dopo’, quando riuscii a dimostrare a tutti la generosità di quei ‘cavalloni’, fui sommerso da gente che affermava di conoscere il fenomeno ed al tempo stesso, chiedeva informazioni sul come fare a pescare in quel marasma bianco… Lì decisi di fare a meno di tutti!
A soli 17 anni inventi il 'surf casting' mettendo a punto quei concetti che hanno contribuito al successo di questa magnifica disciplina. Da dove hai tratto lo stimolo per elaborare le tue teorie?
Credimi, come un archeologo davanti a tanti piccoli indizi; lo stimolo nasce, è ovvio, pietra dopo pietra. Non esisteva nulla su cui documentarmi, e la prova, è data dalla particolarità dei miei studi, c’è l’unicità del soggetto e della forma, non somigliano a nulla di già scritto
Se dovessi spiegare ad un neofita che cos' è il surf casting, che cosa gli diresti?
Semplicemente lo porterei innanzi a quelle onde e lo osserverei… Se rimane incantato e spaventato da quella forza, gli spiegherei il resto, altrimenti no! Il surf casting si collega ad una matrice interiore, o ce l’hai, oppure è meglio pensare ad altro. In passato mi sono sforzato di ignorare questa regola, producendo poi soltanto dei detrattori delusi, di cui il surf non ha bisogno.
Si sente dire a volte che nel surf casting il mare fa selezione: che cosa vuol dire?
L’ho appena detto. Molte volte mi sono trovato a dire che, se il mare ti respinge, o tu non sei fatto per il surf, oppure è il surf a non essere fatto per te. Occorre abbandonare quel fardello di povertà che conduce gli uomini a denigrare ciò di cui non sono capaci…
Il fascino di catturare una grande preda dalla spiaggia è unico. Nello stereotipo comune lo squalo rappresenta 'la preda' per eccellenza. In Mediterraneo è possibile secondo te l' incontro con un 'big fish'? Chi si dedica alla ricerca della grande cattura a quali specie potrebbe puntare e in quali periodi?
Il solo non pensarlo, contravviene alle regole basilari del surf: una finestra aperta sul mare. Non spetta a nessun piccolo uomo pronunciarsi su cosa il mare possa donare; soprattutto quando il credo e la fede sono smisurati. Al mare, alle onde, non pongo limiti, mai! Dico solo che la fede nelle sue possibilità, sa in ogni momento ricambiare importanti indicazioni sulla traccia da seguire. Ma occorre il ‘grande orecchio’ di cui non moltissimi sono dotati; molti altri ce l’hanno, ma lo rifiutano.
Alla pesca con le onde è associato, sempre nell' immaginario comune, l'uso esclusivo di canne in due pezzi Rip e mulinello rotante. E' un binomio indiscutibile o c'è spazio, secondo te, anche per altro?
In riva al mare si incontrano delle difficoltà che in qualche modo vanno superate; con la tecnica oppure con il cervello. Ciascuno può ricorrere a ciò che possiede in modo più marcato, l’importante è che risolva il quesito che si trova davanti.  Ho affrontato battute con delle semplici lenze a mano, scegliendo con cura la postazione adatta e vincendo quella sfida; così come ho perso la battuta con rip&rot, affidandomi esclusivamente alla capacità dell’attrezzo…
Hai un ricordo o un aneddoto curioso, legato al surf casting e a cui sei particolarmente legato e che vuoi raccontare a tutti i lettori ?
Ne ho tanti, non saprei quale scegliere… Quello che ricordo con più affetto, è stata la faccia di Marco Pisacane, che portai con me ad un viaggio di pesca alle Canarie.
Per generosità, lasciai che tutti loro si scegliessero la postazione, però alla fine mi delusero… I posti migliori li lasciarono vuoti, ed erano postazioni da Predatore (con la P maiuscola)! Si lanciarono assatanati alla ricerca di saraghi ed occhiate sulle punte, io invece osservavo il mare e preparavo molto lentamente il necessario, dissi semplicemente a Marco:”Quei saraghi (da circa 300 grammi l’uno) mettili dentro quella pozza d’acqua, lasciameli vivi…” Me li vide innescare e lanciare, fu per lui uno shock, a metà tra lo spreco e la perdita di tempo.
Quella notte feci due record, facendo assaporare anche a loro cosa produce la fede nel surf casting.
Voci insistenti vogliono che la FIPSAS con le altre organizzazioni internazionali vogliano portare il long casting alle prossime Olimpiadi. A fronte di questo importante risultato, quale futuro vedi per il long casting in Italia?
Certamente ottimo e di primo piano. L’Italia può essere battuta solo da se stessa, ma è un ‘nemico’ formidabile, che difficilmente consentirà il sacrificio personale per un risultato collettivo. Di Campioni e uomini veri, come Pietro Terraglia, ne vedo pochi, troppo pochi.
Il surf casting si fa techno-thriller: “Operazione Bull Fish”. Che cos'è ?
Molti lo hanno definito il mio testamento spirituale, a cui ovviamente, spero manchino delle pagine… Però è una bella definizione, perché tutto ciò che il mare e gli uomini mi hanno insegnato, sta lì dentro.E’ un romanzo ambientato negli anni che stanno lì, alle porte, ormai prossimi. Così come sono vicine le urla del mare all’operato degli uomini. Appaiono delle pagine che aiutano a sperare e risorgere, sotto l’aspetto umano ed ambientale, proponendo dei modelli e delle risorse inusuali. Tra questi il surf casting ed il long casting, autentiche perle di una collana ricca di fascino e avventura.
Sandro, dopo oltre 30 anni di surf casting in tutti i mari del mondo, quando scendi in spiaggia la tua attenzione, sin da subito, su che cosa si concentra?
In successione?La forma delle onde, il loro respiro, la distribuzione dei colori, il profilo della riva, l’odore dell’aria.


