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Tu che oggi parli male di me ... Ieri sparlavi degli altri .... Minkia, si veru infami
DIARI
16 ottobre 2009
Da musica popolare a musica colta (e spirituale)

Il jazz è una forma d'arte difficile da capire, figuriamoci da spiegare a parole....gran parte degli afroamericani considera il jazz come noi europei consideriamo la musica classica. Il jazz per gli afroamericani è la più alta e antica forma d'arte. Infatti il jazz in questi ultimi decenni in tutto il mondo è passata da musica popolare a musica colta anche qui da noi in Europa al pari della musica classica, tanto che si studia tutt'ora in moltissimi conservatori.



Per farvi capire meglio questo mio pensiero vi citerò una frase:

"Non c'è mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare. E c'è la necessità di purificare sempre più questi sentimenti, questi suoni, per arrivare ad immaginare allo stato puro ciò che abbiamo scoperto. In modo da riuscire a vedere con maggior chiarezza ciò che siamo. Solo così riusciamo a dare a chi ci ascolta l'essenza, il meglio di ciò che siamo."

- John William Coltrane -



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musica
8 settembre 2009
Ho da proporvi un libro e un disco


Blue Trane
La vita e la musica di John Coltrane
(John Coltrane. His Life and Music.)
575 pagine - novembre 2006
ISBN 88-7521-115-9


Questo libro esce nell’ottantesimo anniversario della nascita di John Coltrane e anticipa le celebrazioni in occasione del quarantesimo della morte. Il più grande sax tenore di tutti i tempi rimane oggi per molti versi una figura ancora misteriosa: ingabbiata nello stereotipo dell’artista geniale e maledetto ma non sufficientemente indagata e compresa. Questa biografia, la prima scritta da un musicista e studioso di jazz, colma un vuoto di cui da più parti si andava denunciando l’anacronismo. Frutto di quindici anni di ricerche d’archivio, interviste con amici e colleghi del musicista, analisi delle partiture musicali, Blue Trane offre il più completo ritratto oggi disponibile di uno straordinario virtuoso e sperimentatore e della sua evoluzione artistica: la gavetta nella big band di Dizzy Gillespie, le collaborazioni con Monk e Miles Davis, la carriera solista e l’affermazione del leggendario quartetto che regalerà al jazz l’opera più innovativa e amata di sempre: A Love Supreme. Con un ampio apparato di fotografie, documenti, spartiti e una cronoligia dettagliata che ricostruisce tutte le esibizioni dal vivo di Coltrane, Blue Trane è una lettura imperdibile per gli amanti del jazz e uno strumento indispensabile per gli studiosi e i professionisti della musica.


Le recensione della stampa:

Gino Castaldo - Venerdì di Repubblica
sovversivo, poetico, musicista, virtuoso.
continua

Giuseppe Montesano - l'Unità
Necessario per capire la storia del jazz.
continua

Elisa Carrara - EuMagazine
Porter ripercorre la carriera artistica di Coltrane e ci mostra un uomo colto, intelligente, raffinato.
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Andrea Ferrari - Sagoma - Groove
Definitivo.
leggi altro

Silvia Volpato - Superfly
La biografia più esauriente mai scritta su Coltrane, un libro costato 15 anni di dedizione, che non lascia nessun momento della vita del sassofonista al caso.
leggi altro

Maurizio Principato - Tribe
Un eccellente saggio.
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Federico Scoppio - Jam
Non si preoccupi chi è digiuno di teorie musicali e armi musicologiche, ci sono tante altre pagine con cui alleviare la curiosità dello storico, dell'appassionato, del fan, persino di chi ne desidera ricostruire le gesta in base a una serie di interviste alle persone più o meno vicine a lui.
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Enrico Bettinello - All About Jazz
Un volume importante e ricchissimo di pregi, assolutamente da avere e rileggere con il tempo, magari per accompagnare l'ascolto delle straordinarie pagine coltraniane.
leggi altro

