.
Annunci online

floppy
Tu che oggi parli male di me ... Ieri sparlavi degli altri .... Minkia, si veru infami
arte
10 settembre 2010
La pesca nell'antichità

L' "Halieutica" è il più antico poema dedicato alla pesca che ci è dato conoscere suddiviso in cinque atti scritto da Oppiano.

All'epoca la pesca era suddivisa in quattro tipi:  la pesca con l’amo, con la rete, con la nassa e con la fiocina.

La pesca con l'amo era esercitata anche per diporto. Veniva praticata applicando l'amo ad un filo di lino, di crini di cavallo o di peli di maiale, prediligendo il colore bianco o neutro. Sul filo prima dell'amo erano inseriti un galleggiante e un peso. Per quanto riguarda le esche si utilizzavano insetti per i pesci di piccola taglia mentre per pescare pesci di taglia superiore si utilizzavano pesci più piccoli. Venivano utilizzate anche esche artificiali composte da piume o da pezzetti di lana rossa. L'estremità del filo era tenuta con la mano o applicata ad un'asta in canna, legno o metallo.

Nella pesca con la rete erano impiegate reti di vario tipo. Tra queste si utilizzava una rete corrispondente all'odierno giacco, che aveva la forma di imbuto, con pesi posti all'estremità e corda centrale e veniva lanciata sull'acqua. Un'altro tipo di rete è la sagena o rete verticale da pesca, utilizzata come l'odierno tramaglio. Essa era di forma rettangolare e veniva trascinata, così da formare una sacca entro cui erano intrappolati i pesci.

Per quanto riguarda la pesca con la nassa, quest'ultima veniva realizzata in vimini e di forma e congegno del tutto simili agli odierni. La nassa era consigliata in presenza di fondale roccioso o ricchi di vegetazione.

La pesca con la fiocina o con il tridente richiedeva invece una certa abilità ed era utilizzata per i pesci di grossa taglia. Nella forma più comune la punta centrale del tridente risultava sopraelevata mentre quelle laterali potevano essere perfettamente verticali od oblique. All’estremità dell’immanicatura dello strumento poteva essere inoltre fissata una corda per aumentarne la gittata.

Per catturare ad esempio i pesci che solitamente vivono nascosti in anfratti veniva creato un nascondiglio artificiale calando sul fondo una fascina fermata da pietre. I pesci così attirati erano poi presi con la pesca all’amo.
Oltre a queste, gli autori antichi talvolta consigliano altre pratiche di pesca, legate maggiormente a credenze o superstizioni, come quella che voleva i pesci attratti dalla musica, per cui si poteva ricorrere anche al suono degli strumenti ed al canto

 

CULTURA
3 novembre 2009
Bitches Brew
Volevate un libro sul jazz elettrico? Eccovi serviti...

Bitches Brew

Genesi del capolavoro di Miles Davis

Veniero Rizzardi, Enrico Merlin



Prezzo  35 euro
Editore  Il saggiatore
Pagine   224

19 agosto 1969. Mentre si ripulivano i prati di Woodstock, Miles Davis portò in studio un'"orchestra" senza precedenti: tredici solisti con chitarre e tastiere elettriche, quattro percussionisti, un clarinetto basso, un sax soprano. Con qualche appunto sulla carta e dopo solo una serata di prove, in tre mattine si registrò un disco la cui portata storica fu subito chiara. Fin dalla sua pubblicazione, "Bitches Brew" ridefinì il campo della musica contemporanea e influenzò intere generazioni di musicisti e di ascoltatori. Era ancora "jazz"? Molti parlavano del capostipite di un nuovo genere musicale che fondeva le sottigliezze improvvisative del jazz con l'energia del rock. Ma la vera, inaudita novità stava nelle proporzioni, nel respiro formale di brani insolitamente estesi per venti e più minuti, frutto di un sapientissimo lavoro di postproduzione. Visionario, psichedelico, progettato come un'opera musicale innovativa e allo stesso tempo pianificato come un grande successo commerciale, "Bitches Brew" fu il risultato di una serie di esperimenti durati alcuni anni, durante i quali la visione artistica di Miles entrò in una fruttuosa tensione con gli interessi del suo editore, ma potè contare sempre sulla sottile mediazione del produttore-compositore Teo Macero. Consultando per la prima volta un corposo materiale d'archivio, e grazie all'accesso ai nastri di lavoro conservati presso la Columbia, Enrico Merlin e Veniero Rizzardi ricostruiscono la genesi dell'album.

Sito Ufficiale di Miles Davis 
www.milesdavis.com

IL LIBRO E' ACQUISTABILE ON LINE IN 1 GIORNO LAVORATIVO PRESSO IL SITO DELLA FELTRINELLI 
www.lafeltrinelli.it

CULTURA
4 luglio 2009
Free Jazz. Black Power


Free Jazz / Black Power si presenta nel panorama della critica jazz come lo strumento di comprensione di una delle più importanti correnti musicali nero-americane, offrendoci altresì una disamina dell'intero jazz dal 'punto di vista nero'. Il jazz è visto come espressione 'del bisogno del Nero di porsi al centro di una sua propria manifestazione, di assurgere a soggetto della sua storia'. E, così, come la storia del Nero-americano è un'alternanza di sottomissioni e di rivolte, di comprensione intellettuale e di conservazione sotterranea di una cultura autoctona, di resistenza all'ambiente estraneo e di una acculturazione necessaria per sopravvivere, così il jazz appare come lo specchio di tali contraddizioni attraverso un'alternanza di sfruttamento economico e di orgogliosa ripulsa di facili edonismi, fino a configurarsi come 'contestazione globale dei valori culturali della civiltà occidentale e come costruzione di una musica afroamericana specifica e attività musicale in funzione di arte rivoluzionaria'.

Il libro è in vendita nelle librerie a circa 14 euro.


N.B.: Nella homepage a destra ho inserito 2 libri consultabili direttamente dal mio blog sfogliandoli pagina per pagina. Questo sempre grazie a "Google Libri".
I libri sono:
1) Guida al Jazz , gli autori e le musiche dal bebop alla creative music
2) Malcolm X : rifiuto, sfida, messaggio

Spero siano di Vostro piacimento. Buona lettura....


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cultura libri Malcolm X Black Power Free jazz

permalink | inviato da floppy il 4/7/2009 alle 6:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
2 luglio 2009
Con "Google Libri" potete leggere on line tutti i libri che volete

Forse non tutti hanno fatto caso a "Google Libri", un motore di ricerca di Google per quanto riguarda i libri di qualsiasi genere e lingua consultabili on line.

La visualizzazione completa è solo per alcuni libri, per gli altri per esempio se un libro a 300 pagine ne farà visualizzare circa 220 pagine approssimativamente.

Tempo fa questo servizio permetteva anche di scaricare in formato pdf i libri, mentre ultimamente hanno tolto questa funzione, forse perchè le case editrici si sono lamentate.

C'è anche la possibilità di votare con le stellette il libro, lasciare recensioni e commenti.

Per esempio a questo indirizzo potrete leggere on line l'interessantissimo libro "Guida al jazz" di Paolo Vitolo e Daniel Soutif.


Questo invece è il link del motore di ricerca:
http://books.google.it/bkshp?hl=it&tab=wp


 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Google Libri libri cultura

permalink | inviato da floppy il 2/7/2009 alle 4:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
spettacoli
16 maggio 2009
All’interno della Notte dei Musei: “Jazz and Wine”


Torna il 16 maggio per la sua quinta edizione, la “Notte dei Musei”. Circa duemila musei in giro per l’Europa resteranno aperti fino a tarda notte per accogliere i visitatori e ad attendere appassionati e curiosi. Per l’occasione la cooperativa Oikos  all’interno del Polo Museale di Palazzo De Castellotti di Offida propone spettacoli musicali, visite guidate e degustazioni tutto in una Notte.

Ad aprire la “Notte dei Musei”, tre eventi in uno. Patrocinato dal Comune d’Offida in collaborazione con la cooperativa Oikos: “Jazz e Wine”. Alla sua prima edizione la manifestazione propone un evento conviviale che contemporaneamente valorizzi i propri “talenti”in un susseguirsi di visite guidate, degustazioni e session jazz.

A farla da padrona  nel tempo di una notte,  la passione per il territorio nelle sue molteplici sfaccettature. I visitatori dalle 21 alle ore 24 avranno la possibilità di un percorso all’interno del gusto enologico, culinario e culturale soprattutto.

Il territorio che viviamo offre innumerevoli risorse, l’impegno della cooperativa Oikos sta nella valorizzazione e nella promozione di un sistema culturale nuovo, una sinergia coerente fra quanto abbiamo di più prezioso ed il pubblico.  Il tempo della “Notte dei Musei” mette in campo queste sinergie fra Enti, territorio e visitatori. A  garantire l’eccellenza enologica dei vini piceni, la presenza dell’associazione regionale dei produttori vitivinicoli la “Vinea”, la “ Cantina d’Offida” e la cantina “Collevite”. Nella settecentesca location di Palazzo De Castellotti, che dopo il restauro del 1997 ospita tutte le collezioni civiche offidane sarà quindi possibile degustare le tipicità del territorio.

A fare da sottofondo musicale la jam session  del “Giacinto Cistola Trio” scelta per l’occasione proprio perché la jam session è più di un semplice concerto, ma rappresenta soprattutto un momento d’incontro. Esistono solo le tracce di quello che si produrrà ed una serie di accordi, il resto è lasciato all’improvvisazione e alla bravura dei musicisti che esprimono l’arte musicale attraverso la passione e l’interazione con il pubblico.

Questo rende l’appuntamento con “Jazz and Wine”, un momento unico ed irripetibile di divertenti divagazioni, ma anche di standard intramontabili della storia del Jazz.

Un’importante occasione di fruizione e promozione del patrimonio culturale. Duemila musei in tutta Europa resteranno aperti fino a tarda ora, per accogliere e permettere la fruizione degli spazi anche a chi non riesce a farlo nel normale orario di visita. Il Museo offidano non poteva  certo fare eccezione.

Un lungo percorso, occasione da non perdere per ascoltare, degustare ed immergersi nell’esperienza museale tutto in una notte.

L’ingresso al museo, come le degustazioni e la session live sono gratuite.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. spettacoli jazz musei cultura

permalink | inviato da floppy il 16/5/2009 alle 18:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
19 marzo 2009
IL SECOLO DEL JAZZ . ARTE, CINEMA, MUSICA E FOTOGRAFIA DA PICASSO A BASQUIAT
Un magnifico volume che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato di jazz.



Il volume apre un approfondito dibattito critico su uno degli intrecci epocali più curiosi e interessanti del XX secolo: il jazz non fu infatti solo uno straordinario genere musicale, che rivoluzionò i canoni tradizionali della musica, ma rappresentò anche un nuovo modo d'essere della società del '900 e un fenomeno che influenzò profondamente la storia artistica del secolo scorso. Nata nei primi anni del Novecento, questa musica ibrida lo ha attraversato, accompagnando, ogni aspetto della cultura mondiale con i suoi ritmi e i suoi suoni. "Il Secolo del Jazz" vuole proporre una lettura pluridisciplinare di questa complessa vicenda, illustrando come la colonna sonora del jazz abbia improntato tutte le altre arti, dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla letteratura, senza dimenticare, naturalmente, la grafica o il fumetto.

Editore: SKIRA
Pubblicazione: 11/2008
Numero di pagine: 450
Prezzo: € 75,00


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. libri il secolo del jazz cultura jazz

permalink | inviato da floppy il 19/3/2009 alle 21:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
3 settembre 2007
Wynton Marsalis (& family)

 Marsalis è stato colui che ha scoperto per primo il talento di Francesco Cafiso e che lo portò ad esibirsi insieme a Lui quando Francesco aveva ancora 12 anni, in giro per il mondo.

Wynton Marsalis (18 ottobre, 1961) è un trombettista jazz e compositore statunitense.