Vittorio Azzano


Intervista tratta dal sito
www.sabatoseraonline.it

Il romanzo scritto da Sandro Meloni "Operazione BULLFISH"....troverete altre info sul sito di Sandro Meloni www.sandromeloni.it

 

Sandro Meloni è stato il primo ad importare la tecnica del surfcasting in Italia - pioniere di questa disciplina che oggi è divenuta la più diffusa tra le tecniche di pesca, la più discussa e anche la più amata e affascinante.

Sandro Meloni - un uomo un mito

www.sandromeloni.it  dove troverete consigli di pesca e tante altre curiosità e suggerimenti. Troverete tutto.

musica
4 dicembre 2009
Lee Morgan. La vita, la musica e il suo tempo



347 pagine - 2009
Editore: Odoya
Prezzo: 16 euro circa

Primo e unico libro a raccontare la vita e il tempo del jazzista Lee Morgan; una storia che è molto più di una semplice biografia della tumultuosa vita di un musicista di Philadelphia e che si allunga a descrivere il contesto artistico, sociale e politico di un'epoca ricca di contraddizioni, quella a cavallo tra gli anni Cinquanta e i primi Settanta, in America. Il libro delinea il cuore di un uomo nei suoi desideri di riscatto senza indugiare mai su ciò che non è essenziale dire. Dal pesantissimo rapporto con la tossicodipendenza alle contraddittorie condotte personali e artistiche; dalla sua "fuga" da New York - dove gli avevano spaccato tutti i denti - fino al trionfale ritorno nel 1963; dal progressivo avvicinamento alle istanze politiche e sociali della gente nera (cui sono dedicate pagine non banali e ricche di aneddoti e testimonianze) fino alla tragica fine, a 33 anni, allo Slugs' per mano (armata) della compagna, Helen Moore, ripresa in un ruolo ben più profondo della semplice assassina per gelosia.

Recensione tratta da ibs.it


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permalink | inviato da floppy il 4/12/2009 alle 17:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
8 settembre 2009
Ho da proporvi un libro e un disco


Blue Trane
La vita e la musica di John Coltrane
(John Coltrane. His Life and Music.)
575 pagine - novembre 2006
ISBN 88-7521-115-9


Questo libro esce nell’ottantesimo anniversario della nascita di John Coltrane e anticipa le celebrazioni in occasione del quarantesimo della morte. Il più grande sax tenore di tutti i tempi rimane oggi per molti versi una figura ancora misteriosa: ingabbiata nello stereotipo dell’artista geniale e maledetto ma non sufficientemente indagata e compresa. Questa biografia, la prima scritta da un musicista e studioso di jazz, colma un vuoto di cui da più parti si andava denunciando l’anacronismo. Frutto di quindici anni di ricerche d’archivio, interviste con amici e colleghi del musicista, analisi delle partiture musicali, Blue Trane offre il più completo ritratto oggi disponibile di uno straordinario virtuoso e sperimentatore e della sua evoluzione artistica: la gavetta nella big band di Dizzy Gillespie, le collaborazioni con Monk e Miles Davis, la carriera solista e l’affermazione del leggendario quartetto che regalerà al jazz l’opera più innovativa e amata di sempre: A Love Supreme. Con un ampio apparato di fotografie, documenti, spartiti e una cronoligia dettagliata che ricostruisce tutte le esibizioni dal vivo di Coltrane, Blue Trane è una lettura imperdibile per gli amanti del jazz e uno strumento indispensabile per gli studiosi e i professionisti della musica.