Gianni Del Savio - Buscadero
Un gran lavoro di accurata ricostruzione dell'evoluzione musicale dell'impareggiabile artista afroamericano.
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Luca Orsenigo - Corriere del Ticino
Un libro capace di coniugare la genealogia della famiglia Coltrane prima, con la vita di John dopo e tutte e due con la sua musica, indagata dal di dentro però, strutture compositive comprese, come raramente sanno fare i libri di questo genere.
leggi altro

Giuseppe Montesano - Diario
Blue Trane è molto più che una biografia documentata e filologica, perché è in realtà un libro complesso su Coltrane, che schiude in molti punti una via di comprensione musicale del grande sassofonista mai prima tentata.
leggi altro

Gianmichele Taormina - LaStampa.it
Il libro ve lo lasciamo spulciare, odorare, selezionare, gustare capitolo per capitolo, mentre vi scorre nella mente la play list delle musiche del vostro Coltrane preferito.
leggi altro

Marco Denti - Lettera.com
Dettagliatissimo, ricco di nozioni strettamente musicali, estremamente articolato nell'analisi storica, strumentale e biografica, Blue Trane si pone, senza mezzi termini, l'obiettivo di diventare la più autorevole e completa dissertazione su John Coltrane.
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Teo Lorini - Pulp
Un riferimento imprescindibile per i lettori neofiti e per gli appassionati.
leggi altro

Pierluigi Castellano - il manifesto
Porter appare convincente sia nel reperire notizie biografiche che abbiano una fondatezza reale, che nell'esplorare con delicatezza una personalità così complessa, profonda e ardita, e infine nel saper trascrivere e analizzare con estrema competenza le composizioni e le improvvisazioni del genio di Hamlet.
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Dario Olivero - Repubblica.it
C'è tutto, ma proprio tutto in quelle 575 pagine.
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Gian Mario Maletto - Il Sole 24 Ore
Un testo fondamentale, forse "il" defi­nitivo.
leggi altro

L'espresso
"La mia musica è l'espressione spirituale di quello che sono: la mia fede, il mio sapere, la mia essenza".
leggi altro


Adesso veniamo al disco considerato spirituale di Coltrane: "A Love Supreme"


Questa è la copertina

RIFLESSIONE PERSONALE:
Un consiglio spassionato: per favore, vi prego, compratelo, leggetelo "Blue Trane" leggetelo e rileggetelo ancora se non lo avete capito...perchè in queste 575 pagine c'è scritto tutto, ma proprio tutto sul sommo Maestro John Coltrane.....e se ascolterete anche il disco "A Love Supreme" molto attentamente entrerete in contatto con la spiritualità di Coltrane che Egli col suo sax tenore si libera, mette a nudo tutto se stesso e la sua spiritualità più intima e profonda, andate in camera vostra verso sera dopo che avete finito di cenare, accendete solamente una luce fioca, si, magari una bajour e spegnete tutte le altre luci. Dovrete essere solo Voi e il Sommo Trane, un'atmosfera raccolta, quasi di preghiera, inserite il disco "A Love Supreme" nello stereo e allungatevi sul letto nella penombra. Già dalle prime note del disco vi sembrerà di toccare con mano l'anima di Coltrane, il messia, di ascoltare i battiti del suo cuore e rivolgete un pensiero al cielo verso Dio. Lasciatevi trasportare e vi si apriranno le porte dell'infinito, meditate, meditate su quello che state ascoltando, perchè quello che state ascoltando è l'anima, spiritualità all'ennesima potenza, l'illuminazione.
"Thank you God" .... Grazie Dio ....per tutto questo.....

musica
7 settembre 2009
Red Garland definì Coltrane un messia


Leggete questa dichiarazione sempre di Red Garland (pianista jazz che collaborò con Coltrane nella registrazione di Invitation):