 Biografia
Senza ombra di dubbio Wynton Marsalis è il jazzista più famoso degli ultimi tempi. Salito alla ribalta durante gli anni Ottanta con il movimento degli "Young Lions" si è subito imposto all'attenzione di critici e case discografiche con il suo quintetto che si ispirava a quello di Miles Davis della metà degli anni Settanta. Cresciuto musicalmente a New Orleans, tra esperienze scolastiche e insegnanti di tromba, fino a diciotto anni, si trasferisce subito dopo a New York per studiare musica. Nella Big Apple viene subito notato dal batterista Art Blakey che lo fa entrare nei Jazz Messengers. Nel 1981 lo chiama il pianista Herbie Hancock e lo porta in tournèe con il suo quartetto. Marsalis diventa famoso. Un anno dopo forma un quintetto e gira per il mondo facendo conoscere il suo jazz. Riscuoterà un successo inaudito: a ventidue anni è il jazzista più famoso del momento. Riceve numerosi premi tra cui il Grammy Award come miglior trombettista jazz e di classica e si piazza al primo posto nella classifica della rivista jazz "Down beat". Sull'onda del successo incide una serie di ottimi album come Think of One (al sax c'è il fratello Branford Marsalis) e J Mood. Nel 1985 scioglie il quintetto e in poco tempo forma un nuovo gruppo composto da sette musicisti. La fase musicale di derivazione davisiana è terminata, con il nuovo gruppo esplora altri territori musicali, vicini a quelli del compositore Duke Ellington. Nel 1995 passa a dirigere l'orchestra del Lincoln Center di New York e porta con sé alcuni musicisti del settetto. Nel 1997 realizza Blood on the Field, una lunga composizione in chiave jazz che trae ispirazione dal lavoro degli afroamericani nei campi di cotone ai tempi della deportazione dall'Africa. Con questa opera vince il premio Pulitzer. Il successo che ne consegue è stellare. Nel 1999 tiene un famoso set di concerti al Village Vanguard, jazz club di New York, che riporta in un cofanetto di sette cd. Oggi, famoso più che mai, ha scritto le musiche per la colonna sonora del film dedicato al grande pugile di colore Jack Johnson. Prima di lui un altro grande trombettista, Miles Davis, aveva dedicato un disco al mitico pugile.


 

Nella foto sopra Wynton Marsalis

Home page ufficiale di Winton Marsalis

Sito ufficiale di Wynton Marsalis

Sito ufficiale del fratello maggiore di Wynton Marsalis

Sito ufficiale di Ellis Marsalis


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. biografie jazz arte cultura

permalink | inviato da floppy il 3/9/2007 alle 17:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
31 agosto 2007
IAIN BALLAMY

 CREDETEMI: SONO UN JAZZISTA (QUASI) SERIO




Dopo vent’anni di carriera, ha deciso di tirare fuori le sue credenziali jazzistiche con il suo ultimo lavoro, “More Jazz”, appena uscito per la Basho: un disco che dimostra come Ballamy sia anche un sassofonista mainstream di primissimo ordine.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. artisti musica jazz arte cultura

permalink | inviato da floppy il 31/8/2007 alle 20:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
22 agosto 2007
Frank Sinatra




Frank Sinatra , nome d'arte di Francis Albert Sinatra (Hoboken, New Jersey, 12 dicembre 1915 – Los Angeles, 14 maggio 1998) è stato un cantante e attore statunitense.

Considerato il più grande degli interpreti di tutti i tempi, ed il più celebre crooner, era noto con il soprannome di The Voice. Personaggio importante e carismatico dell'intrattenimento americano e mondiale, è stato collocato al primo posto fra le personalità dello spettacolo del XX secolo in una speciale classifica stilata nel 2000. La sua carriera ha spaziato per quasi 70 anni, dai primi anni '30 al 1995.


 La famiglia e infanzia
Nato da una famiglia italo-americana. Il padre Anthony Martin (1894-1969) è un pugile siciliano, originario di Lercara Friddi, nei pressi di Palermo emigrato negli Usa con la sua famiglia quando aveva solo 1 anno, mentre la madre, nativa di Rossi di Lumarzo, nell'entroterra della Riviera ligure di Levante, è Natalina Garaventa (1896-1977), una forte donna casalinga dagli occhi blu, divenuta poi influente quando impegnatasi in politica acquisisce credibilità coi voti degli emigranti liguri nei Democratici del North Jersey.

 Frank con la madre di origini liguri, Dolly Garaventa, 1973 cca.La madre di carattere focoso e tempestoso, soprannominata Dolly, aveva una base di elettori su cui poteva contare, di circa 650 votanti tra amici e parenti, tutti emigranti, che la supportavano politicamente in ogni occasione. La sua posizione influente ed il suo carattere carismatico risoluto le permetteva di tener testa a molti politici locali; riuscì persino a far assumere il marito che aveva avuto solo pochi lavori saltuari alla caserma dei pompieri Hoboken Fire Department, ed alcuni anni dopo lo fece addirittura promuovere a sua insaputa come capitano di una squadra di Vigili del Fuoco: telefonò alla caserma chiedendo di parlare al Capitano Sinatra, tra le risate dei colleghi, ma il marito e gli altri rimasero non poco sorpresi quando capirono cosa era successo. Il 12 dicembre 1915 nasce il suo unico figlio con un parto molto travagliato nel quale il piccolo Francis rischia seriamente di perdere la vita ricevendo tra l'altro i segni che si porterà sino alla morte: il dottore nel tentativo di salvare il piccolo lo estrae violentemente dall'utero con il forcipe che gli procura le cicatrici sul lato sinistro del collo, cicatrici che gli resteranno sempre evidenti. Dopo soli sei mesi di vita Dolly affida il piccolo Francis alla madre perché impegnata in una fabbrica di cioccolato; diviene talmente esperta in questo campo che le viene proposta una promozione con trasferimento in uno stabilimento a Parigi per dirigere una linea di produzione ed istruire gli impiegati locali. Frank non fu mai un bambino problematico, non era un monello, non si mise mai nei guai e mai vide la galera in gioventù, era un ragazzino solitario, passava le ore in casa a guardare le stelle ed era sempre ben vestito e curato. Aveva tanti vestiti che a volte era preso in giro dai ragazzi del suo quartiere di Hoboken. In realtà la sua famiglia non era in ambasce economiche come vuole la leggenda, ma era una tranquilla famiglia borghese della classe media, specialmente dall'età di 5 anni (da quando il padre fu promosso) in poi Francis visse tranquillamente senza problemi economici nella ampia e confortevole abitazione al numero 415 di Monroe St. a Hoboken. La madre non era la tipica mamma italiana che gli americani si aspettavano, non era una madre che esigeva obbedienza e che curava solo il lato alimentare del ragazzo, ma viceversa era molto confidente ed aperta, a differenza del padre, stimolava intellettualmente molto il ragazzo, sognava che divenisse un giorno un ingegnere aeronautico. Quando scoprì le foto di Bing Crosby appese al muro si arrabbiò non poco ma poi quando capì che non c'era nulla da fare per fargli cambiare idea, lo supportò ed incoraggiò a cantare.


 Primi anni e primo ciclo di successi 
Frank Sinatra decise di diventare un cantante dopo essere diventato appunto un ammiratore di Bing Crosby che ascoltava spesso alla radio. Iniziò a cantare in piccoli locali del New Jersey, intorno al 1932, facendosi notare dal trombettista Harry James.

Nel 1935 costituì il suo primo gruppo, gli Hoboken Four, con il quale vinse nello stesso anno il concorso per giovani talenti emergenti organizzato dal Radio Major Bowes' Amateur Hour. Si esibiva in una ventina di spettacoli alla settimana, gli introiti totali erano di solamente 70 cents per 7 giorni. Nel 1938 Sinatra arrivò al Rustic Cabin, un saloon che trasmetteva spettacoli dal vivo nella Dance Parade di New York. Fu assunto come intrattenitore ufficiale del locale.

Nel novembre di quell'anno venne arrestato e trattenuto per diversi giorni con l'accusa di molestie, nei confronti di una ragazza che sarebbe divenuta la sua futura prima moglie, Nancy Barbato.

Dopo una breve ma intensa collaborazione con l'orchestra di Harry James, con cui, nell' estate del 1939 Sinatra registrò la sua prima canzone, All Or Nothing At All, nel 1940 si unì all'orchestra di Tommy Dorsey, grazie alla quale divenne famoso come cantante. Piaceva molto ai giovanissimi, un pubblico completamente nuovo per la musica leggera, che fino ad allora si era rivolta soprattutto agli adulti. In pratica, Frank Sinatra fu il primo teen idol, un idolo per gli adolescenti.

Dopo un'esperienza nell'esercito statunitense, come intrattenitore delle truppe, tra il 1941 e il 1942, durante la seconda guerra mondiale ritornò a cantare. Proprio nel 1942 lasciò la band di Tommy Dorsey, e siglò un contratto con la Columbia Records; conobbe un enorme successo e, a cavallo tra il 1943 e il 1944 entrò ben 23 volte nella top ten delle classifiche americane. Ben presto venne considerato il più grande cantante statunitense dopo Bing Crosby, il suo idolo giovanile.

 Sinatra alla radio, nel 1943In questo periodo si afferma come "The Voice" (semplicemente "la Voce"), un soprannome prestigioso riconosciuto in tutto il mondo. Altri suoi soprannomi meno noti, almeno fuori dagli Stati Uniti, erano "Ol' Blue Eyes" (vecchi occhi azzurri), "Swoonatra" (da to swoon = svenire, per l'effetto che aveva sulle ammiratrici) o "Chairman of the Board (of Show-Business)" (il presidente del consiglio di amministrazione dello spettacolo). Nel 1944 esordisce al cinema con Higher and higher; l'anno dopo è in Due marinai e una ragazza (Anchors aweigh), accanto a Gene Kelly, che gli insegnerà a ballare. Negli stessi anni è la voce più popolare anche alla radio. Nel 1946 viene invitato ad un gala-party all'Avana, sull'isola di Cuba; in quell'occasione sembra siano nati i suoi oscuri rapporti con la mafia, di cui si parlerà in seguito.

Tra il 1947 e il 1948 lavora senza sosta a New York City, al Madison Square Garden, al Waldorf Astoria, e al Capitol Theater. Il 13 ottobre 1947 a Hoboken, nel New Jersey, venne istituito il Frank Sinatra Day. Nel 1949 è interprete assieme a Gene Kelly, Kathryn Grayson e Betty Garrett, di Un giorno a New York (On the town), film di enorme successo, che ad oggi è considerato uno dei migliori musical della storia del cinema.


 La crisi
Nel 1950 la scadenza del contratto cinematografico con Louis B. Mayer venne a fargli mancare una parte consistente del suo reddito. Sinatra dovette allora cercare quante più scritture possibili come cantante, e si vide costretto ad accettare anche ingaggi-capestro, come quello al Copacabana Club di New York che prevedeva ben tre concerti per sera: all’inizio fu un grande successo, ma in seguito questo produsse degli effetti deleteri sulle sue performances e sul suo stato generale di salute, tanto che una sera, all’inizio del suo terzo show, la sua voce collassò: una emorragia sottomucosa aveva messo fuori uso le sue corde vocali, e subito cominciò a correre la voce che Sinatra come cantante era finito per sempre.

A dispetto di queste voci messe in giro nell’ambiente, la guarigione arrivò presto e nello stesso anno vi fu una splendida esibizione al Palladium di Londra; nei successivi due anni riprese ad incidere e prese parte a due films: Quei dannati quattrini (Double Dynamite) e Lasciami sognare (Meet Danny Wilson). Purtroppo nessuno prestò grande attenzione a queste due pellicole, perché ebbero un pessimo risultato al botteghino e anche perché intanto era venuto a mancare il supporto sia della MCA, sua agenzia da molti anni, sia della Columbia Records, che aveva lasciato scadere il contratto. A tutto ciò si aggiunse la persecuzione da parte dell’ufficio delle imposte americano, che chiedeva il recupero di arretrati non pagati.

In campo sentimentale, la sua burrascosa relazione con Ava Gardner lo aveva messo in serie difficoltà, i continui litigi durante la tournée che lo aveva portato per tre mesi in Europa, toccando anche Roma e Napoli, avevano alimentato il gossip delle riviste specializzate, e lo stress lo aveva portato più di una volta a tentativi di suicidio.


 Il rilancio
Snobbato dalle grandi case discografiche tipo RCA o Decca, venne scritturato dalla Capitol Records, che aveva allevato artisti come Nat King Cole, Peggy Lee e Stan Kenton. Il 14 marzo 1953 firmò quello che sembrava un contratto per sette anni, ma in realtà si trattava di un contratto per un anno con sei opzioni annuali di rinnovo. Nelle condizioni in cui versava in quel momento, si trattava di un’offerta abbastanza generosa, e Frank decise di accettare.