Le recensione della stampa:

Gino Castaldo - Venerdì di Repubblica
sovversivo, poetico, musicista, virtuoso.
continua

Giuseppe Montesano - l'Unità
Necessario per capire la storia del jazz.
continua

Elisa Carrara - EuMagazine
Porter ripercorre la carriera artistica di Coltrane e ci mostra un uomo colto, intelligente, raffinato.
leggi altro

Andrea Ferrari - Sagoma - Groove
Definitivo.
leggi altro

Silvia Volpato - Superfly
La biografia più esauriente mai scritta su Coltrane, un libro costato 15 anni di dedizione, che non lascia nessun momento della vita del sassofonista al caso.
leggi altro

Maurizio Principato - Tribe
Un eccellente saggio.
leggi altro

Federico Scoppio - Jam
Non si preoccupi chi è digiuno di teorie musicali e armi musicologiche, ci sono tante altre pagine con cui alleviare la curiosità dello storico, dell'appassionato, del fan, persino di chi ne desidera ricostruire le gesta in base a una serie di interviste alle persone più o meno vicine a lui.
leggi altro

Enrico Bettinello - All About Jazz
Un volume importante e ricchissimo di pregi, assolutamente da avere e rileggere con il tempo, magari per accompagnare l'ascolto delle straordinarie pagine coltraniane.
leggi altro

Gianni Del Savio - Buscadero
Un gran lavoro di accurata ricostruzione dell'evoluzione musicale dell'impareggiabile artista afroamericano.
leggi altro

Luca Orsenigo - Corriere del Ticino
Un libro capace di coniugare la genealogia della famiglia Coltrane prima, con la vita di John dopo e tutte e due con la sua musica, indagata dal di dentro però, strutture compositive comprese, come raramente sanno fare i libri di questo genere.
leggi altro

Giuseppe Montesano - Diario
Blue Trane è molto più che una biografia documentata e filologica, perché è in realtà un libro complesso su Coltrane, che schiude in molti punti una via di comprensione musicale del grande sassofonista mai prima tentata.
leggi altro

Gianmichele Taormina - LaStampa.it
Il libro ve lo lasciamo spulciare, odorare, selezionare, gustare capitolo per capitolo, mentre vi scorre nella mente la play list delle musiche del vostro Coltrane preferito.
leggi altro

Marco Denti - Lettera.com
Dettagliatissimo, ricco di nozioni strettamente musicali, estremamente articolato nell'analisi storica, strumentale e biografica, Blue Trane si pone, senza mezzi termini, l'obiettivo di diventare la più autorevole e completa dissertazione su John Coltrane.
leggi altro

Teo Lorini - Pulp
Un riferimento imprescindibile per i lettori neofiti e per gli appassionati.
leggi altro

Pierluigi Castellano - il manifesto
Porter appare convincente sia nel reperire notizie biografiche che abbiano una fondatezza reale, che nell'esplorare con delicatezza una personalità così complessa, profonda e ardita, e infine nel saper trascrivere e analizzare con estrema competenza le composizioni e le improvvisazioni del genio di Hamlet.
leggi altro

Dario Olivero - Repubblica.it
C'è tutto, ma proprio tutto in quelle 575 pagine.
leggi altro

Gian Mario Maletto - Il Sole 24 Ore
Un testo fondamentale, forse "il" defi­nitivo.
leggi altro

L'espresso
"La mia musica è l'espressione spirituale di quello che sono: la mia fede, il mio sapere, la mia essenza".
leggi altro


Adesso veniamo al disco considerato spirituale di Coltrane: "A Love Supreme"