« Sì, ricordo la registrazione di Invitation, come, del resto, ricordo tutte le altre effettuate con Trane. Come non potrei? Neppure Miles Davis potrebbe dimenticare ogni istante in cui ha soffiato accanto a quel colosso. Stare accanto a Coltrane è stato più che un'esperienza impagabile. Lui iniziava a soffiare e ognuno di noi veniva immediatamente catturato nella sua rete. Non potevi più uscirne fuori. Ma, per il vero, nessuno di noi ha mai tentato di uscirne. Era ammaliato, stregato, plasmato, annientato dalla sua musica, dalle note che quel sassofono sfornava a getto continuo, senza tregua, senza remissione. Note incandescenti che avrebbero potuto anche ustionarti. E tutte con un preciso significato. Trane non ha mai fatto nulla in cui non credesse fortemente e che non sentisse intensamente. Era un sincero, un passionale. Si è distrutto suonando troppo. La creatività, che aveva dentro e non gli dava tregua, lo ha fatto morire. "Invitation"? Che dire. C'è tutto Trane in quel lunghissimo assolo. Tutta la sua arte, il suo cuore, la sua umanità. Dopo Parker è arrivato Trane. Poi, quando anche lui è scomparso, è rimasto il deserto. Arriverà un altro messia? All'orizzonte non appare nessuno. »


 


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musica
6 settembre 2009
A Love Supreme - John Coltrane


Si racconta che nel 1964 Coltrane, che era solito praticare ogni sera la meditazione yoga, durante una seduta sentì una musica nuova risuonare nella sua mente. Tornato allo stato vigile, si convinse che non poteva che trattarsi di un messaggio inviatogli da Dio. Coltrane meditò a lungo una nuova opera, di cui volle curare anche la produzione. Fu lui a scegliere la foto che lo ritrae, con espressione seria, sulla copertina. È una foto in bianco e nero, cosi come in austero bianco e nero è pubblicato tutto l'album. Fu ancora Coltrane a far stampare, all'interno, non le solite note di copertina, bensì una sua breve presentazione e una sua poesia, intitolata anch'essa A Love Supreme.

Nella presentazione Coltrane ringrazia Dio di averlo riportato sulla retta via. Afferma di aver passato un periodo di incertezza, e di averlo superato rimettendosi nelle Sue mani. Il disco è dunque un'umile offerta a Lui, in segno di ringraziamento. La poesia è un testo semplice, dogmatico e salmodiante, una dichiarazione di fede che, a tratti, riecheggia le asserzioni e le risposte che intercorrono tra predicatore e congregazione. L'opera è una suite in quattro parti. Esse si intitolano: "Acknowledgement", "Resolution", "Pursuance" e "Psalm".
A differenza degli altri dischi, contenenti brani ricavati da varie sedute di incisione, questo album si risolve in un'opera a tutto tondo che, impiegando l'intera durata del long playing, dà luogo a uno dei primi concept album della musica moderna.
Il primo movimento si basa sulla continua ripetizione della cellula elementare di quattro note Fa - La bemolle - Fa - Si bemolle. Il carattere semplice e ripetitivo di "Acknowledgement" gli ha assicurato una vasta fama postuma nel mondo del rock, dove la leggenda di Coltrane si è diffusa, con ovvia accentuazione dei toni mistici, trovando proprio in quel riff di quattro note un comodo appiglio acustico. Mentre gli schemi di base dei quattro movimenti sono semplici, il contenuto delle improvvisazioni non lo è. Dal suo lungo silenzio Coltrane esce con una sonorità strana, nuova: più gonfia, vibrante ed enfatica. Di contro, il fraseggio è scarno, asciutto. Vi compaiono, specie nei primi due tempi, alcuni motivi di tre-quattro note, che l'autore trasporta, a suo piacimento, su e giù, verso l'acuto e verso il grave, creando inattesi urti con l'accompagnamento, che resta ancorato alla scala di base. È una tecnica nuova, che utilizza tutte le tonalità descrivendo la "totalità" e la grandezza di Dio, e che avrà importanti conseguenze. A Love Supreme è il capolavoro del periodo iniziato con My Favorite Things.

Servendosi del suo quartetto egli percorre un itinerario mistico, dalla contrizione di "Acknowledgement", allo slancio lirico raffigurante la dolorosa decisione di cambiare ("Resolution"), alla forte, travolgente messa in pratica della decisione presa ("Pursuance") fino alla preghiera di ringraziamento, quel metafisico "Psalm" in cui, alla fine, la voce del sax tenore si sdoppia per inatteso effetto di una sovraincisione, e sembra ascendere in cielo attraversando le suggestive nubi sonore prodotte dalle mazze felpate di Elvin Jones.