Alan Livingston – l’allora vice direttore vendite della Capitol – fu uno degli artefici dell'ingresso di Frank Sinatra nella scuderia, e altre due persone si proposero di curare l'operazione-Sinatra: Dave Dexter e Voyle Gilmore. Il primo si offrì come produttore, ma la scelta dell’artista ricadde sull’altro. Dexter rivelò il motivo di questa scelta solo qualche anno più tardi: Sinatra non aveva dimenticato una recensione negativa, da lui firmata sulla rivista Downbeat, di un suo vecchio disco uscito sotto etichetta Columbia.

Come arrangiatore fu scelto Nelson Riddle, un emergente che aveva già firmato numerosi successi di Nat King Cole, quali ad esempio Mona Lisa e Unforgettable. Ma Sinatra, nell’intento di ricreare l’atmosfera dei suoi hits con la Columbia, desiderò richiamare il suo amico Axel Stordahl a dirigere l’orchestra che lo avrebbe accompagnato. Il 2 aprile 1953, con un’orchestra di 20 elementi, vennero incisi quattro brani. Uno di essi, I'm walking behind you, entrò subito in classifica e vi stazionò 10 settimane arrivando al settimo posto.

Per le successive incisioni, e contro le insistenze della Capitol che voleva ancora imporre Riddle come arrangiatore, Sinatra scelse Billy May, un artista che non utilizzava archi, ma solo una big band di fiati (otto tromboni, cinque sax più la sezione ritmica di 4 elementi) che gli diede l’opportunità di sfoderare il suo potente senso dello swing. South of the Border fu il brano che entusiasmò il pubblico con questo nuovo stile.

I've got the world on a string fu la prima canzone ad uscire con il nome di Nelson Riddle come direttore d’orchestra. Frank si convinse finalmente a utilizzare Riddle come arangiatore, quando Axel Stordahl si trasferì a New York per lavorare con Eddie Fisher.

In quegli anni, accanto al fragile 78 giri di lacca, l'industria discografica cominciava a proporre il più moderno microsolco, e fu proprio grazie a questo supporto che avvenne il grande rilancio discografico di Sinatra. Il LP Songs For Young Lovers, che aveva allora un diametro di 25 cm. e conteneva otto brani, è considerato il primo esempio di concept album, cioè di raccolta di brani aventi un tema comune, e fu un enorme successo sia per il cantante, sia per il nuovo formato che fino a quel momento era stato accolto con indifferenza dai consumatori.

A questo album fecero seguito molti altri, e quasi tutti si presentavano come raccolte di brani aventi uno stile e un argomento comune. Tutti furono grandissimi successi commerciali, e anche dal punto di vista della critica, ancora oggi gli album incisi da Sinatra per la Capitol sono considerati quelli meglio riusciti artisticamente.

 Frank Sinatra (a destra) sul set de "The Manchurian Candidate", sulla sinistra l'attore Laurence Harvey, 1962Sinatra bussò ancora alla porta del cinema, usando ogni possibile mezzo per ottenere il ruolo di Angelo Maggio nel film Da qui all'eternità del 1953, accontentandosi di una paga di soli mille dollari alla settimana. La pellicola segnò il grande ritorno alla celebrità per Sinatra, che vinse l'Oscar come miglior attore non protagonista nel 1954. Il successo cinematografico gli fece ottenere un nuovo contratto con l'agenzia William Morris, e rilanciò anche la sua carriera di cantante.

Nel 1955 sfiorò il secondo premio oscar, per il quale ottenne una nomination, grazie alla sua intensa interpretazione di un drogato nel film di Otto Preminger "L'uomo dal braccio d'oro". Due anni dopo, nel, 1957 ottenne un altro grande successo con "Pal Joey", dove recitava a fianco di Rita Hayworth e Kim Novak, in cui canta un suo grande successo, The lady is a tramp.


 Il "Rat Pack" 
 Frank Sinatra nel 1960 con l'ex first lady Eleanor RooseveltDurante gli anni cinquanta e sessanta Sinatra lavorò molto a Las Vegas. A quel periodo risale la formazione del Rat Pack: un gruppo di amici, che "accidentalmente" erano anche famosi uomini di spettacolo. Oltre a Sinatra, facevano parte del gruppo Dean Martin (il miglior amico di Sinatra), Sammy Davis Jr., Peter Lawford e Joey Bishop a cui, saltuariamente, si univa anche l'attrice Shirley MacLaine. Il Rat Pack divenne celebre grazie al film Colpo grosso (Ocean's eleven), che racconta di una rapina in un casinò di Las Vegas, e di cui verrà girato un remake nel 2001.

Sinatra e gli altri membri del Rat Pack giocarono un ruolo importante nella lotta alla segregazione razziale negli alberghi e casinò del Nevada, evitando di frequentare quelli che si rifiutavano di servire Sammy Davis Jr. in quanto nero. Vista la popolarità del gruppo, molti locali adottarono un atteggiamento più tollerante, pur di poter vantare la presenza di ospiti così celebri.

Nel 1960 Frank Sinatra era ormai una star, e poteva permettersi di fondare la propria etichetta, la Reprise Records. Indicando ad un amico la Capitol Tower, la sede della Capitol Records, disse «La vedi? Io li ho aiutati a costruirla. Adesso è ora di costruirne una mia». L'aneddoto potrebbe essere vero, ma la torre della Capitol era già stata costruita quando Sinatra venne ingaggiato, e i cronisti sanno che il vero artefice della fortuna commerciale della Capitol non fu tanto Sinatra quanto Nat King Cole.

 Ospite alla Casa Bianca, tra Giulio Andreotti e Richard Nixon, 1973Come già accennato, Sinatra fu spesso accusato di essere coinvolto con la mafia, che lo avrebbe aiutato a fare carriera. J. Edgar Hoover, leggendario direttore dell'FBI, sospettò Sinatra per anni, al punto che il fascicolo su di lui arrivò a 2.403 pagine. Sinatra negò sempre pubblicamente le accuse, anche durante un processo del 1981 nel quale venne chiamato a testimoniare, e non fu mai incriminato per reati di tipo mafioso.


 La seconda giovinezza 
Tra il 1965 e il 1969 apparve in molti special televisivi, dove cantò in coppia con la figlia Nancy, Ella Fitzgerald, il cantante e compositore brasiliano Antonio Carlos Jobim, The Fifth Dimension e Diannah Carroll, e, nel 1971 si esibì al Royal Festival Hall di Londra, davanti alla principessa di Monaco Grace Kelly, sua vecchia partner in High Society.

Successivamente al primo ritiro dalle scene, nel 1971, dovuto ad un esaurimento nervoso, dopo due anni, nell'aprile del 1973 ritornò a cantare, con una strepitosa acclamazione, alla Casa Bianca, per la festa degli italo-americani, alla presenza del presidente americano Richard Nixon e del presidente del consiglio italiano Giulio Andreotti. Nello stesso anno partecipò allo spettacolo televisivo a scopo benefico "Telethon", cosa che ripeté per diversi anni. In un'occasione riuscì addirittura a far riunire la coppia formata da Jerry Lewis (mattatore del programma) e Dean Martin, che si era "sciolta" diversi anni prima, facendoli incontrare sul palco.

Nell'autunno del 1974 fece un trionfante ritorno a New York City, dove tenne un paio di concerti, nel mese di Ottobre, al Madison Square Garden, durante i quali trascinò letteralmente la folla, la fece scatenare come da tempo non avveniva. I due concerti presero il nome di The Main Event e furono trasmessi in televisione e seguiti da circa 100 milioni di persone negli Stati Uniti.

Il 1977 fu un anno triste per Sinatra: la madre scomparve in un incidente aereo, mentre raggiungeva il figlio che si sarebbe dovuto esibire in Nevada e, a settembre, durante un concerto che tenne a Las Vegas per ricordarla, raccolse la cifra record di 6 milioni di dollari, che diede in beneficenza. In quella occasione omaggiò il collega Elvis Presley, morto poco tempo prima, chiedendo un minuto di silenzio anche in suo ricordo.


Nel 1979 venne festeggiato, a sorpresa, in occasione dei 40 anni di carriera (iniziata nel 1935, ma ufficialmente nel 1939, con la registrazione della prima canzone, All or nothing at all), al Caesar Palace di Las Vegas. Alla serata di festa intervennero star internazionali e vecchie glorie dello Star System, come Glenn Ford, Lucille Ball, Orson Welles, Dean Martin, Tony Bennett, James Cagney, Paul Anka, Milton Berle, Sammy Davis Jr., Peter Falk, Robert Mitchum, Dionne Warwick, Gene Kelly, Cary Grant, (il quale si era ritirato da tempo), i suoi arrangiatori di fiducia, Jimmy Van Heusen e Sammy Cahn, i 3 figli e la moglie Barbara Blakely.

Nel 1980 tenne un grandioso concerto allo stadio Maracanà di Rio De Janeiro, che entrò nel Guinness Dei Primati: mai ad un concerto di un singolo cantante erano accorse così tante persone: secondo le stime ufficiali furono all'incirca 200.000 gli spettatori paganti.

Nel gennaio 1982, cantò, ad un concerto di beneficenza organizzato dai Rockefeller a New York City, per la prima volta accanto al tenore Luciano Pavarotti. Tra i due nasce una grande amicizia coltivata negli anni e culminata con il duetto di My Way nell'ultimo disco di The Voice, Duets II, nel 1993.

Importantissime nella carriera di Frank furono le presenze lavorative dei suoi amici d'infanzia: i chitarristi Tony Mottola e Al Viola, gli arrangiatori Don Costa, Gordon Jenkins, Quincy Jones, il direttore d'orchestra e pianista Bill Miller, che lo accompagnò nei suoi concerti per quasi cinquant'anni e l'arrangiatore Nelson Riddle.

Gli anni ottanta per Sinatra hanno significato una massiccia intensificazione dell'attività e la moltiplicazione delle esibizioni, soprattutto a Las Vegas, ed esibendosi in tutti i continenti, dal Canada e gli USA al Brasile, dall'Argentina alla Svezia, dall'Inghilterra all'Irlanda, dalla Francia alla Germania, dalla Spagna all'Italia, al Sudafrica fino alle Filippine ed il Giappone, terminando con l'Australia. In particolare si ricordano i concerti del 1983 al Radio City Music Hall di New York,a Detroit, Dallas e Los Angeles, quelli giapponesi a Tokyo del 1985, quelli a Milano nel 1986, quelli di Atlantic City al celebre Golden Nuggett, nel 1988 i concerti australiani di Brisbane e Melbourne,e, tra il 1989 e il 1990 i duetti con Sammy Davis Jr e Liza Minnelli.

 Frank Sinatra con l'allora presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, durante un ricevimento alla Casa Bianca, nel 1982E alla metà degli anni ottanta Frank Sinatra raggiunse il vertice della sua potenza vocale, sancito da una moltitudine di critici musicali che definirono un capolavoro la sua esibizione del settembre 1985 alla Carnegie Hall di New York.


 Leggenda vivente
Nel 1990, in occasione del 75esimo compleanno Sinatra inaugurò una serie di concerti in tutto il mondo, chiamato il Diamond Jubileè Tour, che lo portò a suonare in ogni angolo del pianeta, per l'ennesima volta. Nello stesso anno in una cerimonia ufficiale cantò per l'ultima volta con Ella Fitzgerald, prima del ritiro di quest'ultima per gravi problemi di salute.

Come già accennato, The Voice continua a cantare anche negli anni novanta incidendo, per la sua vecchia casa discografica Capitol Records, due album di duetti che vendono milioni di copie, con altre star internazionali della musica, come Barbra Streisand, Neil Diamond, Tony Bennett e Stevie Wonder. Straordinario successo avranno anche i video dei duetti tra Frank Sinatra e Bono degli U2, che si esibiscono con la canzone di Cole Porter I've Got You Under My Skin, che il cantante di Hoboken aveva registrato per la prima volta nel 1946, e quelli con Aretha Franklin in What now my love e con Anita Baker in Witchcraft.