Questa è la copertina

RIFLESSIONE PERSONALE:
Un consiglio spassionato: per favore, vi prego, compratelo, leggetelo "Blue Trane" leggetelo e rileggetelo ancora se non lo avete capito...perchè in queste 575 pagine c'è scritto tutto, ma proprio tutto sul sommo Maestro John Coltrane.....e se ascolterete anche il disco "A Love Supreme" molto attentamente entrerete in contatto con la spiritualità di Coltrane che Egli col suo sax tenore si libera, mette a nudo tutto se stesso e la sua spiritualità più intima e profonda, andate in camera vostra verso sera dopo che avete finito di cenare, accendete solamente una luce fioca, si, magari una bajour e spegnete tutte le altre luci. Dovrete essere solo Voi e il Sommo Trane, un'atmosfera raccolta, quasi di preghiera, inserite il disco "A Love Supreme" nello stereo e allungatevi sul letto nella penombra. Già dalle prime note del disco vi sembrerà di toccare con mano l'anima di Coltrane, il messia, di ascoltare i battiti del suo cuore e rivolgete un pensiero al cielo verso Dio. Lasciatevi trasportare e vi si apriranno le porte dell'infinito, meditate, meditate su quello che state ascoltando, perchè quello che state ascoltando è l'anima, spiritualità all'ennesima potenza, l'illuminazione.
"Thank you God" .... Grazie Dio ....per tutto questo.....

arte
22 maggio 2009
Roseto, Walter Mauro presenta Miles e Juliette

Copertina del libro di Walter Mauro

Uno dei più originali e influenti musicisti del Novecento, Miles Davis, genio del jazz, visse un’appassionata quanto rapida storia d’amore con la cantante e attrice francese Juliette Greco, musa degli esistenzialisti. Walter Mauro, esperto critico letterario innamorato del jazz,

musicista lui stesso, ha deciso di raccontarla. Esordisce così nella narrativa pura con un romanzo, Miles e Juliette, che affascina e commuove. Giochi di mani e di sguardi, dentro una Parigi attraversata da irripetibili venti filosofici e letterari, tra Apollinaire e Ungaretti, tra Sartre e Prévert. Il volume sarà presentato venerdì 22 maggio alle ore 18.00 presso il Salone della Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, dallo stesso autore che è tra i giurati del Premio “Città delle Rose” per la saggistica edita.

Miles e Juliette si incontrano: “La vide lì, nella penombra della sala delle prove, seduta in prima fila ad ascoltare i suoni e il monologo di quella tromba irripetibile, e scattò in lui qualcosa di antico, di arcaico, una religione della bellezza che accoglieva in sé la più ampia gamma di rituali che potesse immaginare, lui che veniva da un paese razzista, che insegnava il disprezzo dell’altro da sé, del colore diverso. Juliette aveva una pelle di un biancore assoluto, totale, invadente, che sfrecciava ovunque, lungo quel corpo statuario rannicchiato su una sedia ad ascoltare rapita il monologo”.

Walter Mauro, con incredibile competenza storica e musicale e inattesa verve romanzesca, insegue Miles e Juliette nell’intensa passione che li avvicina e li ossessiona, tra la capitale francese e una vivacissima ma anche malinconica New York. Le pagine di Miles e Juliette, arricchite da bellissime fotografie, sono accese da un carico di sensualità e mistero, dalla scia luminosa che lasciano il talento e la passione artistica. Un romanzo di musica e d’amore, a ritmo di blues, di jazz e di poesia, con l’apparizione di volti eccezionali, da Duke Ellington a Simone de Beauvoir, in luoghi magici, Saint-Germain-des-Prés o Manhattan, e una passione vitale che tiene vivi i sogni.

Walter Mauro, nato a Roma nel 1925, è tra i più noti esponenti della critica militante musicale e letteraria ed è sovrintendente della società “Dante Alighieri”. Allievo di Ungaretti si è occupato, con monografie critiche, di numerosi autori italiani e stranieri, come Sciascia, Alvaro, Fenoglio, Baldwin, Gramsci, Dante, Sartre. In collaborazione con Elena Clementelli ha pubblicato tre antologie dedicate al Blues, agli Spirituals e Work Songs. È autore anche di Storia dei neri d’America (Newton & Compton), Storia del jazz (Newton & Compton), Il Blues e l’America nera (Garzanti), Jazz e universo negro (Rizzoli) e Louis Armstrong, il re del jazz (Ed. Rusconi).