L'album fu acclamato in modo quasi unanime, e divenne ben presto il disco jazz più venduto nel mondo. In esso fu vista la summa di tutte le ricerche e gli approfondimenti compiuti da Coltrane negli ultimi anni. Ciò che anche i più entusiasti sostenitori notarono, è che con A Love Supreme si chiudeva un altro capitolo della vita artistica di Coltrane.

(tratto da wikipedia)

Tracce 
Part 1: Acknowledgement – 7:47
Part 2: Resolution – 7:22
Part 3: Pursuance - 10:45
Part 4: Psalm – 7:08

Formazione

Musicisti 
John Coltrane - sassofono tenore
McCoy Tyner - pianoforte
Jimmy Garrison - contrabbasso
Elvin Jones - batteria

Bob Thiele - produttore, foto di copertina
Michael Cuscuna - produttore del remastering
Rudy Van Gelder - ingegnere del suono
Joe Alper - fotografia
Lee Tanner - fotografia
Hollis King - direttore artistico
Jason Claiborne - grafico

www.johncoltrane.com


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musica
5 settembre 2009
Il primo album di Coltrane



La copertina del primo album di John Coltrane a suo nome, Prestige 7105, registrato il 31 maggio 1957. la foto scattata da Esmond Edwards, dev'essere di quello stesso giorno.


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musica
19 agosto 2009
Expression : L'ultimo album di Coltrane, il primo pubblicato postumo


EXPRESSION

JOHN COLTRANE

september 23, 1926 - july 17, 1967


Side A: Ogunde, To be
Side B: Offering, Expression


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consumi
19 aprile 2009
Ho acquistato il cofanetto di John Coltrane "Fearless Leader"




Qualche giorno fa ho acquistato su ebay il cofanetto di John Coltrane "Fearless leader" nuovo sigillato a una trentina di euro contando che da altre parti lo pagavo il doppio!!
L'ho pagato così poco perchè il negoziante che me lo ha venduto è un venditore professionale con negozio a Roma e parlandoci per telefono gli ho chiesto perchè da altre parti costa il doppio. Mi ha risposto che siccome hanno deciso ultimamente di vendere solo vinili stanno svendendo tutti i CD che hanno.

Il cofanetto (pubblicato nel 2006) è un BOX di 6 CD + libretto di 64 pagine con rare foto di Trane scritto da Lewis Porter, lo stesso che ha scritto la biografia di Coltrane "Blue Trane" della Minimum Fax.
I 6 CD comprendono nove sessions registrate per la Prestige tra il 1957 e il 1958. Registrazioni eseguite insieme ad altri grandi artisti quali Earl May, Paul Chambers, ALbert Heath, Arthur Taylor, Jimmy Cobb, Louis Hayes, Mal Waldron, Red Garland, Sahib Shihab, Donald Byrd, Freddy Hubbard, Johnny Splawn, Wilbur Harden.

Nel 2006 la Universal ha iniziato a pubblicare l'intero corpus degli importanti anni passati con l'etichetta Prestige, iniziando da queste 9 sessions racchiuse in 6 cd realizzate fra il 31 maggio 1957 e il 26 dicembre del 1958. La carriera del sassofonista di Hamlet fu ben diversa rispetto ad altre figure bruciate negli eccessi della gioventù.

Coltrane sfiorava infatti la trentina quando il suo nome cominciò a circolare nell'ambiente, nonostante gli fosse stata concessa la possibilità di registrare come leader di proprie formazioni, il suo stile era ben lontano dalla feroce intensità messa a punto dopo i fondamentali incontri con Miles Davis e Thelonious Monk, che lo avrebbero atteso da lì a breve per un altrettanto rapida quanto abbagliante parabola. Sebbene fosse oggettivo che standards e blues non siano stati il suo marchio di fabbrica, è interessante notare come anche un tema stra-battuto poteva trasformarsi enormemente, assecondando quelle visioni che ne avrebbero poi attestato altri straordinari progressi.