Ma il successo è funestato da continui lutti: nel 1990 muoiono il fidato paroliere Jimmy Van Heusen, l'amico Sammy Davis Jr e Ava Gardner; nel 1992 perisce in un incidente d'auto Willy Rizzo, grande amico di Sinatra, famoso ristoratore e occasionalmente presente negli spettacoli del Rat Pack; nel 1993 scompare l'altro paroliere Sammy Cahn e, nel 1994, Antonio Carlos Jobim.

Il 1994 può essere considerato l'anno del "canto del cigno" del "ragazzo di Hoboken". Famosissimo il "patriottico" concerto tenuto a luglio, in occasione dell'inizio dei mondiali di calcio americani al Dodger Stadium di Los Angeles. Si esibì davanti a una folla sterminata, tra cui molti volti noti: Gene Kelly, Luciano Pavarotti, Josè Carreras, Placido Domingo, Bob Hope, Gregory Peck, Tom Cruise, Nicole Kidman, Jon Bon Jovi, l'ex presidente George Bush, Henry Kissinger, Robert Redford, Elisabeth Taylor e Johnny Depp.

A 79 anni compiuti, il 16 dicembre del 1994, dopo alcuni concerti di una tournée tra le Filippine e il Giappone, si mostrò sofferente e affaticato all'occhio della telecamera e capì che era arrivato il momento di ritirarsi. Questo però non prima di due ultime esibizioni dal vivo a Fukuoka, pochi giorni dopo, il 19 e 20 dicembre 1994, davanti a quasi 100.000 fans, nelle quali sembrava che avesse ritrovato la grinta dei tempi migliori, con una magistrale interpretazione di My Way alla fine della serata del 20. Dopodiché, tra le lacrime, annunciò che sarebbe stata l'ultima volta che lo avrebbero visto cantare su un palco: il pubblico allora rimase sbigottito; tra la delusione generale partì una standing ovation che durò parecchi minuti, con The Voice che dovette rientrare tre volte sul palco per congedarsi definitivamente.

Nel febbraio 1995 si esibì in un breve concerto davanti a 1200 ospiti selezionati, durante la serata di chiusura della stagione del Frank Sinatra Desert Classic golf tournament, nel quale cantò alcune delle sue più celebri canzoni. Alcuni giornalisti della famosa rivista americana Esquire Magazine hanno riportato che Sinatra cantò con voce chiara, intonata e forte, qualità che purtroppo a Sinatra, alla fine della carriera, erano mancate sempre più spesso, (in maniera comprensibile, vista l'età), e che comunque lo avevano fatto affezionare ancora di più alllo sterminato pubblico che lo seguiva.

Nel marzo 1995 gli venne consegnato il Grammy per l'album Duets II, riconoscimento che sanciva anche una carriera forse mai più eguagliabile. Il "valletto", in quella occasione, fu Bono degli U2, che dopo un'appassionata introduzione ricca di elogi, introdusse The Voice , che venne accolto da un' autentica valanga di applausi. Sinatra fece un discorso di ringraziamento molto sentito, condito anche da qualche lacrima e tanta commozione, consapevole che la sua carriera stava terminando.

Una sera, Bill Miller, pianista ufficiale e direttore d'orchestra, era ospite a Rancho Mirage, a casa Sinatra. Guardando in televisione un cantante, che si esibiva in un suo successo, Frank gli disse: «Adoro questa canzone... chissà se un giorno potrò ritornare a cantare». Alchè Miller rispose: «Cosa aspetti, Frank, vai e fatti valere!». Sinatra, sommesso, affermò: «Ormai è troppo tardi, credo di avere già dato abbastanza...».

Nel novembre dello stesso anno si tenne una grande festa all'auditorium di Los Angeles, per i suoi 80 anni. Vi parteciparono tra gli altri: Tony Bennett, Bob Dylan, Bruce Springsteen, Gregory Peck, Bono degli U2, Angela Lansbury, Johnny Depp, Tom Cruise, Arnold Schwarzenegger, Little Richard, Debbie Reinholds, Tom Selleck, Steve Lawrence, Eydie Gormé e Robert Wagner. L'evento, che venne ripreso dalle telecamere e intitolato "Sinatra: 80 Years My Way", fu trasmesso sui canali televisivi statunitensi e fu seguito da quasi 150 milioni di persone.

Sinatra non volle invitare alla festa in suo onore l'amico Dean Martin, oramai malato e prossimo alla morte, che avvenne poche settimane dopo, nel giorno di Natale del 1995. The Voice da quel momento cadrà in una seria e progressiva forma di depressione che lo accompagnerà negli ultimi anni della sua vita.


 Il declino fisico e la morte
Nonostante avesse già banali problemi di memoria (per cui a partire dal 1987 dovette far installare videowall durante i concerti per ricordare i testi delle canzoni), poco dopo il suo ritiro, dalla fine del 1996 Sinatra incomiciò a soffrire di gravi problemi di salute; venne colpito da tre infarti, tra il novembre 1996 e il gennaio 1997, da un ictus e infine, secondo alcune voci che non sono mai state confermate, gli sarebbe stato diagnosticato un cancro.

Nella tarda serata del 14 maggio 1998 un quarto e fatale infarto minò la granitica resistenza fisica di Sinatra. E così, a Los Angeles Frank Sinatra muore, assistito dai famigliari nella camera del Cedars-Sinai Medical Center. A modo suo, come recita My Way, si dice che abbia staccato la spina della macchina che lo teneva in vita, sorridendo per l'ultima volta alla moglie Barbara.

E' stupefacente che un personaggio come Sinatra abbia vissuto fino a quasi 83 anni. Fino all'ultimo non lo provarono né i frenetici ritmi di lavoro nella citta dei casinò, Las Vegas, nei primi anni sessanta, quando di giorno lavorava sui set cinematografici e alla sera si esibiva fino alle 2 di notte con gli spettacoli del Rat Pack, che gli lasciavano meno di tre ore di sonno la notte, né i due pacchetti di sigarette che fumò ogni giorno per quasi 70 anni, né l'intera bottiglia di Whisky che beveva ogni giorno, né le tourneè che lo portarono a viaggiare in tutto il mondo fino alla soglia degli 80 anni.

Per render onore alla sua gigantesca figura nel mondo dello spettacolo, nella notte tra il 14 e il 15 maggio tutte le luci di Las Vegas si spensero, per la prima volta nella città dei casinò. A New York, l'Empire State Building si illuminò di blu, in omaggio a Old Blue Eyes.

Fu sepolto a fianco dei suoi genitori in un piccolo cimitero nella zona di Palm Springs. L'epitaffio sulla sua tomba è "The best is yet to come" (Il meglio deve ancora venire) che è anche il titolo di uno dei suoi maggiori successi.

Successivamente si aprì una astiosa contesa tra le due parti, l'una rappresentata dalla vedova con il figlio del precedente matrimonio, l'altra dai tre figli di Sinatra, Nancy, Frank Jr. e Christina, per contendersi l'ingente patrimonio, stimato all'epoca intorno al miliardo di dollari, oltre che una decina di limousine, ampi terreni sparsi in California e in Florida, lo Stardust, noto casinò di Las Vegas, e molte proprietà immobiliari, tra cui la villa di Rancho Mirage con relativo appezzamento, quella a Barbados e nelle Hawai.

 La vita privata
Sinatra si sposò quattro volte. La prima moglie fu Nancy Barbato, che conosceva sin da ragazzo. Il loro matrimonio durò dal 1939 al 1951. Dal matrimonio con la Barbato sono nati i tre figli di Sinatra: Nancy (1940), Frank Jr. (1943), e Christina, nata nel 1948.

Il 7 novembre 1953, appena nove giorni dopo aver ottenuto il divorzio da Nancy Barbato, Sinatra si sposò con l'attrice Ava Gardner, con la quale viveva già da un paio d'anni, e che era stata la causa della rottura del suo matrimonio. La loro unione non durò molto a lungo: si separarono pochi mesi dopo, sempre nel 1953, e divorziarono ufficialmente nel 1957.

La terza moglie di Frank Sinatra fu l'attrice Mia Farrow, più giovane di lui di trent'anni. I due si sposarono nel 1966, ma divorziarono due anni dopo.

Nel 1976 Sinatra si sposò con Barbara Blakely Marx, ex-moglie di Zeppo Marx. Il loro matrimonio durò oltre vent'anni, fino alla morte di Sinatra. Sinatra era inoltre tifoso del Genoa CFC, date le origini liguri della madre, e coltivò questa passione dall' inizio alla fine della sua vita.


 Amicizie "importanti" 
Frank Sinatra è stato, fin dalla presidenza di Franklin Delano Roosevelt, un personaggio che ha potuto influenzare, in diversa misura, le elezioni americane, grazie alla presa "magnetica" che aveva sui numerosissimi ammiratori.

Una delle campagne elettorali alle quali si dedicò con maggior impegno fu quella dell'amico John Fitzgerald Kennedy. Fu lui a presentare al presidente l'attrice Marilyn Monroe, con cui si dice abbia avuto un flirt. La notizia della morte del presidente, nel 1963, raggiunse Sinatra sul set di un film che girava con il Rat Pack; il cantante si chiuse nel suo camper per diversi giorni, preso da un emorme sconforto per l'amico perso.

Richard Nixon era un grande ammiratore di Sinatra. Nei 6 anni di presidenza i due ceneranno insieme alla Casa Bianca almeno 5-6 volte ogni anno.

Di grande amicizia fu anche il rapporto tra Sinatra e Ronald Reagan. I due si conoscono negli anni quaranta a Hollywood, quando Reagan era un attore cinematografico. Tra il 1980 e il 1988 si esibisce alla Casa Bianca, chiamato dal presidente in occasione di visite di capi di stato e importanti personaggi della politica. Si dice che The Voice abbia avuto una storia d'amore con la First lady Nancy Reagan , vissuta spudoratamente sotto gli occhi del marito.