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Visualizzazione ingrandita della mappa --------------------------------- Il jazz è molto più di una semplice forma musicale....il jazz è arte, cultura, conoscenza (me stesso) ----------- Miles Davis was the "Picasso of Jazz," reinventing himself and his sound endlessly in his musical quest. He was an artist that defied (and despised) categorization, yet he was the forerunner and innovator of many distinct and important musical movements. ----------- Il pugilato è come il jazz: più è buono e meno la gente l'apprezza. ~ George Foreman ----------- l'arte è espressione di sè. Se stai esprimendo la personalità di qualcun altro non è arte. Bennie Wallace ----------- L'improvvisazione è l'abilità di parlare a se stessi Cecil Taylor ----------- Il jazz è quel genere musicale che può assorbire un sacco di cose ed essere ancora jazz. Sonny Rollins ----------- AFORISMI DI MILES DAVIS: Prima lascia che io lo suoni, poi più tardi te lo spiegherò. La musica è diventata densa. Mi danno dei pezzi pieni d'accordi e io non li so suonare. Nel jazz sta prendendo piede una tendenza ad allontanarsi dal giro convenzionale degli accordi, e una rinnovata enfasi delle varizioni melodiche e armoniche. La musica e la vita sono solo questioni di stile. Non temere gli errori. Non ce ne sono. Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è. È stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C'è e non mi faccio domande. Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori? Un mito è un vecchio col bastone che viene ricordato per quello che faceva una volta. Io lo sto ancora facendo. Non esistono note sbagliate. ----------- Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai. Louis Armstrong ----------- In genere, il jazz è sempre stato simile al tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia. Duke Ellington ----------- Il jazz non è morto, ha solo un odore un po' curioso. Frank Zappa ----------- La musica è la tua propria esperienza,i tuoi pensieri,la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà MAI fuori dal tuo strumento Charlie Parker ----------- Il Jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata in ogni serata, ma sempre in modo diverso. Ornette Coleman ----------- Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato John Coltrane ----------- Devi amare per poter suonare. Louis Amstrong ----------- Suona , suona sempre anche senza strumento. Lee Koniz ----------- Un giovane sassofonista si lamentava con me del fatto che ascoltare Coleman Hawkins lo innervosiva. Gli ho risposto: "Coleman Hawkins deve renderti nervoso! Hawkins ha innervosito tutti i sassofonisti degli ultimi quarant'anni!". Cannonball Adderley ----------- "Il sassofono non è solo qualcosa in cui soffiare; esso è qualcosa con cui cantare" Paul Brodie ----------- Mi voltai e c'era Bird, conciato peggio di una merda, con la faccia gonfia, gli occhi arrossati e l'aria di aver dormito nei suoi vestiti spiegazzati per giorni. Ma era fico, con quell'aria hip che gli riusciva di avere anche quando era ubriaco e drogato Miles Davis ----------- La musica lava via la polvere della vita quotidiana Art Blakey ----------- Il jazz è conosciuto in tutto il mondo come una forma d'arte musicale americana e così è. Niente America, niente jazz. Ho visto persone cercare di collegarlo ad altri paesi, per esempio all'Africa, ma non ha niente a che fare con l'Africa. Art Blakey ----------- Ci ho messo tutta la vita ad imparare cosa non si deve suonare. dizzy Gillespie ----------- Il blues non serve a far stare meglio te,serve a far star peggio ki ti ascolta!!! Gengive sanguinanti Murphy- Simpson - Lisa sogna il Blues ----------- se gradite uno strumento che canta,suonate il sassofono.relativamente è come la voce umana. Stan Getz ----------- "Come nuovo, uno dei migliori fegati contemporanei. A bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute". paul desmond il giorno in cui gli diagnosticarono un tumore al polmone ----------- "e in culo anche il jazz" Novecento A. Baricco ----------- "io non sono quello che faccio, faccio quello che sono". Miles Davis ----------- "la vita senza la musica sarebbe un errore, ma anche la musica senza la vita sarebbe un errore!" Wayne Shorter ----------- L'unica rabbia che posso provare è verso di me, quando non riesco a suonare quello che voglio (J. Coltrane) ----------- 'Play it in the key of your soul' "Suonala nella chiave della tua Anima" Charles Mingus ----------- "Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un'espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C'è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra" John Coltrane -----------

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Questo blog lo dedico alla memoria
di Fausto Papetti, scomparso nel 1999
nella quasi indifferenza. Eppure è stato
e rimarrà sempre il più grande
sassofonista che abbiamo avuto in Italia
e che pochi hanno saputo apprezzare,
specialmente le nuove generazioni.










 



 


























 

 

 

 



 


 

 

 

 

 




























 



























 

 






































IL CANNOCCHIALE