E' il caso di alcune ballads che poi sarebbero diventate dei cardini de suo repertorio come Lush Life, I Wanto To Talk About You e I See Your Face Before Me, incastonate dal pregevole sostegno di Paul Chambers (contrabbasso) e Red Garland (piano), anche loro a quei tempi presso la corte del divino Miles, rispetto al quale venne però concessa una maggiore libertà d'azione; da notare anche alcune delle primi apparizioni di un giovanissimo Freddie Hubbard, trombettista di razza, atteso da una brillante avvenire. Tutto il materiale presente era già ampiamente conosciuto in un cofanetto esaustivo ora strategicamente passato fuori stampa, c'è però un corposo libretto di 60 pagine realizzato con giustezza dal biografo ufficiale Lewis Porter, con alcune foto rare. Altri 2 box sono già stati annunciati per chiudere il cerchio di quello stesso periodo: uno si occuperà della partecipazione di Coltrane alle numerose jam che lo videro protagonista con altre stelle, mentre l'altro si concentrerà sulla sua attività di sideman.



Qui troverete la track list di ogni singolo CD del cofanetto e tutte le altre informazioni.

Intervista su YouTube a Lewis Porter riguardo questo cofanetto.


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musica
28 febbraio 2009
La vita di John Coltrane a fumetti



Coltrane (Black Velvet, 128 pp. 13 €) è un graphic novel jazz. Non solo perché narra a fumetti la vita di John Coltrane, ma perché del jazz ha la struttura, il ritmo, il fraseggio. Dopo tante biografie sul sassofonista per antonomasia, ecco finalmente il formato perfetto che si adatta in pieno all’ascolto e al ritmo della sua musica: il fumetto.
Paolo Parisi esegue con gli strumenti della scrittura e del disegno una lunga suite, plasmata su A love supreme. Dal capolavoro di Trane prende le mosse la suddivisione in capitoli della storia, Acknowledgement, Resolution, Pursuance e Psalm, una suddivisione che non segue un ordine cronologico lineare ma che evoca l’itinerario mistico del disco e lo interseca con la vita del musicista e per traslato dell’America. Dall’infanzia difficile nella Carolina del Nord agli incontri con Thelonious Monk, Duke Ellington Archie Shepp, Elvin Jones, McCoy Turner, Bill Evans e naturalmente Miles Davis ed Eric Dolphy; il rapporto con questi ultimi due è forse il tema più toccante, un vero “assolo” che percorre tutta la storia. E poi Malcolm X, le Black Panther, il Ku Klux Klan, l’eroina, le donne - Naima e Alice - e la spiritualità, la politica, le sperimentazioni e le aperture al free jazz, le sessioni in studio e il mitico concerto al centro di cultura africana Olatunji a New York nel 1967.
Il tratto è essenziale, scarno:  bianco, nero e grigio sono per Parisi quello che Fa, La bemolle e Si bemolle sono per A love supreme, note base di partenza, un fulcro semplice su cui costruire un’opera vibrante, clamorosamente evocativa, dall’intreccio complesso e dalle sfumature ricche e profonde. I testi del giovane autore si muovono dal grave all’acuto, come un improvvisatore che segua o contrasti l’accompagnamento grafico.
È una narrazione ostica, difficile, che va avanti e torna indietro di continuo, che subisce impennate improvvise e stacchi laceranti eppure scorre fluida ed energica perché ha un segreto: è puro suono, proprio come “fu in principio”. E per questo il modo migliore di leggere e guardare Coltrane è quello di mettere sul piatto A love supreme, abbassare la puntina e voltare le pagine.

da Panorama.it


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musica
2 febbraio 2009
A Love Supreme


A Love Supreme è un album di John Coltrane registrato il 9 dicembre 1964 agli studi Van Gelder, a Englewood Cliffs, in New Jersey.

L'album è una suite in quattro parti. Viene inteso come un album spirituale, che rappresenta la personale lotta per la purezza dell'artista. La quarta traccia, Psalm, è la "lettura" con il sassofono di una
poesia dello stesso Coltrane inclusa nelle note di copertina.