 Curiosità

Nel corso della sua lunghissima carriera, Frank Sinatra incise all'incirca 2200 canzoni, vendendo, secondo stime ufficiose, circa 1.000.000.000 di dischi in tutto il mondo. Stranamente, però, arrivò al primo posto nella classifica dei singoli pochissime volte: nel 1965 con Somethin' Stupid, cantata in coppia con la figlia Nancy, nel 1966 con Strangers in the night, nel 1969 con My Way. I veri grandi successi di Sinatra sono stati i suoi concept-album fin dagli anni '50.
In Italia, Sinatra è entrato in classifica con oltre ottanta canzoni diverse: la prima volta nel 1936 con I'm an old cowhand (from Rio Grande), e l'ultima volta nel 1999 con All the way duettata con Celine Dion.
Nel 1984, Michael Jackson fece una visita a sorpresa in studio a Frank Sinatra, durante la registrazione dell'album L.A is my lady. Jackson si fece autografare un disco dal cantante di My Way.
Frank Sinatra fu un vivace protagonista della cronaca rosa, che gli attribuì numerosi flirt con donne belle e famose, tra cui Lauren Bacall, Angie Dickinson, Marilyn Monroe, Grace Kelly, Nancy Reagan. In Italia si parlò di una sua relazione con Raffaella Carrà, durante la lavorazione del film Il colonnello Von Ryan, del 1965.
Sinatra, nell'arco della sua carriera ha vinto 9 Grammy Awards e 3 Golden Globes.
Sinatra ha sempre negato di aver avuto a che fare con la mafia italo-americana, ma si dice che il personaggio di Johnny Fontane in Il padrino sia ispirato proprio a lui e ai suoi contatti con la mafia.
Nel 1962 la Perugina scritturò Sinatra per tredici spot pubblicitari (con altrettante canzoni) da mandare in onda su Carosello. Gli spot furono girati a Roma in una vera sala d'incisione, quella della RCA, che era all'epoca la più grande e la meglio attrezzata, e Sinatra fu pagato ben 150 mila dollari, ma si rifiutò di pronunciare lo slogan «ovunque c'è amore c'è un Bacio Perugina», per cui dovette essere doppiato. Sinatra inoltre contestò la presentatrice scelta dalla produzione, che dovette ripiegare su Scilla Gabel, i cui interventi furono girati in seguito e montati all'inizio e alla fine dei brani musicali.
Nel 1963 Frank Jr. fu vittima di un sequestro-lampo: rapito l'8 dicembre, fu rilasciato due giorni dopo dietro il pagamento di un riscatto di 240 mila dollari.
Come attore, Frank Sinatra interpretò cinquantatré film. Il primo fu Higher and Higher del 1944, mentre l'ultima partecipazione fu in La corsa più pazza d'America N. 2 nel 1984. È da citare, come curiosità, anche un suo cameo nel film Il giro del mondo in ottanta giorni, con David Niven, dove appare per qualche istante nel ruolo di un pianista, e la sua partecipazione nel 1987 come guest star ad un episodio di Magnum, P.I., con Tom Selleck.
Nel 1992 Sinatra insultò pubblicamente la cantante Sinead O'Connor, che durante un esibizione aveva rifiutato di cantare l'inno americano, e colpevole di aver strappato in diretta una foto del papa nel corso di un concerto. The Voice dichiarò che l'avrebbe volentieri "presa a calci nel culo".
Gli ultimi concerti di Sinatra in Italia si tennero, con la collaborazione di Steve Lawrence e Eydie Gormè, tra il 21 e il 26 settembre del 1991, durante il Diamond Jubiliee Tour. Il 21 si esibì al Filaforum di Assago, vicino Milano, il 24 al palaghiaccio di Marino, Roma, e il 26 si concluse con una trionfale standing-ovation al termine del concerto al Teatro Grande di Pompei, nei pressi di Napoli.
Sinatra in occasione dei suoi tour italiani, e non solo, amava frequentare Genova che sentiva come la citta' delle sue origini, soprattutto per questioni familiari; usualmente cenava presso il costoso ristorante Zeffirino (che creo' un piatto per lui, le paffutelle) e si intratteneva coi suoi amici e conoscenti nel downtown genovese presso De Ferrari e quando gli riusciva si recava allo stadio di Marassi per vedere giocare il suo amato Genoa.
A dimostrazione che la musica di Sinatra sia immortale, lo testimonia l'adorazione che molte star hanno per lui, come Vasco Rossi, Jon Bon Jovi, Bono Vox, Christian De Sica, Michael Bublè, Robbie Williams, Rod Stewart, Michael Jackson, Elton John, Mina, Sid Vicious dei Sex Pistols, Julio Iglesias, il rapper Snoop Dogg, Luis Miguel e tanti altri.
Recentamente il cantante Robbie Williams ha dichiarato che il fantasma di Frank Sinatra fa visita ogni notte al cantante inglese, dandogli la forza di cantare le sue canzoni;
Nel 1970 lo squilibrato mentale Charles Manson, mandante di decine di omicidi e a sua volta leader di una setta di satanisti,nata dalla rivoluzione del 1968, divenuto famoso per aver pianificato l'omicidio di Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski confessò, durante il processo che lo condannerà all'ergastolo, che nella lista nera delle persone da uccidere vi erano anche lo stesso Frank Sinatra, oltre che Steve McQueen, Liz Taylor e Richard Burton.


 Riconoscimenti cinematografici 
-Da qui all'eternità, 1953, Premio Oscar

-L'uomo dal braccio d'oro, 1955, nomination al Premio Oscar

-Pal Joey, 1957, Golden globe


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. jazz musica cultura

permalink | inviato da floppy il 22/8/2007 alle 9:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
20 agosto 2007
New Orleans Jazz National Historical Park



Statua di Louis Armstrong




L'entrata del "Louis Armstrong Park" a New Orleans


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. musica arte cultura

permalink | inviato da floppy il 20/8/2007 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
20 agosto 2007
L'età non conta

Non esiste un età in cui si può iniziare a imparare a suonare il sax, infatti molti conservatori e istituti musicali pareggiati al Conservatorio offrono corsi per adulti che vengono frequentati anche da persone di 50 anni di età.
Certo, bisogna vedere quanto lo strumento ti appassiona e quanto tempo sei disposto a sacrificare per lo strumento.
Questi corsi per adulti offrono la possibilità di avere un diploma a tutti gli effetti come un corso "normale".
In genere per imparare bene e avere un'ottima padronanza dello strumento occorrono circa 7 anni.
Molti conservatori (non tutti) offrono anche la possibilità di ottenere un diploma in jazz dove si impara anche a comporre musica e a improvvissare.
In genere quando si inizia in Conservatorio ti insegnano musica classica. Invece se si vuole imparare subito con la musica moderna e il jazz esistono le scuole di musica private dove si ha la possibilità di presentarsi come privatista per conseguire il diploma.
La Moratti alcuni anni fa fece una proposta di legge che fino ad ora non è mai passata e non passerà mai secondo me dove dice che non si può più presentarsi da privatista, ma è solo una proposta che è rimasta lì e che fino ad ora non è mai passata.
Poi pensate ai "mostri" sacri del passato come Dexter Gordon, John Coltrane, Charlie Parker e via dicendo, questi ultimi erano autodidatti che non hanno mai frequentato all'epoca nessun conservatorio e nessuna scuola di musica, suonavano ad orecchio. Per esempio Charlie Parker veniva molto aiutato dal suo amico Dizzy Gillespie a scrivere e comporre musica.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. studi musica cultura

permalink | inviato da floppy il 20/8/2007 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
spettacoli
7 agosto 2007
CASTELBASSO PROGETTO CULTURA
CASTELBASSO PROGETTO CULTURA
CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI 2007
Data Sezione Artista

9 agosto Concerto Organo in Chiesa Celestino Dionisi - Federico Del Sordo
10 agosto Reading Letteratura Vincenzo Cerami
11 agosto Spettacoli Musicale Francesco Cafiso Quartet
12 agosto Enogastronomia Massimo Di Cintio: Teramo, i Calanchi e il Gran Sasso
13 agosto Teatro Dialettale Compagnia Teatrale "Il Gruppo" - L'Aquila
14 agosto Teatro Dialettale Compagnia Palcoscenico 95 - Pescara
15 agosto Teatro Dialettale Compagnia Teatrale "Le Muse" - Teramo
16 agosto Concerto Organo in Chiesa Schola Gregoriana - Dir. T. Molisani - Organo R. Marini
17 agosto Reading Letteratura Teatro Stabile d'Abruzzo: Gabriele Lavia: La Poesia
18 agosto Spettacoli Musicale Giovanni Lindo Ferretti: Il reduce
19 agosto Enogastronomia Massimo Di Cintio: Chieti, i trabocchi e la Majella
22 agosto Enogastronomia Massimo Di Cintio: L'Aquila, gli altopiani e i parchi
23 agosto Concerto Organo in Chiesa Andrea Di Mario, Gabriele Catalucci
24 agosto Reading Letteratura Teatro Stabile d'Abruzzo: "Fratelli D'Arte" (Bellocchio)
25 agosto Spettacoli Musicale Gino Paoli - E. Rava - D. Rea - R. Gatto -
26 agosto Enogastronomia Massimo Di Cintio: Pescara, la città e l'entroterra collinare

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. spettacoli eventi teatro cultura

permalink | inviato da floppy il 7/8/2007 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
4 agosto 2007
Roy Paci

Ha suonato inizialmente con i Mau Mau, con i quali ha registrato quattro album, caratterizzati dall'uso di strumenti popolari e da un linguaggio misto di italiano e piemontese e incentrati su storie di povertà e periferie urbane.

Nel 1998 con gli Zu, gruppo musicale di avanguardia, ha registrato l'album Bromio.

Ha poi collaborato con Manu Chao per il disco Proxima Estacion Esperanza e per una sua tourneè.

In seguito ha fondato gli Aretuska (da Aretusa, l'isola su cui sorse la città di Siracusa), gruppo musicale che ironizza sugli stereotipi della mafia mescolando diversi generi musicali.

Ha avuto moltissime collaborazioni con musicisti nazionali e stranieri tra i quali Manu Chao, Pascal Comelade, Ivano Fossati, Piero Pelù, Samuele Bersani, Teresa De Sio, Subsonica, Tonino Carotone, Nicola Arigliano, Daniele Sepe, Luca Barbarossa, Vinicio Capossela, Macaco, Mau Mau, Africa Unite, Persiana Jones, Radici nel cemento, Il parto delle nuvole pesanti, 99 Posse, Arpioni, Negrita, Jovanotti, Caparezza, Mike Patton.

Nel 1998 ha inoltre fondato un'etichetta indipendente, Etnagigante, per dare spazio a nuovi gruppi siciliani (e all'esperienza con i Banda Ionica).

Nel 2005 ha curato la colonna sonora della trasmissione Markette di Piero Chiambretti (in cui ebbe anche una sua piccola rubrica comica) mentre nel 2006 è ospite fisso, insieme alla band Aretuska, della trasmissione comica Zelig Circus, in onda su Canale 5, di cui ha composto la sigla.

Nella primavera 2007 pubblica l'album SuoNoGlobal, seguito dal singolo Toda joia toda beleza (feat. Manu Chao).




discografia
Album
2002 - Baciamo le mani con Aretuska
2003 - Tuttapposto con Aretuska
2005 - Parola d'onore con Aretuska
2005 - Wei Wu Wei coi Corleone
2007 - SuoNoGlobal con Aretuska

 Singoli 
2002 - Cantu Siciliano
2002 - The Duse
2003 - Besame Mucho
2003 - Yettaboom
2006 - Viva la vida
2007 - Toda joia toda beleza (feat. Manu Chao)

 Collaborazioni
Conjura - Conjura
Proxima estacion esperanza - Manu Chao
Radio Bemba sound system live - Manu Chao
Viva Mamanera - Mau Mau
Eldorado - Mau Mau
Marasma General - Mau Mau
Safari Beach - Mau Mau
Siberie m'etait contéee... - Manu Chao
Mondo Difficile - Tonino Carotone
Malacabeza - Arpioni
Nessun Dubbio - Jaka



Il sito ufficiale di Roy Paci

Roy Paci su Myspace

Roy Paci & Aretuska su myspace

Il sito ufficiale di Aretuska

Il sito ufficiale dei Corleone



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. biografie musica cultura

permalink | inviato da floppy il 4/8/2007 alle 7:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 luglio 2007
TerraMadre

 "TerraMadre", questo è il titolo dell'ultimo disco di Luciano Biondini e Javier Girotto che si sono esibiti ieri sera a Mosciano Sant'Angelo in occasione del 14° festival estivo dedicato al jazz proprio nella città di Mosciano seguiti da Ray Gelato septet (quest'ultimo italoamericano).



nella foto Biondini e Girotto


"La Terra è la nostra culla, la materia delle idee, la concretezza, il grembo di tutto ciò che è vita. Dedichiamo questo disco al rispetto che le dobbiamo"


"L'urgente bisogno di un musicistaè, a mio parere, poter dare sfogo alle proprie emozioni attraverso il suo strumento, poter suonare il proprio pensiero e condividerlo con quello di chi gli suona accanto. Sin dal primo incontro con Javier (4 anni fa) mi resi conto che tutto questo sarebbe stato possibile" (Luciano Biondini)




nella foto Luciano Biondini


"Poter esprimere in libertà la musica è per me una forma liberatoria e con Luciano ho trovato un'intesa che mi permette di rischiare fino all'improvvisazione totale. Questo ultimo lavoro testimonia la continua crescita del Duo sia nelle composizioni originali sia nel linguaggio espressivo; intesa ed energia occupano totalmente lo spazio visivo e acustico della nostra arte" (Javier Girotto)



nella foto Javier Girotto


Luciano Biondini alla fisarmonica
Javier Girotto al sax soprano e baritono e moxeno flute


Il sito ufficiale di Javier Girotto


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. festival jazz spettacoli musica arte cultura

permalink | inviato da floppy il 30/7/2007 alle 11:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
20 luglio 2007
Take Five!

Il disco di Oberlin, più che gli altri, colse l'interesse della Columbia records, che l'anno successivo fece uscire il loro "Jazz Goes to College", nei numeri e nei contenuti un grande successo discografico. Conteneva registrazioni effettuate presso l'Università "Ann Arbour" del Michigan, presso quella di Cincinnati e brani scelti da Oberlin.

"JGC", come con gusto acronimico tutto anglosassone l'incisione divenne presto nota, resta una delle opere più significative del jazz della decade, sia per l'intrinseco valore artistico, sia per il passaggio ad una concezione più aperta di questo genere musicale, comprendente in qualche misura una sorta di "sdoganamento" di una musica sino ad allora ritenuta folkloristica e di ambito relegato alla sola fruizione di alcune fasce sociali disagiate, eminentemente nere.