Una versione alternativa di Acknowledgement è stata registrata il giorno successivo, il 10 dicembre 1964. In questa versione sono presenti il sassofonista Archie Shepp ed il bassista Art Davis. Una esibizione live dell'intera suite venne registrata durante un concerto ad Antibes, Francia, nel 1965, e fu rimasterizzata e rilasciata in versione doppio cd nel 2002 dalla Impulse! Records, insieme all'album originale e ad alcuni brani scartati durante le registrazioni.



Tracce

  1. Part 1: Acknowledgement – 7:47
  2. Part 2: Resolution – 7:22
  3. Part 3: Pursuance - 10:45
  4. Part 4: Psalm – 7:08

Formazione

Musicisti

John Coltrane - sassofono tenore

McCoy Tyner - pianoforte

Jimmy Garrison - contrabbasso

Elvin Jones - batteria

Altri

Bob Thiele - produttore, foto di copertina

Michael Cuscuna - produttore del remastering

Rudy Van Gelder - ingegnere del suono

Joe Alper - fotografia

Lee Tanner - fotografia

Hollis King - direttore artistico

Jason Claiborne - grafico


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musica
17 gennaio 2009
John Coltrane: My Favorite Things
 

John Coltrane: My Favorite Things
Recensione di: renémartin , (Friday, July 07, 2006)

 Credo che la via maestra per amare - amare una persona o un genere musicale - sia averne il desiderio puro e disinteressato (sottolineo DISINTERESSATO). Dopodiché occorre un pizzico di intelligenza e di fortuna per trovare l'incontro "giusto".
Questa breve introduzione morale/filosofica per dire che ritengo questo album una maniera eccellente di accostarsi al jazz, se se ne ha davvero voglia. Vorrei così sopperire, suggerendo questo lavoro, a quel pizzico di intelligenza e fortuna...(perdonatemi le sbrodolate dettate da una passione indomabile)

John Coltrane è famoso anche tra i non-jazzofili. A ragione, dico io. Si tratta di un artista assolutamente eccezionale, dalla storia purtroppo non lunga (morì troppo giovane nel 1967, a soli 41 anni), che, dopo un lungo e rispettabilissimo "apprendistato" con artisti del calibro di Miles Davis e Thelonious Monk, trovò il suo percorso spirituale e musicale a partire dall'anno di grazia 1957, quando incise, in un fortunato mese di settembre, la sua prima opera matura "Blue Train" e partecipò - rendendola memorabile - alla registrazione dell'album "Sonny's Crib" dello sfortunato pianista Sonny Clark.
Gli aspetti tecnici li lascio ai sassofonisti, più indicati di me - chitarrista - a evidenziarli. Mi limito a dire che questo meraviglioso album segnò l'inizio della nuova vita del sax soprano nel jazz, dopo l'epoca di Sidney Bechet negli anni '30 e '40.

Il quartetto non è ancora quello "storico" degli anni sessanta, manca Jimmy Garrison al basso, che qui è suonato - con swing impeccabile, suono robusto e maestria ritmica e improvvisativa - da Steve Davis, che nonostante questa credenziale non conobbe una carriera adeguata. Il pianista è Mc Coy Tyner e alla batteria - colpo di cannone - il signor Elvin Jones. Amici, si tratta di maestri che hanno un tocco da brivido sui rispettivi strumenti, accompagnatori di volta in volta discreti o grintosi, e solisti emozionanti. Quei momenti fortunati che a volte capitano in sala di registrazione... grazie al cielo!

D'accordo, arrivo al succo e cercherò di limitare i superlativi.
Nel 1960 John Coltrane sceglie di registrare un disco di standard "rivisti" alla sua maniera, post-Giant Steps, e si sente su "But not for me" e "Summertime".
La rosa è di soli quattro brani, per circa quaranta minuti di durata. Due brani saranno eseguiti al sax tenore, gli altri due col soprano, un regalo di Miles Davis che folgorò John.
Apre le danze il pianoforte sospeso di Tyner: la title-track "My favorite things", quasi una filastrocca in 3/4 da film sdolcinato eppure opera di un grande duo di compositori, diventa un capolavoro di malinconia, ieratica e sognante. Poi entra il soprano, a sorpresa, ed è impossibile smettere. Tema, solo di piano da brivido, solo di sax e tema finale, mentre la batteria danzante di Elvin Jones tiene tutto con leggerezza mai uguale. Oltre tredici minuti, ma come può finire un brano simile? Eppure parte la seconda traccia, sempre al sax soprano: una ballad di Cole Porter "Everytime we say goodbye", dove il solo è quasi un semplice controcanto al tema esposto con emozionante delicatezza e intensità. Impossibile evitare la pelle d'oca, i ricordi di un incontro mancato per poco, il pensiero di una persona cara che ci manca...
Ma via, implacabile e a sorpresa John imbraccia il tenore e parte la terza traccia, "Summertime", una sfida, un brano quasi sacro affrontato con amore irriverente, l'unico brano "difficile" per il neofita, ma che incorniciato da tante emozioni può condurlo ad apprezzare anche il jazz più complesso - in apparenza - per armonie e strutture aperte e ardite. Su tempo non velocissimo, girano le sostituzioni armoniche di Coltrane, fino ad uno scambio su note basse piano/basso/batteria da urlo, alzate il volume e vi tremeranno i vetri come quando ascoltate "Master of Puppets" (non sto scherzando, ragazzi miei, ascoltare per credere...).
Poi, ormai alla fine - ma che fine? Non può finire... - l'ultimo brano, "But not for me", ancora Gershwin, ancora sostituzioni alla Coltrane. C'è ancora qualcosa da dire, sembrano cantare i quattro musicisti, c'è quella solitudine fruttuosa dell'ispirazione, c'è quell'amore che fa male ma dona gioia, c'è qualcuno che ci ascolterà e capirà, anche se non ora, anche se "non per me" che ne avrei bisogno ora...ma tant'è, suonano con tutta l'anima e si sente e si vede, quasi.

Ho finito... sto quasi piangendo, mi è costata fatica questa recensione, ma mi è servita, e spero soltanto che almeno uno dei lettori senta il desiderio di conoscere questo immenso lavoro artistico, compiuto e perfetto. Per me uno dei capolavori di Coltrane, del Jazz, e della musica di sempre.

Pace a tutti.

 

Tratto da: www.debaser.it

Il nome dell'autore della recensione (renémartin);

Link della recensione: www.debaser.it/recensionidb/ID_11180/John_Coltrane_My_Favorite_Things.htm

musica
13 ottobre 2008
My favorite things




My Favorite Things (letteralmente, Le mie cose preferite) è una canzone composta da Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II per il musical The Sound of Music , in cui viene cantata da Julie Andrews. Nella versione italiana del film, dal titolo Tutti insieme appassionatamente, la canzone, col titolo "Le cose che piacciono a me", viene cantata da Tina Centi.

Divenuta quasi subito popolarissima come canzone natalizia e registrata innumerevoli volte da famosi artisti, My Favorite Things divenne ben presto anche uno standard jazz soprattutto ad opera di John Coltrane, che ne fece il proprio cavallo di battaglia agli inizi degli anni '60.


VIDEO :  John Coltrane - My Favorite Things - 1961


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arte
18 giugno 2008
Ecco in sequenza alcuni disegni di John Coltrane trovati in rete



























































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musica
29 ottobre 2007
L'album più bello che abbia mai ascoltato in vita mia



"KInd of Blue", registrato il 2 marzo 1959 negli studi Columbia sulla 30esima Strada a New York, è stato descritto come "uno degli album più importanti e sublimemente belli della storia del jazz".