 I tasti neri
Il "jazz dei college", grazie a questo disco, raggiunse infatti notorietà nazionale ed in quello stesso 1954 la rivista Time dedicò a Brubeck, primo jazzista ad averla meritata, la copertina del numero dell'8 novembre, e ne parlò declamando senza riserve "the birth of a new kind of jazz age in the U.S." (la nascita di una nuova era del jazz americano); forse occhieggiando la complessità delle tematiche sociali riguardanti il mondo del jazz, in maggioranza animato da musicisti e cantanti di colore in tempi ancora di sperequazioni razziali, Brubeck vi fu ritratto con un singolare colore brunastro della pelle. Da molti critici (ma anche da osservatori esterni al mondo della musica) già si sosteneva che alla musica nera nulla avesse mai giovato come il successo di questo giovane musicista bianco, e di qui l'allusione grafica utilizzata dal disegnatore Boris Artzybasheff.

La copertina di Time fu poi ripresa per la copertina di "Brubeck Time", disco di fine 1954, prima registrazione in studio (New York e Los Angeles) per la Columbia records. A questo disco seguirono registrazioni al newyorkese Basin Street Club ed una nota partecipazione al Newport Jazz Festival di Newport (Rhode Island), insieme a Chet Baker, Clifford Brown e Gerry Mulligan.

Nel 1956 Brubeck ingaggiò il batterista Joe Morello, che con le sue capacità di improvvisazione poteva arricchire la composizione di un terzo spazio di virtuosismo, presto imposto al quartetto, di cui resta prima memoria nella registrazione al "The Blue Note" di Chicago (1957). La sostituzione dell'opaco Dodge creò però delle tensioni all'interno del quartetto, il quale - testimoniò lo stesso Brubeck - si divise in due fazioni, una delle quali vedeva Desmond e Bates irrigidirsi contro le pretese aperture di spazi per la batteria. Desmond intensificò le sue attività indipendenti dal Brubeck Quartet ed incise per la Fantasy diversi album con un suo quintetto (in cui lo seguivano Bates e Dodge), con collaborazioni delle più varie, da Barnery Kessel a Don Elliott. Brubeck comunque gli produsse "The Paul Desmond Quintet with Voices", un disco più noto per la rarità collezionistica di essere stato rimasterizzato in analogico nel 1987 su un inusitato vinile rosso.

 Dave Brubeck (1990)Sempre nel 1957 fu registrato "Reunion", un disco per il quale il gruppo di Brubeck si espanse a quintetto, affiancando a Desmond il sax tenore di David Van Kreidt, autore dei brani eseguiti (fra i quali un arrangiamento da una Corale di Bach). L'apprezzamento di questo disco è rimasto per il più circoscritto all'ambiente degli addetti ai lavori, che a più riprese ne utilizzarono richiami e citazioni, sino a Gary Burton che ne riutilizzò il titolo per un omonimo album con il giovanissimo Pat Metheny. Ancora con tensioni interne alla formazione, venne "Jazz Goes To Junior College", registrato a Los Angeles al Fullerton College ed al Long Beach Junior College". Fu poi la volta di "Dave Digs Disney", serissimo divertissement sulle melodie delle colonne sonore dei film di Disney.



NELLA FOTO DAVE BRUBECK


Il repertorio del gruppo comprendeva la maggior parte degli standard del tempo e qualche incisione uscì con piccole variazioni nel nome del quartetto, ad esempio "New Dave Brubeck Combo" o semplicemente "Brubeck-Desmond". L'accoglienza della critica non fu inizialmente unanime, essendovi taluni che segnalavano una certa forzosa spettacolarità di alcune interpretazioni, mentre altri manifestarono immediato apprezzamento. Lo stile di Brubeck veniva talvolta descritto con riferimenti classici (a Bach, a Chopin, anche a Bela Bartok) accendendo la leggenda di un pianista "classico" prestato al jazz, sebbene Brubeck non avesse in fondo mai amato la musica classica.

Il quartetto crebbe di spessore e di popolarità nella California degli anni cinquanta in cui altri grandi talenti si incrociavano sugli stessi palchi, e fra questi spiccano Chet Baker e Gerry Mulligan, con i quali si ebbero numerose estemporanee esibizioni e si formò la cosiddetta scuola del "West Coast Cool Jazz".


 Cool!
Nell'ottica di incrementare ulteriormente la sua popolarità presso le audience che gli si mostravano più calorose, Brubeck decise di preferire sistematicamente le esibizioni presso i campus universitari, dinanzi a giovani ascoltatori potenzialmente più aperti alle sue innovazioni; il Quartet si spostava allora freneticamente, a bordo della "familiare" del leader (col contrabbasso sul tetto), di università in università, diffondendo la versione Brubeckiana del cool jazz. La stessa parola inglese "cool" (fresco) assunse una connotazione positiva nel gergo studentesco, divenendo per questo in seguito anche nel parlare comune attributo di genialità.

Il successo venne, seppure gradualmente, e Brubeck poté pensare ad una propria etichetta, la "Fantasy records", con la quale far uscire il primo album: "Jazz at Oberlin" (registrato alla Finney Chapel dello "Oberlin College" di Oberlin, Ohio, nel marzo del 1953), in assoluto uno dei primi album live di tutto il jazz. Cinque soli brani lo componevano (di cui tre erano standard di massima fama), che si segnalarono per uno stile sufficientemente autonomo da suscitare molte discussioni nella critica. A questo seguì, sempre per Fantasy records, "Jazz at Wilshire-Ebell", registrato al Wilshire-Ebell College di Los Angeles, ed anche questo come il precedente con Ron Crotty al contrabbasso e Lloyd Davis alla batteria; anche in questo vi era una esecuzione della notissima "Stardust" (Polvere di stelle), un brano che Brubeck avrebbe più volte incluso in opere successive.

Sempre nel 1953, uscì anche "Jazz at the College of the Pacific", stavolta con il ritorno di Joe Dodge alla batteria, album ovviamente registrato presso lo stesso istituto nel quale Brubeck si era diplomato.

 The Duke(s)
Ben presto comunque Bates dovette essere anch'egli avvicendato, e l'arrivo nel 1958 di Eugene Wright ricreò l'armonia nel gruppo. Prima di Wright, per un breve tempo Brubeck provò al basso Joe Benjamin, che apparve in formazione al festival di Newport del luglio/agosto 1958; questo festival si distinse per l'insolita prestazione delle band di Duke Ellington e di Brubeck, che per motivi di diretta radiofonica furono con poco preavviso richieste di suonare, esse sole, prima dell'apertura della manifestazione. La circostanza consentì a Morello di farsi conoscere da una vasta platea ed al brano di Brubeck "The Duke" di divenire uno standard.

La parificazione di rango del quartetto alla band ellingtoniana, allora la più famosa ed autorevole del jazz, veniva insieme, e forse in parte in ossequio, ai successi ottenuti in tournée in Europa, come a Copenaghen, ove registrò "In Europe"; dal confronto musicale con il pubblico del Vecchio Continente sarebbe poi nato "Jazz Impressions of Eurasia", registrato in studio a New York.

Il crescendo di successo non poté però sopraffare la discriminazione contro Wright, che era di colore, e Brubeck respinse molte offerte di esibizione condizionate alla sua sostituzione, ed annullò un programma televisivo nel quale si prevedeva di non inquadrare il bassista; la tendenza discriminatoria però non era affatto isolata nell'ambiente musicale, in simili ambasce versava infatti anche il grande produttore Norman Granz (patron della Verve), costretto ad analoghe radicali scelte di principio in difesa, ad esempio, di Ella Fitzgerald o Oscar Peterson.




NELLA FOTO PAUL DESMOND


I tasti bianchi
Inizialmente studiò musica classica con la madre, che aveva studiato pianoforte in Inghilterra ed avendo mancato la carriera di concertista si era dedicato all'insegnamento. Brubeck però rifuggiva dalla lettura classica, alla quale preferiva l'improvvisazione, ed iniziò a comporre istintivamente.

Al College of the Pacific di Stockton, cui fu convinto dai familiari ad iscriversi malgrado una iniziale ritrosia verso il mondo della musica professionale, rivelò una spiccata confidenza con il contrappunto e l'armonia, ma rischiò di essere espluso quando si scoprì che non sapeva leggere gli spartiti - e fu diplomato, vuole le leggenda, solo dopo aver solennemente promesso che non avrebbe mai insegnato. Durante gli studi, tuttavia, cominciò ad esibirsi con frequenza crescente in alcuni jazz club dei dintorni, incoraggiato ed anzi entusiasmato da Harold Meeske.

Nel 1942, uscito dalla University of the Pacific, fu subito chiamato alle armi e destinato in Europa agli ordini del noto generale George Patton; evitò di essere inviato al fronte e fece parte delle compagnie musicali militari. Al ritorno dal servizio militare perfezionò gli studi classici con il compositore francese Darius Milhaud al Mills College di Oakland, presso il quale studiava anche Burt Bacharach.

Nel 1947, dopo un breve esperimento con un ottetto, in cui figurava Carl Tjader e nel quale aveva ritrovato Paul Desmond, già conosciuto sotto le armi, seguì quest'ultimo quando organizzò una jazz band a San Francisco, i "Geary Cellar". Due anni dopo lo seguì anche nel "Paul Desmond Trio" che si esibiva al "Bard Box" di Palo Alto, ma l'uscita dopo brevissimo tempo proprio di Desmond, lo fece ritornare con un suo trio ad Oakland. Desmond seguiva i porgressi del trio dall'esterno e cominciò a "corteggiare" Brubeck per esservi ammesso, ma quando il leader stava cominciando ad attenuare la sua riluttanza, un incidente che lo immobilizzò per molti mesi sciolse di fatto il trio e la speranza di Desmond.


 Quattro quarti
Nel giugno 1951, ripresosi dall'incidente, Brubeck mise in piedi il Dave Brubeck Quartet, in cui figuravano Paul Desmond (sax alto), Bob Bates (contrabbasso) e Joe Dodge (batteria).

Inizialmente fisso al Black Hawk di San Francisco, il quartetto cominciò a farsi notare anche grazie all'interessamento di alcune radio locali, sollecitate dalla moglie di Brubeck Iola, che lavorava in quel settore. I quattro cominciarono quindi ad esibirsi anche in trasferta (Desmond, per suo conto, suonò per un periodo in giro per gli Stati Uniti con la Jack Fina Orchestra, ma soprattutto si ricordano le serate del Quartet al celebre "Birdland" di New York, a cavallo fra il 1951 ed il 1952), dalle quali vengono alcune delle più antiche incisioni live del gruppo). Sporadicamente vi furono sostituzioni di alcuni elementi (ad esempio alla batteria Herb Barman, al basso Wyatt "Bull" Ruther o Fred Dutton). Nel 1952 fu inciso "Jazz At The Blackhawk".


 La quinta prova
Il 1959 fu l'anno di Brubeck. Iniziato in primavera con "Gone With the Wind" (Via col vento), nel quale il quartetto, acquisita la collaborazione del produttore Teo Macero, si sperimentava sulle colonne sonore dell'omonimo film elevandole a standard, l'annus mirabilis toccò il suo apice sul far dell'estate quando rilasciò il disco "Time out", che immediatamente ebbe un enorme successo di critica e di pubblico, restando il suo album più importante anche grazie al suo brano più noto: "Take five".

 L'introduzione del notissimo "Take five"
La reale ideazione di Take five è variamente attribuita a Brubeck, Morello e Desmond, ma di fatto è quest'ultimo che ne figura come autore, sebbene sia a tutti gli effetti distintivo del quartetto. La versione "storica" del brano sarebbe stata seguita da dozzine di successive riprese e rivisitazioni, con formazioni successive e con alternanza di strumenti (Desmond è stato infatti anche un grande clarinettista).

Time out, registrato agli 30th Street Studios di New York, contiene anche un altro conosciutissimo standard di Brubeck, "Blue rondò à la turk" (ispirato ai temi dello zeybegi, della tradizione turca) che insieme a Take five fu presentato su un 45 giri (uscito ad insaputa del quartetto mentre era in tournée in Inghilterra) che in brevissimo tempo superò il milione di copie vendute, primo caso nella storia discografica del jazz. Time out è il disco dei "tempi inconsueti" di Brubeck, andando dal 5/4 di Take five al 9/8 di Blue rondò à la turk, passando per il doppio valzer ("Kathy's Waltz") ed episodici sprazzi di 4/4 delle altre composizioni; ed è anche l'album della batteria solista di Morello. Con Time out Brubeck inizia anche ad usare opere di arte contemporanea per le sue copertine, per questa usando un'opera di Neil Fujita.

Il quartetto rimase unito fino al 1967. Successivamente Dave Brubeck si dedicò alla composizione, scrivendo balletti, messe, oratori e cantate.

Egli applicò con successo ed originalità alcune forme musicali della musica classica al jazz (come le fughe ed i rondo, ad esempio "Blue rondo a la turk"). Contribuì inoltre a diffondere i tempi dispari nel jazz degli anni cinquanta e sessanta (ad esempio "Take Five" che è in 5/4, "Unsquare dance" in 7/4, e "Blue rondo a la turk" in 9/8).


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cultura musica spettacolo biografie

permalink | inviato da floppy il 20/7/2007 alle 11:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
9 luglio 2007
E come non nominare Rosario Giuliani




Ecco la sua biografia presa dal sito di Ijm

Sax contralto e soprano.
Nato a Terracina (LT), inizia lo studio del sax alto sin dall'infanzia, per approdare nel 1982 al Conservatorio di Musica "L. REFICE" di Frosinone diplomandosi con il massimo dei voti nel 1987.
Nell'89 partecipa ai corsi della Berklee College of Music, svoltisi a Perugia in occasione dell'edizione di Umbria Jazz dello stesso anno. Nel 90 è stato inserito nell'orchestra dei "Giovani talenti del jazz europeo" organizzata dalla RAI per un concerto svoltosi all'Auditorium del Foro Italico in Roma sotto la direzione di James Newton.
Numerose le incisioni per colonne sonore di films con maestri di fama internazionale: Ennio MORRICONE, Luis BACALOV, Armando TROVAIOLI, Gianni FERRIO, Manuel DE SICA, Nicola PIOVANI, Ritz ORTOLANI, ecc.
Numerose inotre le sue collaborazioni nell'ambito del jazz con musicisti prestigiosi come: Kenny WHEELER, Randy BRECKER, Bob MINTZER, Cedar WALTON, Cameron BROWN, Enrico PIERANUNZI, Enrico RAVA, Franco D'ANDREA, Maurizio GIAMMARCO, Roberto GATTO, Giovanni TOMMASO, Antonio FARAO', Salvatore BONAFEDE, Tullio DE PISCOPO, Joe LOCKE, Donald HARRISON, Phil WOODS, ecc.
Nel '95 ha collaborato con Dave VALENTIN e Jerry GONZALES. Vincitore del premio nazionale "Massimo URBANI", svoltosi nell'aprile del '96 ad Urbisaglia (Macerata), come miglior sax alto. Ha suonato in numerosi festivals in Italia ed in Europa quali: Jazz & Image '96, '97, '98 e '99 (Roma), Jazz a Liegi '98 (Belgio), Gexto Jazz Festival '98 (Spagna), Zagabria Jazz Festival '99 (Croazia), Ciney Jazz Festival '99 (Belgio), Itinerari Jazz a Trento '99, La Spezia Jazz Festival '99, Lundis d'Hortense (Bruxelles), Vicenza Jazz, Umbria Jazz Winter #7, Umbria Jazz 2000, Como Jazz Festival 2000, Ronnie Scott Jazz Club (Londra), Umbria Jazz Winter #8, ecc.
Vincitore del concorso "EUROP JAZZ CONTEST '97", svoltosi a Bruxelles il 27 e 28 settembre, come miglior solista, ed il suo quartetto come miglior gruppo di tutta la manifestazione, che ha visto la partecipazione di 60 gruppi provenienti da 15 paesi d'Europa.
A firmato, recentemente, un importante contratto discografico con l'etichetta francese "Dreyfus Jazz".
Vincitore del Top Jazz 2000 come miglior nuovo talento per il referendum annuale della rivista specializzata "Musica Jazz".

Note tecniche
Rosario Giuliani usa:
sax alto Selmer mark VI, bocchino mayer 5, ance Rico Select Jazz 3-S Filed
sax soprano Borgani Gold, bocchino Bilger, ance Rico Select Jazz 3-H Filed








Il sito ufficiale di Rosario Giuliani

musica
7 luglio 2007
Radiopellenera

 

Forse non tutti la conoscono, sto parlando di Radiopellenera!
Radio dedicata a chi ama il jazz, funk, soul, latin e brazilian beat, reggae, ma anche a chi ama il nu jazz, neo soul, nu funk, hip hop, broken beat e tanto altro ancora...

Se siete interessati o solamente dei curiosi cliccate qui, scegliete il palinsesto e i vari programmi che la radiopellenera offre e buon ascolto!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. radio musica cultura spettacolo

permalink | inviato da floppy il 7/7/2007 alle 21:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
2 luglio 2007
Ben Webster (uno dei miei sassofonisti preferiti)

 Ben Webster , nome completo Benjamin Francis Webster (Kansas City, 27 marzo 1909 – Amsterdam, 20 settembre 1973) è stato un sassofonista statunitense. È stato (insieme a Coleman Hawkins e Lester Young), uno dei tre più importanti tenorsassofonisti di estrazione swing. Tra i due egli impara soprattutto da Hawkins, in particolare l'uso dei registri bassi, del vibrato e della tecnica così detta del growl[1] . Webster però soffia timbri più ampi e plasma un suono corposo e fremente piuttosto che roboante, animato da una sensuale sinuosità che egli contribuì ad associare in maniera quasi imprescindibile al sassofono.




Fin dalla prima infanzia Webster prende contatto con la musica e gli strumenti. Comincia a studiare il violino e il pianoforte e debutta, proprio come pianista, con le orchestre di Rusty Nelson e Dutch Campbell. Budd Johnson lo spinge poi a scegliere il sassofono dandogli le prime lezioni, e da allora si dedica quasi esclusivamente al tenore.

Il percorso di Webster come sassofonista ha inizio nel 1930 con la «Young Family Band», costituita da alcuni membri della sua famiglia e altri musicisti, tra i quali anche W.H.Young e suo figlio Lester Young.
L'esperienza familiare e, per così dire, casalinga della formazione ampia di strumenti gli lascia una forte impronta, tanto che durante tutta la sua vita Webster ha sempre affiancato all'attività di solista e leader di formazioni ristrette la partecipazione a gruppi orchestrali.

Nel 1931 lo troviamo tra le fila dell'orchestra di Bennie Moten, insieme a Count Basie - dove si fa apprezzare per gli assolo nelle esecuzioni di Lafayette (1931) e Moten Swing (1933). Nel 1934 passa a quella di Fletcher Henderson e successivamente suona con Benny Carter, Cab Calloway e con con la Teddy Wilson Big Band, che purtroppo avrà vita brevissima.





Nel 1940 diviene un importante solista dell'orchestra di Duke Ellington nella quale si fa notare con i brani Cotton Tail, All Too Soon e Chelsea bridge. Il suo contributo alla band di Ellington (assieme a quello del bassista Jimmy Blanton) è fondamentale, tanto che la formazione in quel periodo viene ricordata come la Blanton–Webster band. Nel 1943, dopo svariate liti, il rapporto con Ellington si rompe, tuttavia non i legami. Webster, infatti, avrà nuovamente l'opportunità di suonare con Ellington nel periodo 1948-49 e ancora nel 1971 durante una tournée in Danimarca al Tivoli Garden. Sempre durante gli anni quaranta Webster frequenta l'ambiente della 52a strada a New York e forma un proprio gruppo. Registra numerose incisioni sia come solista che a nome altrui.


Dopo una breve partecipazione al gruppo di Jay McShann, nel 1953 entra nell'orchestra di Count Basie e suona in molti concerti della serie Jazz at the Philharmonic. Questi incontri, ideati dal produttore discografico Norman Granz, vengono registrati e pubblicati su disco per le etichette Clef, Norgran e soprattutto Verve costituendo una cospicua e importante testimonianza di quel filone che successivamente verrà etichettato mainstream.
Nella seconda metà degli anni cinquanta, Granz organizza una serie di importanti incontri in studio. Nel 1956, con Art Tatum al pianoforte danno vita una delle più riuscite sedute della serie The Art Tatum Group Masterpieces, voluta sempre da Granz per celebrare il genio di Art Tatum. Nel dicembre 1957 lo affianca a Coleman Hawkins e Oscar Peterson al pianoforte per il disco Coleman Hawkins Encounters Ben Webster, oggi considerato tra i classici del mainstream jazz. Nel 1959 partecipa ad una seduta di incisione in quartetto, sempre con Peterson al pianoforte, per un'altra riuscita registrazione Ben Webster Meets Oscar Peterson, ancora nel 1959 con Roy Eldridge alla tromba, Coleman Hawkins e Budd Johnson al sassofono tenore, Jimmy Jones al pianoforte, Ray Brown al contrabbasso e Jo Jones alla batteria registra il riuscitissimo, anche grazie alla presenza di una sezione ritmica staordinaria, Ben Webster and Associates-





Nel 1964 Webster lascia gli Stati Uniti d'America per partire alla volta delvecchio continente. Olanda, Francia e Danimarca sono, in quegli anni, le mete privilegiate non solo da Webster, ma da molti altri jazzisti statunitensi.

A partire dal 1965 si stabilisce a Copenhagen e partecipa nel 1967 al noto festival Moldejazz in Norvegia. Successivamente si trasferisce ad Amsterdam, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita. Viene sepolto, insieme a molti altri personaggi celebri, nell'Assistens Kirkegård, il monumentale parco-cimitero di Copenaghen, nel quartiere di Nørrebro.

La fondazione Ben Webster, iniziata a suo nome dopo la morte e patrocinata dalla regina Margherita II di Danimarca, in base ad un accordo tra USA e Danimarca promuove la diffusione del jazz, assegnando borse di studio a giovani musicisti e un premio che, pur non elevato, attualmente gode di un grande prestigio.


Discografia:
King of the Tenors (1953) (Verve)
The Art Tatum Group Masterpieces(1956) (Verve)
The Soul of Ben Webster (1957) (Verve)
Coleman Hawkins Encounters Ben Webster (1957) (Verve)
Soulville (1957) (Verve)
Ben Webster Meets Oscar Peterson (1959)(Verve)
Ben Webster and Associates (1959) (Verve)
The Warm Moods (1960)
Ben Webster at the Renaissance (1960)
Soulmates (con Joe Zawinul) (1963)




Il sito ufficiale di Ben Webster


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. personaggi jazz musica cultura

permalink | inviato da floppy il 2/7/2007 alle 19:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
spettacoli
24 giugno 2007
Rinnovo il mio invito con l'elenco del programma

I festival estivi italiani dedicati al jazz sono già iniziati in qualche città

All'Umbria Jazz ci saranno Sonny Rollins e Ornette Colemann mentre (come già scritto in un precedente post) rinnovo il mio invito al pescara Jazz che si terrà dal 10 al 15 Luglio dove ci saranno tantissimi ospiti e jam session tra cui Joe Lovano e l'inconfondibile Ornette Colemann.