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Visualizzazione ingrandita della mappa --------------------------------- Il jazz è molto più di una semplice forma musicale....il jazz è arte, cultura, conoscenza (me stesso) ----------- Miles Davis was the "Picasso of Jazz," reinventing himself and his sound endlessly in his musical quest. He was an artist that defied (and despised) categorization, yet he was the forerunner and innovator of many distinct and important musical movements. ----------- Il pugilato è come il jazz: più è buono e meno la gente l'apprezza. ~ George Foreman ----------- l'arte è espressione di sè. Se stai esprimendo la personalità di qualcun altro non è arte. Bennie Wallace ----------- L'improvvisazione è l'abilità di parlare a se stessi Cecil Taylor ----------- Il jazz è quel genere musicale che può assorbire un sacco di cose ed essere ancora jazz. Sonny Rollins ----------- AFORISMI DI MILES DAVIS: Prima lascia che io lo suoni, poi più tardi te lo spiegherò. La musica è diventata densa. Mi danno dei pezzi pieni d'accordi e io non li so suonare. Nel jazz sta prendendo piede una tendenza ad allontanarsi dal giro convenzionale degli accordi, e una rinnovata enfasi delle varizioni melodiche e armoniche. La musica e la vita sono solo questioni di stile. Non temere gli errori. Non ce ne sono. Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è. È stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C'è e non mi faccio domande. Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori? Un mito è un vecchio col bastone che viene ricordato per quello che faceva una volta. Io lo sto ancora facendo. Non esistono note sbagliate. ----------- Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai. Louis Armstrong ----------- In genere, il jazz è sempre stato simile al tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia. Duke Ellington ----------- Il jazz non è morto, ha solo un odore un po' curioso. Frank Zappa ----------- La musica è la tua propria esperienza,i tuoi pensieri,la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà MAI fuori dal tuo strumento Charlie Parker ----------- Il Jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata in ogni serata, ma sempre in modo diverso. Ornette Coleman ----------- Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato John Coltrane ----------- Devi amare per poter suonare. Louis Amstrong ----------- Suona , suona sempre anche senza strumento. Lee Koniz ----------- Un giovane sassofonista si lamentava con me del fatto che ascoltare Coleman Hawkins lo innervosiva. Gli ho risposto: "Coleman Hawkins deve renderti nervoso! Hawkins ha innervosito tutti i sassofonisti degli ultimi quarant'anni!". Cannonball Adderley ----------- "Il sassofono non è solo qualcosa in cui soffiare; esso è qualcosa con cui cantare" Paul Brodie ----------- Mi voltai e c'era Bird, conciato peggio di una merda, con la faccia gonfia, gli occhi arrossati e l'aria di aver dormito nei suoi vestiti spiegazzati per giorni. Ma era fico, con quell'aria hip che gli riusciva di avere anche quando era ubriaco e drogato Miles Davis ----------- La musica lava via la polvere della vita quotidiana Art Blakey ----------- Il jazz è conosciuto in tutto il mondo come una forma d'arte musicale americana e così è. Niente America, niente jazz. Ho visto persone cercare di collegarlo ad altri paesi, per esempio all'Africa, ma non ha niente a che fare con l'Africa. Art Blakey ----------- Ci ho messo tutta la vita ad imparare cosa non si deve suonare. dizzy Gillespie ----------- Il blues non serve a far stare meglio te,serve a far star peggio ki ti ascolta!!! Gengive sanguinanti Murphy- Simpson - Lisa sogna il Blues ----------- se gradite uno strumento che canta,suonate il sassofono.relativamente è come la voce umana. Stan Getz ----------- "Come nuovo, uno dei migliori fegati contemporanei. A bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute". paul desmond il giorno in cui gli diagnosticarono un tumore al polmone ----------- "e in culo anche il jazz" Novecento A. Baricco ----------- "io non sono quello che faccio, faccio quello che sono". Miles Davis ----------- "la vita senza la musica sarebbe un errore, ma anche la musica senza la vita sarebbe un errore!" Wayne Shorter ----------- L'unica rabbia che posso provare è verso di me, quando non riesco a suonare quello che voglio (J. Coltrane) ----------- 'Play it in the key of your soul' "Suonala nella chiave della tua Anima" Charles Mingus ----------- "Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un'espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C'è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra" John Coltrane -----------

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Questo blog lo dedico alla memoria
di Fausto Papetti, scomparso nel 1999
nella quasi indifferenza. Eppure è stato
e rimarrà sempre il più grande
sassofonista che abbiamo avuto in Italia
e che pochi hanno saputo apprezzare,
specialmente le nuove generazioni.










 



 


























 

 

 

 



 


 

 

 

 

 




























 



























 

 






































IL CANNOCCHIALE