Ecco il programma del Pescara Jazz di questa estate:
martedì 10 luglio
NATALIE COLE

venerdì 13 luglio
SF JAZZ COLLECTIVE
plays the music of Thelonious Monk
Joe Lovano, sassofoni • Dave Douglas, tromba • Miguel Zenon, sax alto e flauto • Andre Hayward, trombone • Renee Rosnes, pianoforte • Stefon Harris, vibrafono • Matt Penman, contrabbasso • Eric Harland, batteria

ORNETTE COLEMAN 3 BASS QUINTET
Ornette Coleman, sassofono, violino, tromba • Tony Falanga, contrabbasso • Al Macdowell, contrabbasso • Charnette Moffett, contrabbasso • Denardo Coleman, batteria

sabato 14 luglio
PAT METHENY & BRAD MEHLDAU
w/ LARRY GRENADIER & JEFF BALLARD
Pat Metheny, chitarre • Brad Mehldau, pianoforte • Larry Grenadier, contrabbasso • Jeff Ballard, batteria

domenica 15 luglio
LARS SJOSTEN OCTET
plays the music of Lars Gullin
special guest Gianni Basso
Jan Allan, tromba • Hans Akesson, sax alto • Stefan Isaksson, sax tenore • Gunnar Bergsten, sax baritono • Karin Hammar, trombone • Lars Sjosten, pianoforte, leader • Patrik Boman, contrabbasso • Bo Soderberg, batteria

CHARLES TOLLIVER BIG BAND
Charles Tolliver, tromba, leader • Todd Bashore, sax alto • Billy Harper, sax tenore • William Saxton, sax tenore • Sundar Viswanathan, sax alto • David Weiss, tromba • Keyton Harrold, tromba • Fred Hendrix, tromba • Chris Albert, tromba • Joseph Fiedler, trombone • Dion Tucker, trombone • Stafford Hunter, trombone • Aaron Johnson, trombone • George Cables, pianoforte • Cecil McBee, contrabbasso • Victor Lewis, batteria

Jazz in Città
Piazza della Rinascita
Pescara 11, 12 luglio

Romantik Hotel Sporting Villa Maria
Francavilla al Mare 11, 12 luglio

Marni Jazz Club
Pescara 13, 14, 15 luglio


Prezzi e prevendite

Biglietti per il 10 luglio - Fuori Abbonamento
Settore numerato € 30,00
Gradinate € 20,00
in vendita da lunedi 11 giugno in via Liguria, 6

Abbonamenti per il 13-14-15 luglio
Settore numerato € 60,00
Gradinate € 30,00
in vendita da lunedi 18 giugno

Biglietti per il 14 luglio
Settore numerato € 30,00
Gradinate € 20,00
in vendita da lunedì 2 luglio

Biglietti per il 13 e 15 luglio
Settore numerato € 20,00
Gradinate € 10,00
in vendita da lunedì 2 luglio

Biglietterie:
Auditorium Flaiano, viale C. Colombo, 122 - tel. 085 6920057
Via Liguria, 6 - 1° piano - tel. 085 4221463
(dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 17 alle 19,30)

La sera dei concerti dalle ore 20,30 presso i botteghini del Teatro tel. 085 693093


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. spettacoli festival cultura

permalink | inviato da floppy il 24/6/2007 alle 6:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
22 giugno 2007
Considerazioni

 Spesso l'estro e l'arte di un determinato artista può prevaricare certe "miserie ideologiche" dell'artista stesso.
Ad esempio Wagner era profondamente antisemita ma la sua musica era in grado di mettere a tacere tutte le sue miserie ideologiche. Infatti c'è stato un periodo in cui si voleva progettare un concerto di Wagner in Israele ma si pensò che non fosse un'ottima idea a causa dell'antisemitismo di Wagner.

Quello che in sisntesi vorrei dire è che la musica di un determinato artista è in grado di sovrastare tutte le sue miserie ideologiche.

Vorrei invitare all'ascolto di Rai Radio3 che ha diverse rubriche molto interessanti riguardo la musica jazz, la musica classica, la letteratura ecc. Molto interessante sono le rubriche condotte da Stefano Zenni (musicologo, studioso e insegnante presso alcuni dei migliori conservatori italiani).

Il programma e le rubriche di Rai radio3 le potete trovare e ascoltare anche direttamente sul sito della Rai.

sfoglia
  

Rubriche
Link
LINK DI PESCA SPORTIVA
Pesca On Line
Pesca in Mare
Caccia e pesca TV
Pescare net
Pesca e nautica
Surfcasting on line
Surfcasting e dintorni
The surf channel
Calabria pesca on line
Calabria Pesca
Pesca TV
Spinning On Line
Planet Spin
Pescare nel Mondo
Sport pesca spinning
Itinerari di pesca
Pesca Abruzzo
Pescara Pescando
Tecnolenza Adriatica
4venti Il portale per la pesca in mare
2anglers La pesca sportiva on line
Black Bass & Co. Tutto sulla pesca al lancio
F.I.P.S.A.S.
Pescare On Line
Pescare
Pesca Ok
Hobby pesca
------------------
RICERCA SUL WEB
Google
Yahoo
Virgilio
M S N
--------------------
UTILITA' E SERVIZI
Codice Civile
Codice Stradale
Codice Penale
Codice Fiscale
Enciclopedia Universale
Enciclpedia Medica
Pagine Bianche
Pagine Gialle
Pagine Utili
Orario Ferroviario
Stradario d'Italia
Poste Italiane
Finanze
Polizia di Stato
Edison
Enel
Telecom Italia
T I M
Rosso Alice
I.N.P.S.
I.N.A.I.L.
I.C.I.
INPDAP
CAP postali
--------------------
INFORMAZIONE
Tg5
Tgcom
Rai
Il Centro
Il Sole 24 ore
La7
La Repubblica
Il Tempo
L'Unità
Il Corriere della Sera
Il Messaggero
--------------------
L A V O R O
Adecco
Bollettino
Concorsi
Giovani Imprenditori
Informa Giovani
Jobline
Obiettivi
Informagiovani Giulianova
-------------------
DA VISITARE
Giorgius (esplorando il cyberspace)
Sebastiano (il matematico)
CeceniaSOS
Barfly blog
------------------
V A R I E
Tortoreto (TE)
Comune Tortoreto (TE)
Parco Nazionale D'Abruzzo
IL portale degli Abruzzesi
Abbruzzo social forum
Abruzzo città
Villa Pini D'Abruzzo (la clinica dove lavora mia sorella come fisioterapista)
Università degli studi di Teramo
Regione Abruzzo
Tutto Abruzzo
Abruzzo natura
Abruzzo Federvolley
Emanuela Falcetti (italiaistruzioniperluso)
Charlie Chaplin
Red Bull
Daddo (il portale multietnico)
Virtual Dj
Alinvolo (iniziative per la lotta all'Aids)
Almamegretta
Raiz
24grana
Quasi quasi ...
-----------------
MUSICA JAZZ
All About Jazz Italia
Sax on the Web
Jazzit (link di musica jazz)
Jazzos (portale di acquisti on line di prodotti inerenti la musica jazz)
Music Club (mensile di musica e concerti)
ACCUJAZZ (radio)
Jazz Convention
-------------------
CONSERVATORI E SCUOLE MUSICALI
Conservatorio di Roma
Conservatorio di L'Aquila
Istituto Braga di Teramo
Conservatorio di Fermo
Scuola Giocond di S.Benedetto T.
------------------
UN PO' DI CRISTIANESIMO
Radio Vaticana
Chiese teramane
Chiesa Della Madonna Dello Splendore di Giulianova Paese
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Test your Internet connection speed at Speedtest.net

by Blografando&BW
Gioco Skateboard in città - Street sesh
Bel gioco di SkateBoard per effettuare acrobazie urbane in mezzo a veicoli vari, con scalinate da superare e rampe da usare per scavalcare camion e automobili.
QUI POTETE SEGUIRMI IN DIRETTA STREAMING QUANDO SONO ONLINE

Streaming video by Ustream
Partecipa al Sondaggio!
Chi è il tuo sassofonista preferito?
Risultati
Partecipa al Sondaggio!
In genere mi piace maggiormente ascoltare della buona musica jazz....
Risultati
JOHN COLTRANE MUSIC PLAYER Per un migliore ascolto delle radio e dei video sottostanti
mettere in pausa il player sovrastante


PESCA WEB TV STREAMING
Watch live streaming video from pescatv at livestream.com
Trabucco Fishing / Articoli e prodotti per la pesca sportiva e agonistica VIDEO MUSICALI

Visualizzazione ingrandita della mappa --------------------------------- Il jazz è molto più di una semplice forma musicale....il jazz è arte, cultura, conoscenza (me stesso) ----------- Miles Davis was the "Picasso of Jazz," reinventing himself and his sound endlessly in his musical quest. He was an artist that defied (and despised) categorization, yet he was the forerunner and innovator of many distinct and important musical movements. ----------- Il pugilato è come il jazz: più è buono e meno la gente l'apprezza. ~ George Foreman ----------- l'arte è espressione di sè. Se stai esprimendo la personalità di qualcun altro non è arte. Bennie Wallace ----------- L'improvvisazione è l'abilità di parlare a se stessi Cecil Taylor ----------- Il jazz è quel genere musicale che può assorbire un sacco di cose ed essere ancora jazz. Sonny Rollins ----------- AFORISMI DI MILES DAVIS: Prima lascia che io lo suoni, poi più tardi te lo spiegherò. La musica è diventata densa. Mi danno dei pezzi pieni d'accordi e io non li so suonare. Nel jazz sta prendendo piede una tendenza ad allontanarsi dal giro convenzionale degli accordi, e una rinnovata enfasi delle varizioni melodiche e armoniche. La musica e la vita sono solo questioni di stile. Non temere gli errori. Non ce ne sono. Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è. È stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C'è e non mi faccio domande. Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori? Un mito è un vecchio col bastone che viene ricordato per quello che faceva una volta. Io lo sto ancora facendo. Non esistono note sbagliate. ----------- Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai. Louis Armstrong ----------- In genere, il jazz è sempre stato simile al tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia. Duke Ellington ----------- Il jazz non è morto, ha solo un odore un po' curioso. Frank Zappa ----------- La musica è la tua propria esperienza,i tuoi pensieri,la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà MAI fuori dal tuo strumento Charlie Parker ----------- Il Jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata in ogni serata, ma sempre in modo diverso. Ornette Coleman ----------- Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato John Coltrane ----------- Devi amare per poter suonare. Louis Amstrong ----------- Suona , suona sempre anche senza strumento. Lee Koniz ----------- Un giovane sassofonista si lamentava con me del fatto che ascoltare Coleman Hawkins lo innervosiva. Gli ho risposto: "Coleman Hawkins deve renderti nervoso! Hawkins ha innervosito tutti i sassofonisti degli ultimi quarant'anni!". Cannonball Adderley ----------- "Il sassofono non è solo qualcosa in cui soffiare; esso è qualcosa con cui cantare" Paul Brodie ----------- Mi voltai e c'era Bird, conciato peggio di una merda, con la faccia gonfia, gli occhi arrossati e l'aria di aver dormito nei suoi vestiti spiegazzati per giorni. Ma era fico, con quell'aria hip che gli riusciva di avere anche quando era ubriaco e drogato Miles Davis ----------- La musica lava via la polvere della vita quotidiana Art Blakey ----------- Il jazz è conosciuto in tutto il mondo come una forma d'arte musicale americana e così è. Niente America, niente jazz. Ho visto persone cercare di collegarlo ad altri paesi, per esempio all'Africa, ma non ha niente a che fare con l'Africa. Art Blakey ----------- Ci ho messo tutta la vita ad imparare cosa non si deve suonare. dizzy Gillespie ----------- Il blues non serve a far stare meglio te,serve a far star peggio ki ti ascolta!!! Gengive sanguinanti Murphy- Simpson - Lisa sogna il Blues ----------- se gradite uno strumento che canta,suonate il sassofono.relativamente è come la voce umana. Stan Getz ----------- "Come nuovo, uno dei migliori fegati contemporanei. A bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute". paul desmond il giorno in cui gli diagnosticarono un tumore al polmone ----------- "e in culo anche il jazz" Novecento A. Baricco ----------- "io non sono quello che faccio, faccio quello che sono". Miles Davis ----------- "la vita senza la musica sarebbe un errore, ma anche la musica senza la vita sarebbe un errore!" Wayne Shorter ----------- L'unica rabbia che posso provare è verso di me, quando non riesco a suonare quello che voglio (J. Coltrane) ----------- 'Play it in the key of your soul' "Suonala nella chiave della tua Anima" Charles Mingus ----------- "Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un'espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C'è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra" John Coltrane -----------

 Questo blog è contro la blacklist
ed eventuali commenti anonimi
(o non anonimi) che conterranno
turpiloqui e bestemmie verranno
(forse) cancellati.


Questo blog lo dedico alla memoria
di Fausto Papetti, scomparso nel 1999
nella quasi indifferenza. Eppure è stato
e rimarrà sempre il più grande
sassofonista che abbiamo avuto in Italia
e che pochi hanno saputo apprezzare,
specialmente le nuove generazioni.










 



 


























 

 

 

 



 


 

 

 

 

 




























 



























 

 






































IL CANNOCCHIALE